Duomo di Arezzo
Luoghi di culto

Cattedrale dei Santi Donato e Pietro ad Arezzo

Principale luogo di culto aretino il Duomo custodisce opere di Piero della Francesca, Andrea Della Robbia e uno splendido ciclo di vetrate

Piazza Duomo, 1

Nel 1277 il vescovo Guglielmo degli Ubertini promulgò un decreto in cui stabiliva la volontà di costruire la Cattedrale “a onore di Dio, della Beata Vergine e del patrono san Donato”. Decisiva per la nascita del Duomo fu la visita del pontefice Gregorio X nel dicembre del 1275, di ritorno dal Concilio di Lione. Il Papa infatti, gravemente malato, morì ad Arezzo il 10 gennaio lasciando la somma di trenta fiorini d’oro destinati alla nuova Cattedrale.


Nel 1289 la chiesa, già consacrata, risulta costruita nella parte absidale e per le prime due campate. È di quegli anni la decorazione scultorea con il gruppo di figure modellate in coccio pesto che occupano la lunetta sopra l’architrave. Al centro c’è la Madonna del Latte, affiancata dal vescovo Donato e da Papa Gregorio X. Dopo una lunga interruzione la costruzione del Duomo riprese nel 1471 e si concluse nel 1511.


La facciata esterna, rimasta spoglia per secoli, fu sistemata come la vediamo attualmente tra il 1900 e il 1914. L’interno, a tre navate, senza transetto, con cinque campate scandite da pilastri a fascio, è caratterizzato da un’abside poligonale. Sono dei veri e propri capolavori le sette vetrate del ciclo del Marcillat, dipinte in due fasi tra il 1516-1517 e il 1522-1524. A Marcillat si devono anche l’esecuzione delle Storie bibliche dipinte nelle volte delle prime tre campate della navata centrale, nella prima di quella laterale sinistra e il disegno della scalinata con cui si accede alla basilica.


Forse la più importante delle opere custodite nel Duomo di Arezzo è visibile lungo la parete sinistra, si tratta dell’affresco della Maddalena di Piero della Francesca, dipinto negli anni '60 del Quattrocento.



Monumentale il complesso dell’altare maggiore, documentato sin dal 1362. Il coro ligneo è stato disegnato da Giorgio Vasari nel 1554. All’illustre aretino spetta anche il disegno del basamento dell’organo lungo la navata sinistra. Oggi fa da cornice alla Madonna con il Bambino, pregevole scultura lignea della metà del XIII secolo. Nei primi anni del Seicento, a seguito delle nuove regole legate al Concilio di Trento, fu realizzata all’interno un’operazione di ammodernamento con il rinnovo delle cappelle e degli altari su progetto di Teofilo Torri, pittore e architetto aretino.

 

Importanti trasformazioni all’originario assetto della Cattedrale furono apportate intorno al 1810, con l’intenzione di creare un “percorso interno” capace di esprimere la continuità della storia della chiesa aretina, e che ha nella cappella della Madonna del Conforto il momento culminante. All’interno della cappella sono state collocate – dopo essere state prelevate da altre chiese cittadine – le grandi pale di Andrea Della Robbia.


[Per maggiori informazioni: www.diocesiarezzo.it ]

 

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