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Photo ©Luca Aless
Luoghi di culto

Cattedrale dei Santi Donato e Pietro ad Arezzo

Lo splendido Duomo custodisce opere di Piero della Francesca e Andrea Della Robbia

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Arezzo

La Cattedrale dei Santi Pietro e Donato, Duomo di Arezzo, è il principale luogo di culto della città e fu edificato sopra un'antica chiesa paleocristiana.
Decisiva per la nascita del Duomo fu la visita del pontefice Gregorio X nel dicembre del 1275, di ritorno dal Concilio di Lione. Il Papa infatti, gravemente malato, morì ad Arezzo il 10 gennaio lasciando la somma di trenta fiorini d’oro destinati alla nuova Cattedrale. I lavori furono avviati nel 1278 dal vescovo Guglielmino degli Ubertini e terminarono solo nel 1511.
La facciata esterna, rimasta spoglia per secoli, fu sistemata come la vediamo attualmente tra il 1900 e il 1914. L’interno a tre navate, con cinque campate scandite da pilastri a fascio, è caratterizzato da un’abside poligonale. Sono dei veri e propri capolavori le sette vetrate del ciclo del Marcillat, dipinte in due fasi tra il 1516-1517 e il 1522-1524. A Marcillat si devono anche l’esecuzione delle Storie bibliche dipinte nelle volte delle prime tre campate della navata centrale, nella prima di quella laterale sinistra e il disegno della scalinata con cui si accede alla basilica.

La Maddalena di Piero Della Francesca
La Maddalena di Piero Della Francesca

Tra le opere più importanti custodite nel Duomo di Arezzo troviamo l’affresco della Maddalena di Piero della Francesca, dipinto intorno al 1460 nella navata sinistra.
Monumentale il complesso dell’altare maggiore, documentato sin dal 1362. Il coro ligneo è stato disegnato da Giorgio Vasari nel 1554. All’illustre aretino spetta anche il disegno del basamento dell’organo lungo la navata sinistra. Oggi fa da cornice alla Madonna con il Bambino, pregevole scultura lignea della metà del XIII secolo.
Importanti trasformazioni all’originario assetto della Cattedrale furono apportate intorno al 1810, con l’intenzione di creare un “percorso interno” capace di esprimere la continuità della storia della chiesa aretina, e che ha nella cappella della Madonna del Conforto il momento culminante. All’interno della cappella sono state collocate – dopo essere state prelevate da altre chiese cittadine – le grandi pale di Andrea Della Robbia.

 

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