Da Fiesole ad Artimino, nei luoghi dei Medici
Tra Firenze e Prato, lontano dal rumore della città ma facilmente raggiungibile, la Via Medicea Fiorentina attraversa un territorio tra colline, boschi, crinali e piccoli centri abitati. È un cammino che segue tracciati antichi e paesaggi modellati nei secoli, dove la presenza dell’uomo e quella della natura continuano a convivere in equilibrio.
Il percorso di circa 77 chilometri tocca ville storiche, pievi, borghi rurali e ampie aree naturali accompagnando il camminatore attraverso luoghi legati alla storia dei Medici, da Fiesole ad Artimino.
Lungo il cammino si incontrano alcune delle Ville Medicee riconosciute Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco e si attraversano paesaggi molto diversi tra loro: dagli oliveti e dalle coltivazioni storiche alle dorsali boscose, fino ai tratti di crinale che aprono viste ampie sulla conca fiorentina, il Mugello, la Calvana e il Montalbano.
La suddivisione in tappe permette di affrontare l’itinerario con gradualità, tenendo conto delle distanze, dei dislivelli e della presenza di collegamenti con i mezzi pubblici.
La Via Medicea Fiorentina è un percorso di media difficoltà, pensato per chi ama i cammini di più giorni e desidera scoprire la Toscana passo dopo passo, attraverso il suo paesaggio, la sua storia e i suoi luoghi meno scontati.
La segnaletica relativa a questo itinerario è in fase di realizzazione, per cui al momento non esistono specifici cartelli lungo tutto il percorso.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti sulle condizioni dei sentieri vi preghiamo di contattare gli uffici turistici locali di:
Il percorso parte da Villa Medici a Fiesole, in particolare dal piazzale davanti alla Villa, una delle più antiche residenze suburbane dei Medici, progettata da Michelozzo per Cosimo il Vecchio.
La vista da qui è spettacolare: davanti la grande conca di Firenze con vista sulla cupola del Brunelleschi, mentre alle spalle lo splendido Duomo, il colle di Fiesole con il suo Anfiteatro Romano. L’atmosfera è intrisa di Rinascimento: ville, cipressi, terrazze coltivate a olivo.
La discesa verso Caldine camminando verso la valle del torrente Mugnone, vede la strada piegare tra oliveti e cipressi e in poco più di mezz’ora porta al fondovalle. Si arriva così a Caldine, piccola borgata cresciuta intorno alla ferrovia e al torrente Mugnone. Il paesaggio qui cambia: campi coltivati, casolari, ponticelli e il rumore dell’acqua che scorre verso Firenze.
Sentieri Ufficiali attraversati: CAI 10, IF1
Fermate autobus/treno: Fermata autobus 7 Fiesole Piazza Mino, Caldine Stazione
Il percorso parte da Villa Medici a Fiesole, in particolare dal piazzale davanti alla Villa, una delle più antiche residenze suburbane dei Medici, progettata da Michelozzo per Cosimo il Vecchio.
La vista da qui è spettacolare: davanti la grande conca di Firenze con vista sulla cupola del Brunelleschi, mentre alle spalle lo splendido Duomo, il colle di Fiesole con il suo Anfiteatro Romano. L’atmosfera è intrisa di Rinascimento: ville, cipressi, terrazze coltivate a olivo.
La discesa verso Caldine camminando verso la valle del torrente Mugnone, vede la strada piegare tra oliveti e cipressi e in poco più di mezz’ora porta al fondovalle. Si arriva così a Caldine, piccola borgata cresciuta intorno alla ferrovia e al torrente Mugnone. Il paesaggio qui cambia: campi coltivati, casolari, ponticelli e il rumore dell’acqua che scorre verso Firenze.
Sentieri Ufficiali attraversati: CAI 10, IF1
Fermate autobus/treno: Fermata autobus 7 Fiesole Piazza Mino, Caldine Stazione
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Lunghezza tappa5,73 m Km
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DifficoltàMedia
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Durata2,10 ore
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Dislivello in discesa227 m
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Dislivello in salita97 m
Dal fondovalle comincia la salita verso Montorsoli. La strada si inerpica tra poderi e ulivi, con tratti assolati e altri ombrosi dentro macchie di leccio. La salita è impegnativa ma regala soddisfazioni: a ogni tornante il panorama si apre sempre di più, mostrando la valle del Mugnone alle spalle e, in lontananza, i profili di Monte Morello.
