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Pontremoli, tra storia e natura nel cuore della Lunigiana

Un antico borgo ai piedi dell'Appennino

Pontremoli sorge ai piedi dell’Appennino, al centro di un’ampia conca che si estende fino al Passo della Cisa e abbraccia l’ampio territorio delle valli del Magra, del Verde e del Gordana.

Il nome deriva dal latino Pons Tremulus, dall’antico ponte sul torrente Verde; “tremulus” era il nome antico del pioppo, con il quale forse era stato costruito, o semplicemente indicava che il ponte era soggetto a tremare.

Il nucleo più antico si estende su una lingua di terra tra la confluenza del torrente Verde con la Magra, ai piedi del colle del Piagnaro, dominato dall’omonimo castello.

La sua storia medievale è leggibile nelle numerose e austere case torri in pietra arenaria. Pontremoli ebbe nel '600-'700 un notevole sviluppo economico che vide la costruzione di bei palazzi signorili.

Fu, assieme a Mulazzo, il principale luogo d’origine dei librai ambulanti che con le gerle in spalla partivano per vendere libri nelle piazze e nelle campagne del Nord: a questa tradizione è legato il premio letterario “Bancarella”.
 
Da Pontremoli, in direzione Passo del Cirone sulla SS62, s'incontra la frazione di Mulinello, dalla quale seguendo per Cevazzana d’Antena s'arriva alla sorgente d'acque sulfuree e alle terme. Proseguendo su questa strada s’incontra la frazione di Casalina dove'è possibile visitare un mulino ad acqua. Oltrepassato l’abitato, a sinistra, un viottolo conduce al ponte della Valscura, ponte medievale ad un’arcata sulla Via Francigena. Dopo Groppodallosio, arriviamo a Pracchiola, da dove è possibile raggiungere la Cascata del Piscio, caduta d’acqua alta circa 40 mt. Dal Passo del Cirone partono i percorsi G.E.A. ed è possibile ammirare la chiesa del Cirone, costruita tutta in arenaria.

All’inizio della valle del fiume Verde, invece, si trova la località Casa Corvi. Da qui verso Cervara, poco dopo Borgallo, si trova il bivio che porta alla frazione di Grondola. Su questa strada, appena oltrepassato un piccolo ponte sulla sinistra si trova un antico enorme faggio, ineguagliabile monumento della natura. Qui troviamo anche la Farfarà, un antico insediamento di cascinali, immersi in un suggestivo scenario naturale vicino alla cascata della Pisciarotta, detta anche “Tomba”, alta circa 40 mt.

Percorrendo la strada provinciale che da Pontremoli porta a Zeri, si imbocca il bivio per la Valunga, dove sono indicati gli Stretti di Giaredo, straordinario kanyon di circa 1 km sul fiume Gordana. Per inoltrarsi negli impressionanti meandri degli stretti, è necessario risalire lungo l’alveo del fiume controcorrente per circa 500 mt.