Oratorio Santa Maria della Vergine
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Peretola, quella cupola tra le fabbriche

L’oratorio di Santa Maria della Vergine, piccolo gioiello architettonico nel cuore della Piana Fiorentina

Firenze
“La Cupolina” è stato per secoli un punto di riferimento visivo per le genti in transito tra l’Osmannoro e Firenze. Oggi questo piccolo oratorio, dedicato a Santa Maria Vergine della Pietà ed edificato nel 1510, si trova stretto tra le due carreggiate della Via Pratese, su un misero spartitraffico sormontato dal viadotto della linea ferroviaria Firenze-Officine di Brozzi- Campi Bisenzio. Eppure questa piccola costruzione ottagonale, dimenticata tra i capannoni e le autoconcessionarie di Peretola, ha molto da raccontare sulla storia della Piana fiorentina.

Innanzitutto la Cupolina, come comunemente viene chiamata in omaggio alla graziosa cupola che la sormonta e che rimanda alla ben più famosa copertura ideata dal Brunelleschi per Santa Maria del Fiore, fu costruita per preservare un tabernacolo che si trovava nei pressi del fosso Osmannoro, un corso d’acqua oggi quasi interamente intubato e che dava il nome all’omonima contrada. Scrive il Repetti nel celebre Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana (1830): “Osmannoro, e Ormannoro, volgarmente appellato Lo Smannoro nel Val d’Arno sotto Firenze. – Spaziosa pianura inrigata da più canali e fossi in una contrada che fu assai più d’ora palustre fra i borghi popolosi di Campi, di Peretola, di Sesto e di Brozzi.

Le acque della pianura fra il Poggio a Cajano, Campi, Peretola, non potendo avere il loro scolo nell’Arno mediante il fiume Bisenzio, perché il suo letto è più alto della circostante campagna, vengono quasi tutte raccolte nel piano dell’Osmannoro dal fosso omonimo, dal Fosso Reale, Bandito, o Macinante, non che da molte fosse che lentamente in essi le accompagnano.” L'affresco sull'altare viene fatto risalire ad un maestro di scuola ghirlandaesca della fine del Quattrocento e raffigura l’immagine di Cristo in Pietà sulle ginocchia della Madonna, i Santi Giovanni Evangelista e Giovanni d'Arimatea, due Angeli e la Croce .

L’oratorio, nei cui pressi sorse una cimitero alla metà dell’Ottocento, venne gravemente danneggiato durante l’alluvione del 1966. A parte l’affresco principale che comunque necessiterebbe di interventi di restauro, le altre pitture parietali furono gravemente compromesse dall’umidità residua e oggi gli interni della Cupolina appaiano quasi completamente spogli. L’esterno invece, dopo il lavoro effettuati alla fine degli anni Novanta si presentano in buone condizioni. L’oratorio dipende dalla chiesa di Santa Maria di Peretola e viene aperto solo per alcuni incontri di preghiera e per le visite degli appassionati e studiosi di arte su richiesta.


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