Presto si arriva al borgo di Montorsoli, un piccolo nucleo raccolto attorno a un ex convento che conserva ancora il fascino di una Toscana rurale e silenziosa. È il paese che ha dato i natali a Giovanni Angelo Montorsoli, scultore e frate servita, allievo di Michelangelo. Oltre Montorsoli, si percorre un breve tratto asfaltato andando in direzione di Monte Morello; il cammino si fa più dolce e corre lungo una dorsale: strade bianche bordate di cipressi, poderi isolati, muretti a secco. È un tratto molto suggestivo, perché lo sguardo corre libero: da un lato si vede Firenze e tutta la valle dell’Arno, dall’altro il Mugello e l’Appennino. Camminare qui dà la sensazione di trovarsi su un balcone naturale sospeso tra due mondi.
Poco prima dell’ex ospedale Banti si lascia la strada asfaltata per entrare nel Bosco della Garena: siamo sullo spartiacque fra la valle del Terzolle - a sinistra - e del Mugnone, a destra. Il percorso si svolge interamente nel bosco.
Poco prima di entrare nel borgo di Pratolino, si incontra il Parco Avventura Il Gigante. Si tratta di un’area dedicata ad arrampicate e percorsi sospesi sugli alberi, ma anche un luogo piacevole per una pausa: l’ombra dei pini, il rumore del vento e il senso di essere arrivati quasi a destinazione.
Solo la provinciale divide il Parco Avventura dalla Villa Medicea di Pratolino - conosciuta anche come Villa Demidoff.
L’ingresso introduce a uno dei giardini rinascimentali più spettacolari d’Europa, patrimonio UNESCO.
Qui tutto si apre: prati immensi, laghetti, fontane, statue, e soprattutto il Colosso dell’Appennino di Giambologna, simbolo del parco, che emerge come una montagna scolpita. Il cammino si conclude in un luogo che unisce la potenza della natura e la genialità dell’arte rinascimentale.
Sentieri ufficiali attraversati: CAI 60, IF1
Fermate autobus/ treno: Caldine Stazione - Fermata Pratolino autobus 25
Dal fondovalle comincia la salita verso Montorsoli. La strada si inerpica tra poderi e ulivi, con tratti assolati e altri ombrosi dentro macchie di leccio. La salita è impegnativa ma regala soddisfazioni: a ogni tornante il panorama si apre sempre di più, mostrando la valle del Mugnone alle spalle e, in lontananza, i profili di Monte Morello.
Presto si arriva al borgo di Montorsoli, un piccolo nucleo raccolto attorno a un ex convento che conserva ancora il fascino di una Toscana rurale e silenziosa. È il paese che ha dato i natali a Giovanni Angelo Montorsoli, scultore e frate servita, allievo di Michelangelo. Oltre Montorsoli, si percorre un breve tratto asfaltato andando in direzione di Monte Morello; il cammino si fa più dolce e corre lungo una dorsale: strade bianche bordate di cipressi, poderi isolati, muretti a secco. È un tratto molto suggestivo, perché lo sguardo corre libero: da un lato si vede Firenze e tutta la valle dell’Arno, dall’altro il Mugello e l’Appennino. Camminare qui dà la sensazione di trovarsi su un balcone naturale sospeso tra due mondi.
Poco prima dell’ex ospedale Banti si lascia la strada asfaltata per entrare nel Bosco della Garena: siamo sullo spartiacque fra la valle del Terzolle - a sinistra - e del Mugnone, a destra. Il percorso si svolge interamente nel bosco.
Poco prima di entrare nel borgo di Pratolino, si incontra il Parco Avventura Il Gigante. Si tratta di un’area dedicata ad arrampicate e percorsi sospesi sugli alberi, ma anche un luogo piacevole per una pausa: l’ombra dei pini, il rumore del vento e il senso di essere arrivati quasi a destinazione.
Solo la provinciale divide il Parco Avventura dalla Villa Medicea di Pratolino - conosciuta anche come Villa Demidoff.
L’ingresso introduce a uno dei giardini rinascimentali più spettacolari d’Europa, patrimonio UNESCO.
Qui tutto si apre: prati immensi, laghetti, fontane, statue, e soprattutto il Colosso dell’Appennino di Giambologna, simbolo del parco, che emerge come una montagna scolpita. Il cammino si conclude in un luogo che unisce la potenza della natura e la genialità dell’arte rinascimentale.
