Isola di Capraia: cosa vedere in tre giorni

Un'escursione per gli amanti della natura, in una cornice inedita
  • directions_bus
    Mezzo di trasporto consigliato
    Mezzi pubblici
  • directions
    Distanza da percorrere
    10 km
  • access_time
    Durata
    3 giorni

Sono le 8.20 a Livorno e il traghetto Liburna della compagnia Toremar sta scaldando i motori per prendere il largo con destinazione Isola di Capraia. Due ore e trenta di traversata separano questa perla dell’Arcipelago Toscano dallo scalo labronico.

I collegamenti da Livorno sono giornalieri, almeno uno al giorno, di solito la mattina alle 8.30.

Ci troviamo nel cosiddetto “Santuario dei Cetacei” e durante la traversata non sono rari gli avvistamenti di delfini che saltano festanti intorno alla nave. Un incredibile paradiso incontaminato per appassionati di luoghi selvaggi. Capraia stessa si presenta al visitatore come isola aspra e selvaggia. Non troverete le sabbie fini dell’Argentario o i comodi servizi offerti dagli stabilimenti balneari della Versilia. In compenso vi offrirà baie di scogli dalla bellezza disarmante, caleidoscopiche acque cristalline, aspre falesie vertiginose a tratti brulle e a tratti coperte da una fitta macchia mediterranea.

Fino al 1986 Capraia è stata Colonia Penale e le diramazioni abbandonate dell’ex carcere sono tutt’oggi visitabili. I due centri abitati dell’isola sono il Porto e il Paese, collegati tra loro da una salita asfaltata di 800 metri. Come diretta conseguenza, risulta inutile caricare sul traghetto scooter o auto: per le poche strade presenti i mezzi sono solo di intralcio.

Guest post di Elena Tedeschi.

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PRIMO GIORNO

Alla scoperta degli angoli nascosti dell'isola

Dopo una prima visita al Porto consigliamo di raggiungere alcune della cale più distanti con una barca. Potrete usufruire del servizio taxi boat, che vi porterà al mattino in alcune cale-simbolo dell’isola per tornarvi a riprendere al pomeriggio oppure, qualora desideriate più autonomia, potrete noleggiare piccole imbarcazioni facilmente gestibili anche senza patente. Con queste potrete scoprire tutti gli anfratti più nascosti dell’isola… o quasi! Specifichiamo quasi, perché l’isola di Capraia è parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e presenta un’Area Marina Protetta a riserva integrale compresa tra Punta della Manza e Punta del Trattoio dove navigazione e balneazione sono interdetti. Salutate il Faro, la prima cala di San Francesco e la sua torretta settecentesca e puntate la prua verso le baie del sud. Sostate per un bagno alla Cala del Ceppo e arrivate poi alla Carbicina, splendida baia dai toni turchesi e rossastri, per uno spettacolare tuffo nei suoi fondali.

Proseguite fino a Cala Rossa, antico cratere dell’ex vulcano dal quale si originò l’Isola di Capraia, facilmente riconoscibile dal rosso acceso delle rocce laviche che forma uno splendido contrasto con il mare blu. Alzando lo sguardo noterete la Torre dello Zenobito, antico bastione di avvistamento eretto per difendere l’isola dagli attacchi dei pirati saraceni. Se potete allungare ancora il percorso, arrivate al limite del Parco per una sessione di snorkeling alla Grotta della Foca Monaca. Infine, nel tragitto di ritorno, tuffatevi nelle splendide acque dello Scoglio del Gatto: un tratto di costa che non dimenticherete mai più.

Se invece preferite l’opzione del taxi boat, fatevi portare alla Cala della Mortola, unica baia di sabbia dell’isola. Attenzione, la sabbia non sempre è presente anche a riva e può variare a seconda dei venti e delle correnti.

Una volta rientrati a casa e tolto il salmastro dalla pelle, gustatevi un aperitivo sul porticciolo e fate una passeggiata fino alla Torre del Porto. La vista che godrete dal bastione sul porto e sui monti di Capraia vi regalerà forti emozioni. Poco distante dal bastione si trova l’ex convento e la Chiesa di Sant’Antonio, la cui facciata è stata recentemente restaurata. Qua sorgevano i vecchi uffici amministrativi dell’ex Colonia Penale.

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SECONDO GIORNO

Gita in barca al nord dell'isola

Svegliatevi di buona mattina e concedetevi il giro dell’Isola in barca. Esperti barcaioli più o meno coloriti vi condurranno negli angoli più cristallini dell’isola raccontandovi la sua storia e le sue leggende. Un’esperienza che vi porterete nel cuore.

In alternativa noleggiate nuovamente una piccola barca e dedicatevi alla zona nord-occidentale dell’isola. Dirigete la prua verso nord. Superata la prima baia di Porto Vecchio, dove sono presenti vasche di itticoltura che assicurano un fiorente allevamento di spigole e orate, arriverete alla Mortola. Se non l’avete visitata il primo giorno, dedicatele una sosta e un bagno, dopotutto è l’unica cala sabbiosa dell’isola ed è giusto omaggiarla! Proseguendo l’itinerario, doppiate Punta Teglia (tenendovi ben distanti dalle pericolose secche delle Formiche che noterete alla vostra destra) e calate l’ancora nell’insenatura dei Bricchetti. La leggenda racconta che le falesie consumate dal vento e dagli agenti atmosferici rappresentino i volti dei pirati saraceni che nell’antichità infestarono queste acque.

Proseguite fino ai Grottoni, tratto di costa caratterizzato da ampie grotte scavate nella costa e divertitevi con i giochi di eco che queste regalano. Dopo esser sbarcati nuovamente sul porto dell’isola, potrete concedervi uno “struscio” sulla banchina del porto o raggiungere il paese e perdervi nei suoi vicoli acciottolati, tutti ornati di rigogliose buganvillee, fra cicale canterine e case dai toni pastello. La Chiesa di San Nicola vi darà il benvenuto in Paese, mentre l’antico campanile rosato rintocca le ore del tramonto.

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TERZO GIORNO

Trekking a Capraia

Non dimentichiamoci che Capraia è anche un’isola fortemente votata al trekking. Ogni primavera si tiene il Festival del Camminare e i suoi sentieri sono invasi da centinaia di camminatori. Pertanto, caldo permettendo, consigliamo di dedicare almeno un giorno alla scoperta dei suoi interni. Per una camminata breve potrete percorrere l’itinerario che dal Porto conduce alle principali diramazioni dell’ex carcere, sopra Porto Vecchio e oltre.

Altrimenti dirigervi in Paese e da li imboccare uno dei numerosi sentieri che, fra inebrianti aromi di macchia mediterranea, si addentrano nella pancia dell’isola. Non avete che l’imbarazzo della scelta. C’è il sentiero del Reganico, breve itinerario che vi condurrà alla Cala dello Zurletto, o camminate più lunghe fino allo Stagnone, unico invaso naturale dell’isola o alla Torre dello Zenobito. Per una notte a tu per tu con le stelle cadenti, raggiungete la Bellavista, belvedere immerso nei profumi della macchia mediterranea dove rimanere a contemplare il firmamento accompagnati dal bel canto del mare. Un luogo perfetto per salutare l’isola e i suoi orizzonti selvaggi.

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