Pistoia

Pistoia città d’arte dell’Appennino

Visita una delle più belle piazze d'Italia

Particolarmente ricca di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali (in particolare chiese),  può vantare una delle più suggestive piazze d'Italia: piazza del Duomo, centro geometrico della città, monumentale fulcro del potere sia civile sia ecclesiastico che comprende svariate architetture di pregio quali la Cattedrale di San Zeno, il Battistero di San Giovanni in Corte e la Torre del Campanile.

Sulle facciate delle più importanti chiese romaniche della città di Pistoia il gioco della bicromia, realizzato con i pregiati marmi bianchi di Carrara, o con il travertino di Monsummano Terme, e con il verde serpentino di Prato, si fa via via più articolato. Dalle facciate delle chiese di Sant’Andrea, di San Bartolomeo e di San Pier Maggiore, dove le geometriche decorazioni in marmi bicromi sottolineano le strutture architettoniche, si arriva alle iperboliche geometrie della fiancata-facciata della chiesa di San Giovanni Fuorcivitas in cui il colore diventa il vero protagonista.

In piazza del Duomo il bianco e il verde irrompono sulla facciata della Cattedrale e sulle antiche scale del palazzo dei Vescovi, poi inglobate nel paramento in laterizio, sul fronte dell’antica chiesetta di Santa Maria Cavaliera, oggi trasformata in edificio civile, e sulla parte terminale del campanile, per trionfare ancora nell’età del gotico, con i fremiti del raffinato paramento, arricchito di bassorilievi, gocciolatoi e guglie, del battistero di San Giovanni in Corte.

Il fregio cinquecentesco in ceramica invetriata, coloratissimo “nastro” che decora il loggiato dell’antico ospedale del Ceppo è uno dei simboli della città. Il bassorilievo in sette grandi pannelli, illustra le Sette opere di misericordia con scene affollate di figure fortemente caratterizzate nei gesti e nei volti. L’autore delle prime sei scene del fregio è il fiorentino Santi Buglioni, discendente di quel Benedetto Buglioni che eseguì la lunetta con l’Incoronazione della Vergine, in terracotta invetriata bianca e azzurra, sopra il portale dell’adiacente oratorio. Il pannello con la scena Dar da bere agli assetati, l’ultimo a destra sulla facciata costituisce invece un’integrazione tardo-cinquecentesca di Filippo Paladini, dovuta probabilmente alla perdita dell’originale, i cui frammenti si conservano nal Sala dei Ferri Chirurgici, all’interno dell’Ospedale. Possiamo percorrere per le vie del centro un ideale itinerario robbiano, che ci conduce nell’antica chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, dove si conserva il gruppo in ceramica bianca, di straordinaria raffinatezza formale, raffigurante la Visitazione, con la Madonna e Santa Elisabetta legate in un tenero abbraccio. Si tratta della più antica opera a tutto tondo in terracotta invetriata di Luca della Robbia, uno dei protagonisti più illustri del Quattrocento fiorentino. A suo nipote Andrea si deve invece, sotto il loggiato del Duomo, la lunetta con la Madonna col Bambino e Angeli del 1505 sul portale centrale, con il relativo imbotte decorato a lacunari e festoni.