Villa Bernardini
location_cityArchitetture

Villa Bernardini a Vicopelago

Splendido esempio dell'architettura lucchese del Seicento, la villa nasconde un teatro di verzura

Via Vicopelago 573/a

La Villa Bernardini a Vicopelago è un esempio della permanenza di forme rinascimentali severe nell'architettura lucchese del Seicento. Fu ultimata nel 1615 come è attestato dall'iscrizione sul fregio di pietra che orna l'architrave del portale di accesso "BERNARDINUS BERNARDINIUS A.D. MDCXV". 

La villa si presenta come un blocco cubico imponente ed equilibrato e la facciata ha una composizione fortemente simmetrica. In ognuno dei tre piani sono presenti 5 aperture: tre centrali ravvicinate e 2 laterali più distanti, allineate con quelle degli altri piani. Tutte sono sottolineate da cornici di pietra di Matraia. Le tre aperture centrali del primo piano sono costituite dalle arcate del portico, cui si accede con una scalinata. Al primo piano quindi si hanno delle aperture più grandi che nel secondo e quelle del secondo sono a loro volta più grandi di quelle, pressoché quadrate, dell'ultimo piano. Questa disposizione dà un effetto di solenne solidità alla villa. La finestra centrale del secondo piano, punto focale della facciata, ha un balcone ed è sormontata da un timpano spezzato.

I vari ambienti (saloni, sale, salotti, camere) sono completamente arredati con mobili e suppellettili stratificati nei secoli (1600 - 1700 - 1800), moltissimi commissionati dai Bernardini (poltrone, seggioloni, consolles) riportanti scolpito o dipinto lo stemma di famiglia che la rendono particolarmente interessante per gli studiosi e per gli appassionati.

L'ampio prato anteriore dalla forma di cuore, leggermente degradante verso il cancello, reca ancora le due sequoie risalenti alla metà del 1800 che lo dominano incorniciandolo. Nel resto del giardino anteriore ed in prossimità della villa sono invece presenti gruppi di piante e di arbusti insoliti ed interessanti. Lateralmente, sulla destra si accede all'ampio giardino, ex orto concluso che alla metà del 1700 fu trasformato in giardino segreto. Da qui si accede all'ampia limonaia il cui interno è impreziosito da piante secolari di Ficus repens che tappezzano le pareti della stessa e da una grande vasca di marmo di Carrara stile impero situata di fronte all'ingresso.

È notevole nella parte a monte del giardino il teatro di verzura realizzato con siepi di Buxus sempervirens. Le siepi, formate da parallelepipedi bassi e sormontati da forme sferiche, dividono in più livelli lo spazio ad anfiteatro che è retrostante l'edificio: la sistemazione geometrica così ottenuta è di grande effetto scenografico.

Lucca
città monumentale protetta da grandiosi bastioni, custodi di tesori unici
In molti in Toscana considerano Lucca quasi un corpo estraneo, “non è Toscana” può capitare di sentir dire da qualche fiorentino che forse si riferisce al pane (che a Lucca è salato), alla lingua (con un lessico sicuramente singolare) o al fatto (che per altro contribuisce a spiegare gli altri due) che Lucca è l’unica fra le città-stato della regione da aver conservato la propria indipendenza ...
Approfondiscikeyboard_backspace