Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna
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Museo Statale d'Arte Medievale e Moderna

Una delle più importanti istituzioni culturali aretine.

Via San Lorentino, 8
Ha sede nei tre piani del Palazzo Bruni-Ciocchi o Palazzo della Dogana, uno dei più bei palazzi rinascimentali di Arezzo, costruito a partire dal 1445 per iniziativa di Donato Bruni, figlio di Leonardo, celebre umanista e cancelliere della Repubblica Fiorentina. Il palazzo, dopo vari passaggi di proprietà, passò al governo toscano nel 1819 che vi collocò i magazzini del sale e gli uffici della Dogana, da cui il palazzo prende nome. L'edificio conserva ancora al piano terreno resti delle case trecentesche su cui sorse il palazzo rinascimentale e il cortile quattrocentesco.

 

Il museo si è formato attraverso una storia secolare, grazie alla fusione di collezioni d'arte di diversa origine e natura, frutto degli interessi culturali e artistici di collezionisti, eruditi ed artisti aretini e dell'attività delle maggiori istituzioni civili. La prima origine del museo si può far risalire alla fondazione nel 1823 del Museo della Fraternita dei Laici e alla istituzione nel 1868 della Pinacoteca Comunale. Le due raccolte si fusero nel 1891 in un unico museo ospitato nel Palazzo Barbolani di Montauto. Fu suddiviso nel 1935 dando vita da una parte al Museo Medievale e Moderno, con sede nel Palazzo Pretorio, dall'altra al Museo Archeologico. Il Museo Medievale e Moderno fu riaperto nel 1958 nell'attuale sede ed è divenuto statale nel 1972. Si tratta di uno dei più interessanti musei della Toscana per importanza delle opere conservate e per la varietà e ricchezza delle collezioni.

 

I due nuclei principali del museo sono costituiti dalla collezione appartenuta alla Fraternita dei Laici, pia istituzione aretina fondata nel 1262 che raccolse lasciti di opere d'arte di privati e di altri istituti ed enti, e da quella del Comune di Arezzo, formata soprattutto da opere d'arte tolte dai principali edifici monumentali in seguito alle soppressioni napoleoniche del 1808-1810, ma anche da una ricchissima varietà di oggetti d'arte, maioliche, armi e oreficerie provenienti da lasciti privati (Funghini, Fossombroni). Nel 1964 le raccolte si sono arricchite grazie anche alla donazione della collezione di Mario Salmi, storico dell'arte aretino.

Le opere di maggior rilievo: tra le sculture spiccano il San Michele Arcangelo dalla Fortezza Medicea e le Madonne con Bambino delle porte della cinta muraria trecentesca, tra gli esempi di pittura aretina medievale importanti sono le opere di Margarito, Spinello Aretino e Parri di Spinello. Nella pittura del Rinascimento stroviamo opere di Bartolomeo della Gatta, Luca Signorelli, Domenico Pecori e Giorgio Vasari. Opere famose del periodo Barocco sono di Codazzi, Dolci, Vignali e Dughet. Infine tra i dipinti dell'Ottocento fanno parte opere neoclassiche, romantiche e di pittori macchiaioli come Telemaco Signorini e Fattori. Tra le arti minori è di particolare rilievo la collezione di maioliche istoriate rinascimentali


Accesso handicap:
SI

Contatti:
Via San Lorentino 8
AREZZO (AREZZO)
Telefono: 0575-409050
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