Sentieri ufficiali attraversati: CAI 60, IF1
Fermate autobus/ treno: Caldine Stazione - Fermata Pratolino autobus 25
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Lunghezza tappa6,32 m Km
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DifficoltàMedia
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Durata2,50 ore
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Dislivello in discesa51 m
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Dislivello in salita358 m
Da Pratolino si scende verso la valle del torrente Carza, ricca di panorami sulla valle stessa e su Monte Morello fino a Fontebuona, piccolo borgo lungo la Via Bolognese e antico luogo di sosta e ristoro per chi percorreva l’Appennino. Continuando in direzione nord si abbandona la via Bolognese e si sale alla località Ferraglia, zona agricola e boscosa con case coloniche in pietra. Il paesaggio si apre su campi terrazzati e castagneti.
A Sommavilla di Sotto si trova un piccolo nucleo rurale che conserva l’impianto tradizionale toscano con poderi e case in pietra. Da qui si possono ammirare belle vedute sulla valle che scende verso Vaglia.
Il punto di arrivo intermedio è la stazione ferroviaria di Vaglia, inaugurata a fine ’800 sulla linea Firenze– Faenza, per decenni nodo strategico per collegare la valle mugellana a Firenze. È utile come snodo per chi volesse rientrare in treno.
Il percorso termina nel borgo di Vaglia, dominato dalla Chiesa di San Pietro a Vaglia risalente al XII secolo - con rifacimenti barocchi - e caratterizzato da un impianto urbanistico compatto.
Da vedere la Villa di Vaglia, una residenza signorile tardo-rinascimentale, modificata nei secoli successivi. Si caratterizza per l'impianto sobrio, con facciata semplice e piccolo giardino. Dal Novecento è stata adattata a funzioni pubbliche ed è oggi sede comunale.
Sentieri Ufficiali attraversati: CAI 60, 61, 63, 320A, 65, 616 e Anello del Rinascimento
Fermata autobus/treno: Fermata autobus 25, Vaglia stazione
Da Pratolino si scende verso la valle del torrente Carza, ricca di panorami sulla valle stessa e su Monte Morello fino a Fontebuona, piccolo borgo lungo la Via Bolognese e antico luogo di sosta e ristoro per chi percorreva l’Appennino. Continuando in direzione nord si abbandona la via Bolognese e si sale alla località Ferraglia, zona agricola e boscosa con case coloniche in pietra. Il paesaggio si apre su campi terrazzati e castagneti.
A Sommavilla di Sotto si trova un piccolo nucleo rurale che conserva l’impianto tradizionale toscano con poderi e case in pietra. Da qui si possono ammirare belle vedute sulla valle che scende verso Vaglia.
Il punto di arrivo intermedio è la stazione ferroviaria di Vaglia, inaugurata a fine ’800 sulla linea Firenze– Faenza, per decenni nodo strategico per collegare la valle mugellana a Firenze. È utile come snodo per chi volesse rientrare in treno.
Il percorso termina nel borgo di Vaglia, dominato dalla Chiesa di San Pietro a Vaglia risalente al XII secolo - con rifacimenti barocchi - e caratterizzato da un impianto urbanistico compatto.
Da vedere la Villa di Vaglia, una residenza signorile tardo-rinascimentale, modificata nei secoli successivi. Si caratterizza per l'impianto sobrio, con facciata semplice e piccolo giardino. Dal Novecento è stata adattata a funzioni pubbliche ed è oggi sede comunale.
Sentieri Ufficiali attraversati: CAI 60, 61, 63, 320A, 65, 616 e Anello del Rinascimento
Fermata autobus/treno: Fermata autobus 25, Vaglia stazione
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Lunghezza tappa9,10 m Km
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DifficoltàImpegnativa
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Durata4 ore
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Dislivello in discesa449 m
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Dislivello in salita255 m
Superato il centro di Vaglia verso i pendii boscosi sopra l'abitato e oltrepassato il torrente, si imbocca una strada poderale che sale decisa tra castagneti e querce, con muretti a secco e piccole aie di case coloniche.
Salendo a La Mangona e alla Forca, il tracciato diventa più panoramico man mano che si guadagna quota. A tratti compaiono edicole votive e vecchi metati. L’arrivo alla Forca è su un crinale aperto: qui troverete un piccolo nucleo rurale con case in pietra, aia e terrazzamenti.
