Torre Matilde
Monumenti

Torre Matilde di Viareggio

L'edificio cinquecentesco, il più antico di Viareggio, viene chiamato così in onore della duchessa Matilde di Canossa

Via della Foce, 55

La cinquecentesca Torre Matilde, così chiamata perché erroneamente attribuita alla duchessa Matilde di Canossa, è stata per secoli il fulcro della vita mercantile e cantieristica della città di Viareggio. Intorno alla metà del Quattrocento il porto-canale Burlamacca, rappresentava l’unico sbocco al mare per lo Stato di Lucca, favorito da sempre più fiorenti traffici mercantili e dal sorgere di un vivace borgo marinaro. Il conseguente arretramento del mare rese necessaria la costruzione di un nuova torre a difesa dello scalo, La Torre "Matilde".
Realizzata tra il 1534 e il 1542, poteva ospitare una guarnigione di circa quindici soldati. Articolata su tre piani costituiti da vani voltati, di misure variabili tra i 7,70 m e i 8,90 m, possedeva una cisterna interrata e una terrazza di copertura. Negli anni successivi, sorse accanto alla torre il palazzo del Commissario di Spiaggia, massima autorità civile, penale e marittima, collegato al fortilizio da un loggiato per offrire un rifugio ben protetto in caso di aggressioni.
Nel XVIII secolo, la linea di costa avanzò fino a privare la Torre Matilde del suo compito di difesa portuale, sostituita nel 1788 da un nuovo fortilizio costruito alla foce del canale. Negli stessi anni, tuttavia, la Torre fu protagonista di un evento prodigioso: durante una terribile tempesta un fulmine colpì l’edificio vicino al deposito delle polveri, ma miracolosamente non esplose. Il popolo di Viareggio fece voto di celebrare in perpetuo la commemorazione della grazia ottenuta, istituendo la festa del "Voto del Comune" che si ripete ancora, ogni anno il 15 aprile.
Da allora la torre fu adibita a funzioni di allerta in caso di avvistamento di navi nemiche o di segnalazione di incendi, oppure di adunata della popolazione in occasioni di pubblico interesse, quali le vaccinazioni di massa. Dall'inizio dell'Ottocento fu impiegata come carcere e, dal 1810, ospitò un telegrafo. Nel dopoguerra fu abbandonata e rimase inutilizzata fino al 1970, quando iniziarono i lavori di restauro. Oggi, riaperta al pubblico, è un contenitore culturale, prevalentemente destinato ad ospitare esposizioni di arti figurative.

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