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Litorale e paese di Pomonte
Photo ©Shutterstock.com / Paolo Querci

Escursioni subacquee a Campo nell’Elba

Un viaggio fra relitti, secche e scogli nell'Arcipelago Toscano

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L'isola d'Elba è una perla della nostra Toscana da vivere in ogni momento dell'anno. Chi ama il mare troverà decine di spiagge e calette per farvi vivere una vacanza all'insegna della bellezza e del benessere. Da qui si possono svolgere anche diverse attività subacquee per ammirare l'isola da un punto di vista inedito.
 
A pochi minuti dalla spiaggia di Campo nell'Elba, ad esempio, senza l'ausilio di imbarcazioni, si raggiungono secche e scogli da cui ci si può immergere per trovarsi a contatto con il vero volto del mondo marino. La vegetazione e i pesci vi sorprenderanno in ogni istante. Non mancheranno delle sorprese, è possibile "pinneggiare" anche fra relitti di imbarcazioni del passato, adesso custodi e rifugio di polpi e molluschi.

Ecco alcuni luoghi in cui immergersi:
Relitto di Pomonte
Elviscot Pomonte
Elviscot Pomonte

Si parte dalla spiaggetta di Pomonte per raggiungere il vicino scoglio dell’Ogliera dove sul lato sinistro è adagiato, a 12 metri di profondità, lo scafo della nave Elviscot affondata nel 1972 a causa di una violenta mareggiata che la spinse contro le rocce della costa.

La prua del relitto è deteriorata dalle mareggiate mentre la poppa giace in buone condizioni. Tra le lamiere si scorgono gronghi, saraghi e polpi mentre i riflessi di luce, che i raggi del sole creano penetrando dagli oblò, creano effetti ideali per inconsuete immagini fotografiche. L’esplorazione dell’ Elviscot è facile grazie alla ridotta profondità che dona luminosità e trasparenza. Una splendida immersione alla portata di tutti i subacquei, anche di chi si è da poco avvicinato a quest’attività sportiva.

Secca di Fetovaia
Tra Marina di Campo e Fetovaia, Campo nell'Elba
Tra Marina di Campo e Fetovaia, Campo nell'Elba - Credit: Alessandro Amato del Monte Segui

Sul versante meridionale dell'isola, la secca di Fetovaia si trova a breve distanza dall'omonima punta e il suo culmine, a 12 metri di profondità, è facilmente visibile dalla superficie nelle giornate di mare calmo. Spostandoci verso il lato sud si supera una zona pianeggiante, con fondo di rocce e sabbia, per raggiungere subito dopo l'inizio di una parete che cade ripida nel blu intenso.

Planando lentamente lungo la falesia si scorgono tane e fenditure che danno rifugio a grossi polpi, gronghi e scorfani. Raggiunta la quota di 30 metri ci dirigiamo ad est per scendere fino alla batmetrica dei 40, dove la scogliera si protende decisamente verso il largo interamente ricoperta di gorgonie che illuminate dalla torcia sfoggiano l'intenso colore rosso. Questa propaggine di roccia continua a scendere sempre più in profondità ed è quindi consigliabile prestare molta attenzione al consumo dell'aria per essere sicuri di effettuare una risalita sicura.

Secca di Capo Fonza
La costa dell'isola d'Elba
La costa dell'isola d'Elba - Credit: Anna Frisk

A poca distanza da Capo Fonza, in una delle zone d’immersione più frequentate dai subacquei dell’Elba, questa splendida secca è facilmente individuabile dalla superficie poiché il suo culmine s’ innalza fino a 3 metri di profondità. Appena immersi ci si sposta verso il mare aperto seguendo il profilo di una ripida parete che raggiunge verticale i 40 metri.

Alla base, fenditure e piccole grotte ospitano aragoste, saraghi e murene, mentre osservando con attenzione si possono scorgere anche rami di corallo rosso. La corrente può rendere impegnativa la discesa ma dona grande vitalità al fondale. Il versante della secca rivolto al promontorio di Capo Fonza è meno ripido, con grandi massi dove si sviluppano colonie di gialli Parazoanthus, falsi coralli e i delicati pizzi delle rose di mare, mentre nelle zone di sabbia tra le rocce non è raro osservare le grandi valve della Pinna nobilis.

Scoglio della Corbella
Elba, Golfo Stella
Elba, Golfo Stella - Credit: Wolfgang Sauber / Wikipedia

A poca distanza dal promontorio che separa il Golfo di Lacona dal Golfo Stella, c’è un agglomerato di scogli affioranti da cui si eleva il grosso faraglione della Corbella che dona il nome a tutta la zona di rocce circostanti.

Il settore più spettacolare è quello rivolto verso Capoliveri (est): dopo esserci calati in acqua si raggiunge il fondo a circa 15 metri, costituito da grandi massi che formano un labirinto di tane, crepacci e larghi avvallamenti.

Verso sud-est il fondale assume un andamento più deciso e ripido fino a 35 metri. Il lato rivolto verso la costa presenta invece fondali più bassi, con franate di scogli intervallati da zone di sabbia, habitat ideale per una fauna assai varia: salpe che pascolano tranquille tra le alghe, Chromis chromis, scorfani, polpi ed anemoni che ospitano in simbiosi piccoli granchi. Durante i mesi primaverili è facile osservare, nel blu del mare aperto, il passaggio di dentici e branchi di ricciole.

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