Si prosegue in lieve saliscendi seguendo il crinale e poi in dolce discesa su strade bianche e sentieri bordati da ginepri e cerri. Si aprono scorci verso Monte Senario e, sul lato opposto, verso Pratolino e Monte Morello.
L’ultimo tratto scende verso Tagliaferro, borgo lungo l’asse storico della Via Bolognese.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 60, 63, 320A, 65, 00, Via degli Dei - Anello del Rinascimento
Fermate autobus/treno: Stazione di Vaglia - Stazione di Campomigliaio
Superato il centro di Vaglia verso i pendii boscosi sopra l'abitato e oltrepassato il torrente, si imbocca una strada poderale che sale decisa tra castagneti e querce, con muretti a secco e piccole aie di case coloniche.
Salendo a La Mangona e alla Forca, il tracciato diventa più panoramico man mano che si guadagna quota. A tratti compaiono edicole votive e vecchi metati. L’arrivo alla Forca è su un crinale aperto: qui troverete un piccolo nucleo rurale con case in pietra, aia e terrazzamenti.
Si prosegue in lieve saliscendi seguendo il crinale e poi in dolce discesa su strade bianche e sentieri bordati da ginepri e cerri. Si aprono scorci verso Monte Senario e, sul lato opposto, verso Pratolino e Monte Morello.
L’ultimo tratto scende verso Tagliaferro, borgo lungo l’asse storico della Via Bolognese.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 60, 63, 320A, 65, 00, Via degli Dei - Anello del Rinascimento
Fermate autobus/treno: Stazione di Vaglia - Stazione di Campomigliaio
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Lunghezza tappa6,81 m Km
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DifficoltàMedia
- schedule
Durata3 ore
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Dislivello in discesa266 m
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Dislivello in salita220 m
Dal nucleo di Tagliaferro si imbocca un sentiero che risale i boschi verso Villa del Trebbio. La salita è regolare tra castagneti e querceti, con muretti a secco e poderi in pietra. Lungo il percorso ci si imbatte nel borgo di Spugnole di cui si hanno notizie fin dal 1066.
La prima sosta è alla Villa del Trebbio, una delle residenze medicee della Toscana riconosciute dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. Si tratta di un edificio fortificato d'impianto trecentesco e rimaneggiato in seguito. L’area circostante conserva sistemazioni agrarie storiche con terrazzamenti e oliveti. Oggi la villa è proprietà privata, pertanto è necessario rispettare accessi e cartelli.
La tappa successiva porta a Poggio ai Cigoli. Si continua in salita su viabilità poderale e poi lungo un sentiero: il bosco si fa più fitto - cerri, carpini - e compaiono metati e vecchie edicole votive in corrispondenza dei bivi.
Sul crinale di Poggio ai Cigoli si aprono le prime viste verso il Mugello, l’Appennino e il Monte Senario.
Da Poggio ai Cigoli verso Poggio alla Bugaccia si segue il crinale su strade bianche e single track, con tratti di macchia a ginepro e affioramenti di arenaria. L’ambiente diventa più montano e nei punti aperti si scorgono la Val di Marina, la Calvana e, a sud, la conca fiorentina.
Poggio alla Bugaccia è uno dei dossi più evidenti della dorsale di Monte Morello - circa 900 m. L'ultimo segmento è un lieve saliscendi sul filo di cresta fino a Poggio del Tesoro, poi ci si imbatte in una discesa dolce verso il valico delle Croci di Calenzano, ottimo snodo per rientri o trasporto.
Sentieri ufficiali attraversati CAI: 17, 19 600, Via degli Dei
Fermate autobus/treno: Stazione di Campomigliaio - Fermata Le Croci di Calenzano
Dal nucleo di Tagliaferro si imbocca un sentiero che risale i boschi verso Villa del Trebbio. La salita è regolare tra castagneti e querceti, con muretti a secco e poderi in pietra. Lungo il percorso ci si imbatte nel borgo di Spugnole di cui si hanno notizie fin dal 1066.
La prima sosta è alla Villa del Trebbio, una delle residenze medicee della Toscana riconosciute dall'Unesco come Patrimonio dell'Umanità. Si tratta di un edificio fortificato d'impianto trecentesco e rimaneggiato in seguito. L’area circostante conserva sistemazioni agrarie storiche con terrazzamenti e oliveti. Oggi la villa è proprietà privata, pertanto è necessario rispettare accessi e cartelli.
