Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino
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Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino

In viaggio nei sette secoli della tradizione fiorentina

Montelupo Fiorentino

Le collezioni del Museo della Ceramica di Montelupo si articolano su ben 1180 esemplari esposti. La quasi totalità della documentazione esposta deriva da scavi archeologici effettuati nelle antiche discariche delle fornaci, rinvenute in grande quantità all’interno del centro storico di Montelupo.

Le migliaia di maioliche scartate per difetti di fabbricazione (in particolare per le rotture avvenute nella seconda fase di cottura) sono state pazientemente restaurate in oltre trent’anni di attività – lo scavo metodico del pozzo è iniziato nel 1975 – e costituiscono il nucleo più importante delle collezioni rinascimentali (1450-1530) del Museo della Ceramica.

Grazie a questo prezioso contenitore, un vero e proprio “archivio” del centro di produzione, Montelupo può infatti documentare meglio di qualsiasi altro luogo l’attività dei propri ateliers rinascimentali. Si tratta di ceramiche smaltate che mostrano tutte le più note tipologie decorative dell’epoca, dalla palmetta persiana all’occhio della penna di pavone, dai preziosi figurati ai generi di più marcata impostazione locale, come i cosiddetti “ovali e rombi”, sino alle interpretazioni più suggestive dell’imitazione della porcellana, spesso derivati direttamente dagli esemplari orientali o dalle suggestioni montelupine di Iznick, in un contesto unico per ricchezza di varianti. Straordinaria è poi la molteplicità dei riferimenti simbolici e culturali e l’estensione della committenza, testimoniata dagli stemmi gentilizi, dalle imprese e dalla molteplicità delle insegne araldiche dipinte su questi preziosi documenti.

Nei livelli del “pozzo dei lavatoi”, tra i 13 e i 16 mt. di profondità, ad esempio, in un contesto databile tra il 1510 ed il 1520 sono stati rinvenuti molti esemplari destinati alla corte papale di Leone X: tra di essi, oltre a piatti e boccali che si fregiano dello stemma mediceo con le insegne pontificie, anche quelli per i cardinali del collegio e per Bernardo Dovizi da Bibbiena, segretario del papa, figlio di Lorenzo il Magnifico.

Oltre alla fondamentale raccolta di testimonianze rinascimentali, il Museo della Ceramica estende senza soluzione di continuità la propria esposizione alla seconda metà del Cinquecento ed al secolo successivo. In questo contesto si può notare come le tipologie decorative più note di questo antico centro di fabbrica, quali il figurato seicentesco (detto popolarmente “ad arlecchini” o, in epoca ancora più antica “a mostacci”), rappresentino l’ultima fase di spiccata creatività delle botteghe ceramiche, in un tripudio di rappresentazioni tratte dalla vita quotidiana dell’epoca, che hanno affascinato da sempre anche i collezionisti più esigenti, tanto che può dirsi non esistere al mondo raccolta di ceramiche nella quale sia rappresentata la maiolica italiana, priva di qualche esemplare del genere.

La sistematicità delle indagini condotte in Montelupo, inoltre, ha consentito di documentare anche l’ultimo tratto della produzione preindustriale del luogo e di mostrare le difficoltà attraversate tra Sei e Settecento, con i molteplici riferimenti alle nuove realtà del coevo orizzonte europeo, dalla maiolica ligure a quella olandese e francese, antefatto di quella che fu la successiva ripresa ottocentesca, che vide per protagonista la famiglia Fanciullacci, che è arrivata a Montelupo dall’illustre fabbrica dei Ginori a Doccia.

Il Museo della ceramica offre la possibilità di scoprire e ripercorrere la storia di una produzione tipica, ma si presta anche a letture trasversali e tematiche. È questo il caso dei percorsi incentrati sulla ceramica a tema amoroso: vi sono esemplari unici di oggetti donati come pegno d’amore che riportano iscrizioni o manufatti che costituivano la dotte di nobili donne. Altra lettura è quella collegata ai contenitori realizzati per le Farmacie e gli Speziali; di indubbio fascino i vasi realizzati per Santa Maria Novella. La visita guidata può essere accompagnata anche da laboratori ed attività a tema.

Il Museo della ceramica propone anche itinerari che abbinano la scoperta della produzione montelupina con visite guidate a luoghi di Firenze, dove è possibile ammirare alcuni pezzi unici realizzati a Montelupo: il pavimento della sala della Stufa di Palazzo Pitti, il Ninfeo di Careggi e la stessa Farmacia di Santa Maria Novella.


Orari:
Dal 1 marzo al 31 ottobre: mercoledì-domenica, ore 11.00-19.00.
Dal 1 novembre al 28 febbraio: sabato, ore 14.00-19.00; domenica, ore 11.00-19.00.
Chiuso per: Pasqua, 24 dicembre, Natale, 31 dicembre, Capodanno.


Biglietto ordinario: € 5,00
Biglietto ridotto fascia A
: € 4,00 (per ragazzi dai 6 ai 18 anni, adulti sopra i 65 anni, gruppi da 15 a 35 persone, studenti universitari con libretto, titoli di viaggio Trenitalia e dipendenti, diversamente abili, possessori di card M Gift Mid)
Biglietto ridotto fascia B: € 3,00 (per per gruppi scolastici, gruppi oltre 35 persone, possessori Carta Amico Treno, Carta Giovani, Carta Edumusei, carta Ostelli)
Utilizzo soltanto delle pertinenze del Museo: € 1,00
Biglietto gratuito: bambini fino a 6 anni, alunni delle scuole di Montelupo, cittadini di Montelupo oltre i 65 anni, funzionari dei Beni Culturali, soci del G.A.M. con un ospite, Guide Turistiche abilitate, accompagnatori di disabili, giornalisti, possessori Card Amici del Museo e loro ospiti, possessori M Card e loro ospiti, accompagnatore dell'utente con Card Gift One+One, possessori Card Gift Free.


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