Sulle colline di Massarosa, tra musica e pievi antiche

Alla scoperta della "Cenerentola" della Versilia

È forse la Cenerentola della Versilia, ma di certo non per bellezza: il comune di Massarosa, stretto tra le sponde del Lago di Massaciuccoli e le colline, è un territorio tutto da scoprire. Il Versilia Blog Tour è stata l’occasione per esplorarlo, partendo proprio da Massaciuccoli, dove non solo si può visitare una stupenda oasi Lipu immersa nella natura ma anche ammirare le rovine romane. I resti della Villa dei Venulei, risalenti al I secolo d.C. conservano anche uno splendido mosaico decorato con mostri marini, mentre le terme romane, chiamate le Buche di Nerone, si trovano sulla cima di una collina da cui si gode un panorama mozzafiato su tutta la costa.

Il panorama dalle Terme romane di Massaciuccoli
Il panorama dalle Terme romane di Massaciuccoli
Massaciuccoli romana: il mosaico
Massaciuccoli romana: il mosaico

Saliamo ancora più in alto per arrivare a Pieve a Elici, il borgo che deve il suo nome alle piante del leccio che cresce in abbondanza su questi colli. Qui si trova la stupenda Pieve romanica di San Pantaleone, già conosciuta prima dell’anno mille che domina la piana di Massarosa e ospita tra l’altro uno stupendo trittico marmoreo del Cinquecento. Ogni estate la Pieve diventa lo scenario del Festival di Musica da Camera della Versilia, con esecuzioni di musicisti di fama internazionale: i concerti si tengono all’interno della chiesa, che è dotata di un'acustica perfetta.

La Pieve di San Pantaleone
La Pieve di San Pantaleone

Seguiamo la musica per arrivare a Corsanico, il paese che può vantare il più bel panorama che arriva fino a Viareggio. La sua Pieve di San Michele Arcangelo custodisce un segreto: un Organo monumentale del 1600, costruito dal veneziano Vincenzo Colonna, su cui ha suonato anche Giacomo Puccini. L’organo è in grado di riprodurre ogni tipo di suono, dall’oboe ai campanelli, dal canto degli usignoli all’ottavino. Ogni anno per il Corsanico Festival i più grandi organisti di tutto il mondo vengono a suonarlo.

Cover image credit: APT

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Arte e Cultura