La tappa successiva porta a Poggio ai Cigoli. Si continua in salita su viabilità poderale e poi lungo un sentiero: il bosco si fa più fitto - cerri, carpini - e compaiono metati e vecchie edicole votive in corrispondenza dei bivi.
Sul crinale di Poggio ai Cigoli si aprono le prime viste verso il Mugello, l’Appennino e il Monte Senario.
Da Poggio ai Cigoli verso Poggio alla Bugaccia si segue il crinale su strade bianche e single track, con tratti di macchia a ginepro e affioramenti di arenaria. L’ambiente diventa più montano e nei punti aperti si scorgono la Val di Marina, la Calvana e, a sud, la conca fiorentina.
Poggio alla Bugaccia è uno dei dossi più evidenti della dorsale di Monte Morello - circa 900 m. L'ultimo segmento è un lieve saliscendi sul filo di cresta fino a Poggio del Tesoro, poi ci si imbatte in una discesa dolce verso il valico delle Croci di Calenzano, ottimo snodo per rientri o trasporto.
Sentieri ufficiali attraversati CAI: 17, 19 600, Via degli Dei
Fermate autobus/treno: Stazione di Campomigliaio - Fermata Le Croci di Calenzano
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Lunghezza tappa10,32 m Km
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DifficoltàMedia
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Durata4,20 ore
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Dislivello in discesa261 m
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Dislivello in salita387 m
Si tratta di una breve deviazione che unisce le due ville, inserite nel sito seriale Ville e Giardini Medicei.
Entrambe le ville sono proprietà privata e non sono visitabili.
Sentieri Ufficiali attraversati: CAI 17, 8
Si tratta di una breve deviazione che unisce le due ville, inserite nel sito seriale Ville e Giardini Medicei.
Entrambe le ville sono proprietà privata e non sono visitabili.
Sentieri Ufficiali attraversati: CAI 17, 8
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Lunghezza tappa3,5 km A/R
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DifficoltàFacile
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Dislivello complessivo202 m
Dal valico delle Croci si imboccano le piste forestali in direzione nord-ovest, tra querceti e muretti a secco, costeggiando le case sparse di Muriccia, una zona collinare agricola.
Si prosegue in saliscendi su strade bianche e sentieri verso la piccola borgata di San Pietro a Casaglia, un nucleo rurale con una chiesa campestre in pietra e si costeggia il borgo di Londolatico.
Qui cominciano i pascoli e il paesaggio tipico della Calvana. Da Londolatico la salita si fa più decisa fino alla dorsale: Poggio Cavallina è un ottimo belvedere e nodo sentieristico, collegato anche ai tracciati CAI 20 e 42 (Foce ai Cerri), con terreni calcarei e vento frequente. Segue il tratto più spettacolare: cresta ampia tra praterie aride calcaree, doline e affioramenti rocciosi, con viste continue su Bisenzio e la Piana fra Prato e Firenze. Si toccano dossi minori fino a Poggio Castiglione (talvolta indicato localmente come “Castellone/Castellare” in alcune carte).
Ci troviamo nell'area protetta o ANPIL Monti della Calvana per il valore naturalistico e carsico.
Per tracce CAI e carrarecce si cala verso sud-ovest fino al margine urbano e si arriva alla fermata bus di Santa Lucia (quartiere nord-ovest di Prato).
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 446, 444, 444A, 442 440, 428, 401, Via della Lana e della Seta
Fermata autobus: Fermata Cafaggiolo
Dal valico delle Croci si imboccano le piste forestali in direzione nord-ovest, tra querceti e muretti a secco, costeggiando le case sparse di Muriccia, una zona collinare agricola.
Si prosegue in saliscendi su strade bianche e sentieri verso la piccola borgata di San Pietro a Casaglia, un nucleo rurale con una chiesa campestre in pietra e si costeggia il borgo di Londolatico.
Qui cominciano i pascoli e il paesaggio tipico della Calvana. Da Londolatico la salita si fa più decisa fino alla dorsale: Poggio Cavallina è un ottimo belvedere e nodo sentieristico, collegato anche ai tracciati CAI 20 e 42 (Foce ai Cerri), con terreni calcarei e vento frequente. Segue il tratto più spettacolare: cresta ampia tra praterie aride calcaree, doline e affioramenti rocciosi, con viste continue su Bisenzio e la Piana fra Prato e Firenze. Si toccano dossi minori fino a Poggio Castiglione (talvolta indicato localmente come “Castellone/Castellare” in alcune carte).
