La Rocca a Tentennano
Monumenti

La Rocca a Tentennano

Punto strategico della Val d'Orcia

Castiglione d'Orcia
La Rocca era stata sin dal 1100 proprietà di un ramo dei signori dell'Ardenga, che presero più tardi il titolo di conti di Tentennano (Tiniosi comes de Tintinnano, recita un documento del 1153). Nel 1170 i Tignosi dominavano anche su Bagno Vignoni, sulla terza parte di San Quirico d'Orcia e su altri castelli della valle intorno; nel 1188 uno di loro, Rolando, fu abate del potente monastero di San Salvatore e nel 1247 Aldobrandino di Tentennano comandava le truppe della Repubblica di Siena contro l'esercito perugino.

Nel 1207 i Tignosi emanarono la cosiddetta Charta Libertatis, con la quale regolavano i diritti degli abitanti della Rocca nei confronti di loro stessi, che erano stati sino ad allora signori assoluti. Nel 1251, anche la Rocca, come il castrum, passò nelle mani dei senesi, che la abbatterono per ricostruirne, nel 1262, una nuova, quella che ancora oggi si erge sulla Val d'Orcia. Come sarebbe successo per il castello, anche la fortezza fu data in pegno dai senesi a Salimbene Salimbeni a garanzia della restituzione di 20.000 fiorini da lui prestati alla Repubblica per pagare l'esercito vittorioso della battaglia di Monteaperti.

La Rocca fu ceduta definitivamente ai Salimbeni nel 1274, dando il via a un periodo di lotte e schermaglie e ripicche tra la famiglia e Siena, tanto che nel 1380 Caterina da Siena vi soggiornò con il non celato scopo di rappacificare i Salimbeni con la città (e fu qui che, secondo la Vita di Caterina di Raimondo da Capua, la santa ricevette il carisma della scrittura). La guerra terminò soltanto nel 1419, quando un tale Giovanni Zolla aprì nottetempo le porte facendo entrare i senesi. Cocco dei Salimbeni si sarebbe rifugiato sulla torre con un gruppetto di fedeli, la moglie e il resto della famiglia. Una notte tragica, dai toni cruenti come nell'Iliade, come in un film di Kurosawa o in un dramma di Shakespeare. Cocco respinse tutti gli assalti, ma i suoi sudditi, riuniti in consiglio, deliberarono di voler essere governati "conforme agli altri del contado" e giurarono fedeltà alla Repubblica, costringendo Salimbeni ad arrendersi.

La Rocca diventò uno dei punti di forza dei senesi, che da lì contrastarono le scorribande di Cesare Borgia, il Valentino di Machiavelli, nel 1502, e di Fabrizio Maramaus, detto Maramaldo, qualche anno dopo. Nel 1553, i rocchegiani si arresero senza combattere alle truppe di Carlo V, ma riconquistarono la Rocca e Castiglione qualche mese dopo. Ciò non impedì agli imperiali di riprendersi il territorio, distruggere decine di case coloniche e mettere a ferro e fuoco tutto il luogo. Cominciò allora la decadenza della Rocca.
 

Contatti:

Tel: 0577 888986 (sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00)

Castiglione d’Orcia
Piccolo borgo fuori dal tempo, calato nel paesaggio delle crete senesi
Castiglione d’Orcia è un borgo immerso in paesaggi di incredibile bellezza. Il paesaggio che caratterizza tutta la Val d’Orcia – caratterizzato dalle tipiche conformazioni geologiche dette crete, biancane e calanchi – è dovuto a lente trasformazioni iniziate milione di anni fa. Le crete sono caratterizzate da terreni argillosi, dove i declivi mostrano forme flessuose e i poggi arrotondate. ...
Approfondiscikeyboard_backspace