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Il Museo dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze

Raccoglie opere in pietre dure e in marmi policromi, ma anche scagliole, dipinti su pietra, dipinti a olio e strumenti per la lavorazione dei materiali

Firenze

L'Opificio delle Pietre Dure di Firenze nasce dall’unione di due realtà d’eccellenza nel campo della conservazione artistica: l'antico e rinomato Opificio, fondato nel 1588 dal granduca Ferdinando I de’ Medici come manifattura di corte e il Gabinetto Restauri fondato da Ugo Procacci all'interno della Soprintendenza nel 1932. Oggi è uno dei centri di restauro più importanti al mondo e un centro di formazione internazionale, che opera alle dipendenze del Ministero per i Beni Culturali e al suo interno ospita anche il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure.

Il Museo è una raccolta di opere rimaste nei laboratori dell’Opificio dal Cinquecento all’Ottocento, in un percorso tra arte e storia lungo tre secoli. Le creazioni più prestigiose dell’Opificio venivano donate dai granduchi di Firenze e oggi sono conservate nelle regge e nei musei di tutta Europa, mentre nei laboratori di produzione restavano le opere incompiute o risultato di modifiche e smontaggi successivi.

I restauratori dell'Opificio al lavoro
I restauratori dell'Opificio al lavoro

In mostra le copie di quadri realizzati con la tecnica a intearsio, con nature morte, ritratti e paesaggi, ma anche opere in pietre dure e marmi policromi, nonché antichi strumenti utilizzati per l’intarsio dagli artigiani fiorentini, in un percorso che permette di scoprire le antiche tecniche di lavorazione.
Splendidi anche gli arredi (dai tavoli ai pannelli per la Cappella dei Principi della Chiesa di San Lorenzo) decorati a commesso, cioè con pietre tagliate e accostate in modo da formare con i loro colori naturali delle composizioni pittoriche.

Info: opificiodellepietredure.it

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