Ci troviamo nell'area protetta o ANPIL Monti della Calvana per il valore naturalistico e carsico.
Per tracce CAI e carrarecce si cala verso sud-ovest fino al margine urbano e si arriva alla fermata bus di Santa Lucia (quartiere nord-ovest di Prato).
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 446, 444, 444A, 442 440, 428, 401, Via della Lana e della Seta
Fermata autobus: Fermata Cafaggiolo
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Lunghezza tappa11,88 km
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DifficoltàImpegnativa
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Durata5,20 ore
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Dislivello in discesa657 m
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Dislivello in salita320 m
Dalla zona di Santa Lucia si sale sui primi pendii del Monteferrato lungo tracce CAI (es. collegamenti del 410/410A) fra oliveti e muretti a secco. Il tratto culmina a Poggio Alto, piccolo dosso panoramico sul bordo dell’ANPIL Monteferrato, con viste sulla piana di Prato, sulla Calvana e sul Bisenzio. La zona, dalle caratteristiche morfologiche diverse, è ricca di fauna.
Ridiscendendo verso il margine urbano di Santa Lucia si raggiunge Viale Fratelli Cervi (tangenziale nord) seguendo marciapiedi e tratti ciclopedonali continui: è un asse ampio e alberato, comodo per proseguire a piedi in direzione ovest.
Si percorre la dorsale ciclopedonale della città fino a intercettare Viale Nam Dinh (zona Maliseti/ Borgonuovo). Le due arterie sono collegate da nuovi tratti della rete ciclabile cittadina e della Ciclovia del Sole, utili anche come camminamento in sicurezza. Seguendo Viale Nam Dinh verso ovest/sud-ovest: l’asse scende verso via Galcianese e serve il quartiere di Galciana.
Il percorso si conclude nella piazza della Chiesa di San Pietro a Galciana o alla relativa fermata bus. Nella chiesa di origine medievale, riferimento storico per il quartiere, si trova un ciclo si affreschi trecenteschi.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 401, Cammino di San Jacopo
Fermate autobus: Fermata Nievo - Fermata Ciulli 2
Dalla zona di Santa Lucia si sale sui primi pendii del Monteferrato lungo tracce CAI (es. collegamenti del 410/410A) fra oliveti e muretti a secco. Il tratto culmina a Poggio Alto, piccolo dosso panoramico sul bordo dell’ANPIL Monteferrato, con viste sulla piana di Prato, sulla Calvana e sul Bisenzio. La zona, dalle caratteristiche morfologiche diverse, è ricca di fauna.
Ridiscendendo verso il margine urbano di Santa Lucia si raggiunge Viale Fratelli Cervi (tangenziale nord) seguendo marciapiedi e tratti ciclopedonali continui: è un asse ampio e alberato, comodo per proseguire a piedi in direzione ovest.
Si percorre la dorsale ciclopedonale della città fino a intercettare Viale Nam Dinh (zona Maliseti/ Borgonuovo). Le due arterie sono collegate da nuovi tratti della rete ciclabile cittadina e della Ciclovia del Sole, utili anche come camminamento in sicurezza. Seguendo Viale Nam Dinh verso ovest/sud-ovest: l’asse scende verso via Galcianese e serve il quartiere di Galciana.
Il percorso si conclude nella piazza della Chiesa di San Pietro a Galciana o alla relativa fermata bus. Nella chiesa di origine medievale, riferimento storico per il quartiere, si trova un ciclo si affreschi trecenteschi.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 401, Cammino di San Jacopo
Fermate autobus: Fermata Nievo - Fermata Ciulli 2
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Lunghezza tappa7,63 km
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Durata2,45 ore
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Dislivello in discesa174 m
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Dislivello in salita149 m
La tappa parte dalla piazza della Pieve di San Pietro a Galciana e prosegue in direzione ovest su strade locali pianeggianti fino a costeggiare Vergaio, una frazione occidentale di Prato. L'ambiente è urbano ma con tratti di campagna residuale.
Se si prosegue a sud-ovest su viabilità secondaria e su tratti ciclopedonali si arriva a Iolo, un centro abitato con servizi e fermate bus, dove si può fare una breve sosta nei pressi della Pieve di San Pietro.
