Dolci e dessert

La ricetta delle Pesche di Prato

Marta Mancini byMarta Mancini
star_rate
Difficoltà
facile
restaurant_menu
Preparazione
15 min
schedule
Tempo cottura
10-15 min
room_service
Dosi per
30 pesche

Dopo aver parlato di liquori toscani, e quindi anche di alkermes, non potevamo non suggerirvi la ricetta delle buonissime, stratosferiche, inimitabili pesche di Prato. Cosa sono? Le pesche di Prato sono dei dolcetti tondi fatti di farina, zucchero, lievito, burro e succo di arancia, inzuppati nell’alkermes, appunto.Vengono divisi a metà e riempiti di crema pasticcera. Aspetto positivo: si trovano tutto l'anno, soprattutto nelle pasticcerie pratesi; solo dolcissime e molto saporite! Aspetto negativo: non ne potrete fare a meno!

Ma vediamo meglio insieme la storia delle pesche di Prato: il nome nasce per il particolare aspetto che, per forma e colore, ricorda quello della pesca. La lavorazione a mano e la lievitazione su assi di legno e panni umidi sono elementi fondamentali per la tipicità e il gusto del prodotto. Le pesche in confezione sono più piccole e secche di quelle artigianali. Dato che non contengono conservanti al loro interno, si conservano per poco tempo. Veniamo adesso alla ricetta tradizionale!

Ingredienti:
Le inimitabili pesche di Prato - Credit: Ristorante Il Capriolo
  • 500 gr farina
  • 200 gr zucchero
  • 125 gr burro
  • 3-4 uova a temperatura ambiente
  • scorza grattugiata di un limone
  • pizzico di sale
  • 1,5 bustine di lievito chimico vanigliato (si dovrebbe utilizzare 30 gr di lievito naturale)
  • 1 bicchierino di liquore bianco (vermouth, sambuca, strega, sassolino…)
  • alkermes
  • crema pasticcera oppure panna montata o cioccolato in crema
  • mezzi gusci di mandorla o di noce vuoti
  • foglie di mandarino
Procedimento:
L’alkermes è un ingrediente principale per le pesche di Prato - Credit: Ristorante Il Capriolo

Sbattere le uova in una ciotola capiente, aggiungere lo zucchero, il sale poi il burro prima sciolto a bagnomaria, la scorza di limone e a questo punto iniziare ad incorporare piano piano la farina setacciata. Mescolare in modo da ottenere un impasto morbido a cui si aggiungerà il liquore bianco ed il lievito. Preparare delle palline della grossezza di una noce (ognuna diventerà la metà di una pesca) e farle aderire ad un guscio di mandorla che costituirà l’incavo dove metteremo la crema una volta cotte: se non si dispone dei gusci, si scaveranno le mezze pesche dalla parte piatta con un cucchiaino dopo la cottura. Disporle su di una teglia ricoperta di carta forno distanti l’una dall’altra perché in forno lieviteranno e cuocerle a 180 ° per circa 10-15 minuti finché saranno appena colorite. Sarebbe bene cuocerne due teglie contemporaneamente perché bisogna fare in fretta per la presenza del lievito chimico.

Una distesa di Pesche di Prato - Credit: Ristorante Il Capriolo

Una volta cotte e raffreddate togliere i gusci di mandorla che nella pasta avranno formato un incavo e riempire con panna montata oppure crema o cioccolata (anche crema per una parte e cioccolato o panna per l’altra).

IDEA: dato che le vere pesche hanno il nocciolo si può fare un’anima ai dolcetti mettendoci nel mezzo una mandorla intera oppure del cioccolato fuso con un po’ di latte o burro che poi raffreddandosi si solidificherà. Quindi unirle a due a due (la crema farà da collante), bagnarle nell’alkermes diluito con acqua zuccherata ed infine rotolarle nello zucchero semolato.

Piccola curiosità: esiste anche una variante di queste pesche a Gallicano, un paese della media Valle del Serchio. Le pesche di Gallicano sono ripiene non di crema, bensì di marmellata di ciliegie o di albicocche. In genere venivano preparate in occasione della festa della madonna (estiva) quando veniva fatto un pellegrinaggio al santuario a Miliano: essendo facili da trasportare senza sciuparsi, erano adatte al pranzo al sacco.

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