La Chiesa di Gangalandi
Luoghi di culto

Gangalandi, la chiesa di Leon Battista e di Agnolo Pandolfini

L’antica pieve di Lastra a Signa che raccoglie tesori artistici e memorie dell’Umanesimo fiorentino

Via Leon Battista Alberti 37
Sorta intorno all’anno Mille nei pressi della via Livornese, la chiesa di San Martino a Gangalandi occupa il punto più alto dell’omonimo colle nel territorio comunale di Lastra a Signa. San Martino acquistò nel corso del XII secolo un ruolo dominante nei confronti delle chiese del piviere a spese della pieve di Signa di cui era originariamente suffraganea, finché nel 1278, dopo il crollo del ponte sull’Arno, ottenne la fonte battesimale.

La chiesa, sulla quale spicca l’alta torre merlata eretta alla fine del Cinquecento, ha un classico impianto romanico. Il portico trecentesco, che ospitava l’affresco di San Cristoforo protettore dei viandanti oggi ricollocato all’interno della chiesa, incornicia un imponente portale fatto costruire alla fine del XVII secolo. Negli interni, scanditi da sei altari in pietra, si possono ammirare alcune interessanti decorazioni trecentesche, tra cui gli affreschi delle Storie di San Donnino, attribuite al cosiddetto Maestro di Barberino.

L’artista più famoso che ha lavorato a San Martino a Gangalandi è comunque Bicci di Lorenzo, che si occupò del piccolo battistero interno costruito a forma di cappella. In esso sono rappresentati gli Evangelisti e i Dottori della Chiesa, nonché Cristo tra gli angeli musicanti e San Martino. Nella cappella è presente un fonte battesimale marmoreo, attribuito alla scuola del Ghiberti, voluto dagli operai della Compagnia della Vergine intorno al 1423.

L’abside della chiesa fu realizzato su disegno di Leon Battista Alberti, uno dei massimi architetti e umanisti del Quattrocento, che fu rettore della chiesa dal 1432 fino alla sua morte nel 1472. “L’abside albertiano progettato secondo uno schema proporzionale basato sul quadrato - scrive Leonardo di Capua in Agnolo Pandolfini, autore di pace, Nuova Toscana Editrice, Firenze 2004 - è rialzato rispetto al piano della chiesa e scandito da due pilastri d’angolo e quattro lesene in pietra arenaria (...). Sopra questi elementi è posta una trabeazione alta e continua realizzata con la stessa pietra, mentre dai pilastri d’angolo parte un archivolto in pietra che presenta una fascia intagliata con motivi a candelabre vegetali”.

Accanto all’altare Gangalandi, fatto costruire dalla famiglia stessa nel 1615, è murata la lastra tombale di un altro grande personaggio, Agnolo Pandolfini, che si distinse nella difesa degli interessi della Repubblica Fiorentina in più di un'occasione, incontrando il Papa Martino V per ottenere una mediazione nel difficile conflitto con Milano (1425) e l’imperatore Sigismondo che i fiorentini avevano gravemente offeso nel 1433. Agnolo fece predisporre al centro del pavimento della chiesa una lastra di marmo sulla quale fece incidere un lungo epitaffio. Pandolfini si definiva “autore di pace”, intendendo con questo sottolineare la sua capacità di comporre i conflitti nella turbolenta stagione politica e militare della prima metà del Quattrocento in Italia.

San Martino ospita anche un interessante Museo di Arte Sacra che propone alcuni dipinti di grande suggestione del periodo tardo gotico e rinascimentale. Tra i primi si distinguono la tela di Lorenzo Monaco - Madonna dell’Umiltà (1405-1410) – e il trittico di Lorenzo Bicci e del figlio – la Vergine Assunta (primo decennio del XV secolo). Al piano superiore è possibile ammirare anche opere del Seicento come la singolare Decollazione del Battista di scuola fiorentina, che costituisce sicuramente uno dei pezzi più importanti di tutta la collezione della pieve.

Come ogni museo di arte sacra della zona anche quello di San Martino a Gangalandi conserva varie opere di oreficeria, calici, ampolline, brocche, bacili. Oltre alle croci e ai cibori, il museo possiede una serie di reliquiari in argento, opera delle manifatture fiorentine del XVIII e XIX secolo, esempi dell’alto livello mantenuto dall’oreficeria fiorentina anche in epoca granducale.
Lastra a Signa
Terra di storia, cultura e ottimo vino
I primi insediamenti nell'area di Lastra a Signa risalgono all'epoca etrusco-arcaica, come dimostrerebbero i resti di un abitato di notevoli dimensioni trovati tra Lastra e Villa di Bellosguardo. In epoca romana sorgono numerosi borghi, tra i quali quelli di Malmantile e Bracciatica, lungo il tracciato che collega l'antica Florentia a Pisa. ...
Approfondiscikeyboard_backspace