Dalla periferia sud di Iolo si piega verso ovest in direzione Caserana/Quarrata per lambire i margini dell’area umida protetta La Querciola, ma senza entrarvi. L’oasi è un mosaico di canneti, specchi d’acqua e campi, fra Ombrone e fossi di bonifica. Si deve quindi rientrare verso est costeggiando l’Ombrone e attraversare il fiume su uno dei ponti (a seconda della variante e della sicurezza del passaggio): il Ponte all’Asse (SR66), è più diretto per salire a Bonistallo; in alternativa, si possono seguire gli argini fino al Ponte Manetti (passerella ciclo-pedonale storica) e poi risalire verso Bonistallo per strade collinari. Il Ponte Manetti è un collegamento storico, ora passerella ciclo-pedonale che collega Cascine di Tavola con Poggio a Caiano.
Da Bonistallo, che ha un belvedere collinare dalla Chiesa di San Francesco, si scende verso il centro di Poggio a Caiano fino alla Villa Medicea “Ambra” e al parco. La Villa medicea di Poggio a Caiano o Villa Ambra, patrimonio dell'Unesco, fu progettata da Giuliano da Sangallo per Lorenzo il Magnifico ed è un esempio di architettura rinascimentale che fonde la lezione dei classici con l'architettura rurale toscana.
Dalla scalinata della Villa si esce verso nord-ovest costeggiando il parco, quindi si prendono le strade di collina in direzione Petraia (indicazioni locali “Strada vicinale della Petraia").
La traccia sale tra oliveti e poderi fino al piccolo borgo collinare di Petraia, frazione storica del comune di Poggio a Caiano, posta su un dosso panoramico. Scendendo poi su viottoli e strade bianche verso Poggio alla Malva e lambendo la località Le Casacce, il paesaggio si apre sull’Arno e sull’anfiteatro del Montalbano. Da le Casacce la risalita è dolce su carrarecce di crinale fino al valico/innesto viario detto La Croce, porta d’accesso al versante di Carmignano. Da qui ampie viste su viti e olivi del Carmignano DOCG. Si procede poi alla discesa verso l’abitato fino alla zona di via Francesco Redi (La Serra/Carmignano), dove c’è un’area di sosta a servizio del presidio sanitario e parcheggi adiacenti. È un buon punto di orientamento prima dell’ingresso nel centro storico.
Il Museo della Vite e del Vino si trova sotto il municipio, nel cuore di Carmignano ed è qui che termina la tappa.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 401 801
Fermate autobus: Fermata Ciulli 2 - Fermata Carmignano
La tappa parte dalla piazza della Pieve di San Pietro a Galciana e prosegue in direzione ovest su strade locali pianeggianti fino a costeggiare Vergaio, una frazione occidentale di Prato. L'ambiente è urbano ma con tratti di campagna residuale.
Se si prosegue a sud-ovest su viabilità secondaria e su tratti ciclopedonali si arriva a Iolo, un centro abitato con servizi e fermate bus, dove si può fare una breve sosta nei pressi della Pieve di San Pietro.
Dalla periferia sud di Iolo si piega verso ovest in direzione Caserana/Quarrata per lambire i margini dell’area umida protetta La Querciola, ma senza entrarvi. L’oasi è un mosaico di canneti, specchi d’acqua e campi, fra Ombrone e fossi di bonifica. Si deve quindi rientrare verso est costeggiando l’Ombrone e attraversare il fiume su uno dei ponti (a seconda della variante e della sicurezza del passaggio): il Ponte all’Asse (SR66), è più diretto per salire a Bonistallo; in alternativa, si possono seguire gli argini fino al Ponte Manetti (passerella ciclo-pedonale storica) e poi risalire verso Bonistallo per strade collinari. Il Ponte Manetti è un collegamento storico, ora passerella ciclo-pedonale che collega Cascine di Tavola con Poggio a Caiano.
Da Bonistallo, che ha un belvedere collinare dalla Chiesa di San Francesco, si scende verso il centro di Poggio a Caiano fino alla Villa Medicea “Ambra” e al parco. La Villa medicea di Poggio a Caiano o Villa Ambra, patrimonio dell'Unesco, fu progettata da Giuliano da Sangallo per Lorenzo il Magnifico ed è un esempio di architettura rinascimentale che fonde la lezione dei classici con l'architettura rurale toscana.
