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San Giovanni Valdarno
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San Giovanni Valdarno

Il borgo dell'Aretino ricco di testimonianze artistiche

Leggi la storia San Giovanni Valdarno su logo toscana ovunque bella San Giovanni Valdarno - Il segreto dell'ala sinistra San Giovanni Valdarno Il segreto dell'ala sinistra Ritorni e ricordi di San Giovanni Valdarno, tra Masolino, Andreotti e Ciccio Baiano ~ di Gabriele MerliniLeggi la storia

San Giovanni Valdarno ha mantenuto il proprio aspetto medievale, con la conformazione tipica delle cosiddette “terre nuove”: al centro si ha una grande piazza e tutt’intorno ombrosi porticati a delimitare le strade. San Giovanni offre agli amanti dell’arte non poche attrazioni, tra chiese, musei e centri culturali. Ovviamente non manca affatto neanche la buona cucina.

Partendo da una piacevole passeggiata in città, magari dalla centrale Piazza Cavour, ci si deve inoltrare nel Palazzo d’Arnolfo, così chiamato perché la realizzazione pare essere attribuibile ad Arnolfo di Cambio. L’edificio colpisce per la facciata costellata di centinaia di stemmi, ma anche all’interno svela tracce di storia e vissuto. Nelle sale del Palazzo d’Arnolfo, infatti, è allestito il nuovo Museo delle Terre Nuove, nato per raccontare ai visitatori questo fenomeno che portò alla fondazione di nuovi centri abitati. L’esposizione si concentra, in particolare, sulle novità che riguardarono la Toscana, con un’attenzione speciale per San Giovanni Valdarno, un tempo Castel San Giovanni.

Sempre nel centro di questa caratteristica cittadina, si incontra Casa Masaccio, quella che fu l’abitazione, in giovane età, del famoso pittore antesignano del Rinascimento. Come una vera e propria culla di creatività e maestria, oggi la casa è diventata un centro per l’arte contemporanea, che non si limita a sole mostre, ma si impegna con conferenze, ricerche e laboratori.

Poco lontano, si innalza la fascinosa Basilica di Santa Maria delle Grazie, che, con la sua facciata addossata ai palazzi vicini, sembra voler tenere al sicuro la piazza antistante. La chiesa risale a fine Quattrocento e la sua edificazione si intreccia con un miracolo legato a una pestilenza. Pare che infatti una nonna, grazie alle sue preghiere, riuscì a sfamare il nipote orfano di entrambi i genitori. All’interno dell’edificio, il Miracolo di Monna Trancia è illustrato in un affresco. Proprio adiacente, il Museo della Basilica conserva una raccolta di dipinti preziosa, tra i quali spiccano l’Annunciazione del Beato Angelico e opere di Giovanni di Ser Giovanni detto “lo Scheggia”, che erano collocate nell’altrettanto interessante chiesa trecentesca di San Lorenzo.

Anche la cucina, però, è un’arte e sono lo sanno bene gli “stufatari”, i maestri che si contendono, ogni anno, il Palio dello Stufato alla Sangiovannese, una golosissima scusa per assaggiare questa bontà del territorio.

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Arno, Fiesole

Valdarno

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