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Signa
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Signa

dall'acqua preziose risorse e occasioni di pace

Leggi la storia Signa su logo toscana ovunque bella Signa - L'oro di Signa - Toscana Ovunque Bella Signa L'oro di Signa Viaggio a Signa, dove il passato racconta di miracoli e castelli e la paglia si trasforma in cappelloLeggi la storia
L’identità di Signa è strettamente legata all’acqua. La corrente dell’Arno, su cui la città sorge, ha portato occasioni di commercio e munifici scambi. Il ponte sul corso del fiume, del 1120, è stato a lungo l’unico tra Firenze e Pisa ed è stato fondamentale per lo sviluppo mercantile di Signa.
 
Ma il fiume è anche nutrimento e lo dimostra la storica coltivazione del grano da paglia. Dal Settecento, infatti, grazie all’intuizione di un imprenditore, la città iniziò a raccogliere questo frutto della terra, che, con abilità, si è visto presto trasformato nella preziosa materia prima per cappelli. L’arte dell’intreccio crebbe in maniera esponenziale e la qualità era di prim’ordine, tanto che persino il Granduca Cosimo I commissionò dei copricapi per alcuni sovrani europei. Se si vuole conoscere l’itinerario che ha portato Signa a essere conosciuta in tutto l’Occidente, si deve visitare il Museo della Paglia e dell’Intreccio, con una appassionante raccolta di cappelli e un percorso dedicato agli attrezzi e ai macchinari per la lavorazione.
 
L’acqua è anche da sempre considerata la culla della vita, spesso associata a sensazioni piacevoli, rigeneranti e di riposo. La scelta per chi vuole assaporare la quiete è il Parco dei Renai, un’area protetta dal WWF che offre un lago in cui ammirare la natura specchiata o fare un bel bagno rinfrescante. Gli spiriti inquieti e costantemente attivi non si affliggano: c’è un tempo anche per il movimento e l’azione, con sentieri per il trekking, la bicicletta o il cavallo, opportunità di sport acquatici e non.
 
Signa, dalla storia antica, è inoltre colma di proposte artistiche e culturali, con edifici storici che ci raccontano il suo passato. Da vedere è indubbiamente il Castello, nella parte alta del paese. Anche le chiese partecipano a costruire l’identità del posto, come fa la Chiesa di San Giovanni, che accoglie le spoglie della Beata Giovanna, veneratissima in tutto il circondario e le cui storie sono illustrate qui in degli affreschi. Si segnala, infine, anche la pieve di San Lorenzo, che conserva affreschi del Maestro di Signa e Pietro Nelli, oltre alla cassa lignea in cui si trovavano le spoglie della Beata.
 
A due passi da Firenze, insomma, un ambiente che non lascia insoddisfatti.
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