Dalla scalinata della Villa si esce verso nord-ovest costeggiando il parco, quindi si prendono le strade di collina in direzione Petraia (indicazioni locali “Strada vicinale della Petraia").
La traccia sale tra oliveti e poderi fino al piccolo borgo collinare di Petraia, frazione storica del comune di Poggio a Caiano, posta su un dosso panoramico. Scendendo poi su viottoli e strade bianche verso Poggio alla Malva e lambendo la località Le Casacce, il paesaggio si apre sull’Arno e sull’anfiteatro del Montalbano. Da le Casacce la risalita è dolce su carrarecce di crinale fino al valico/innesto viario detto La Croce, porta d’accesso al versante di Carmignano. Da qui ampie viste su viti e olivi del Carmignano DOCG. Si procede poi alla discesa verso l’abitato fino alla zona di via Francesco Redi (La Serra/Carmignano), dove c’è un’area di sosta a servizio del presidio sanitario e parcheggi adiacenti. È un buon punto di orientamento prima dell’ingresso nel centro storico.
Il Museo della Vite e del Vino si trova sotto il municipio, nel cuore di Carmignano ed è qui che termina la tappa.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 401 801
Fermate autobus: Fermata Ciulli 2 - Fermata Carmignano
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Lunghezza tappa14,57 m Km
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DifficoltàMedia
- schedule
Durata5 ore
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Dislivello in discesa148 m
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Dislivello in salita290 m
Siamo nel cuore del borgo di Carmignano. Dal centro si sale brevemente verso la Rocca lungo via del Castello, costeggiandone le mura e il bastione panoramico.
La rocca medievale domina la piana tra Firenze, Prato e Pistoia. Proseguendo su strade poderali e vicinali tra uliveti e vigneti, che formano la zona storica del Carmignano DOCG, fino alla località Pietranera sul crinale collinare, si hanno ampie vedute sul Montalbano.
Siamo ora sul fil di costa verso Citerna (tratto “Citerna Alta”) con muretti a secco, casali in pietra e ciglionamenti. Qui il paesaggio si apre verso l’Arno. Si scende dolcemente fino alla località La Madonna (area omonima toponomastica nei pressi di Artimino/Poggio alla Malva; incrocio di strade rurali). Poi si rientra su sterrate e sentieri nell’ANPIL Artimino, 691 ettari tutelati, un mosaico di boschi, coltivi e crinali attorno al borgo e alla villa.
Si costeggia la Pieve di San Leonardo e si sale all’esedra della Villa Medicea “La Ferdinanda”, anche detta villa dei Cento Camini, risalente al 1596, progetto di Bernardo Buontalenti, oggi nel sito UNESCO Ville e Giardini Medicei.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 801, 803, 800 - Sentiero degli Etruschi
Fermate autobus: Fermata Carmignano - Fermata Artimino SN
Siamo nel cuore del borgo di Carmignano. Dal centro si sale brevemente verso la Rocca lungo via del Castello, costeggiandone le mura e il bastione panoramico.
La rocca medievale domina la piana tra Firenze, Prato e Pistoia. Proseguendo su strade poderali e vicinali tra uliveti e vigneti, che formano la zona storica del Carmignano DOCG, fino alla località Pietranera sul crinale collinare, si hanno ampie vedute sul Montalbano.
Siamo ora sul fil di costa verso Citerna (tratto “Citerna Alta”) con muretti a secco, casali in pietra e ciglionamenti. Qui il paesaggio si apre verso l’Arno. Si scende dolcemente fino alla località La Madonna (area omonima toponomastica nei pressi di Artimino/Poggio alla Malva; incrocio di strade rurali). Poi si rientra su sterrate e sentieri nell’ANPIL Artimino, 691 ettari tutelati, un mosaico di boschi, coltivi e crinali attorno al borgo e alla villa.
Si costeggia la Pieve di San Leonardo e si sale all’esedra della Villa Medicea “La Ferdinanda”, anche detta villa dei Cento Camini, risalente al 1596, progetto di Bernardo Buontalenti, oggi nel sito UNESCO Ville e Giardini Medicei.
Sentieri Ufficiali attraversati CAI: 801, 803, 800 - Sentiero degli Etruschi
Fermate autobus: Fermata Carmignano - Fermata Artimino SN
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Lunghezza tappa7,94 km
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DifficoltàMedia
- schedule
Durata3,40 ore
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Dislivello in discesa283 m
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Dislivello in salita350 m