fb track
Lungo l’itinerario dell’Acquedotto Nottolini
Photo ©Shutterstock.com / robertonencini

Viaggio fra Pisa e Lucca seguendo le strade dell’acqua

Trekking lungo la Via degli Acquedotti

Trekking&Outdoor by Trekking&Outdoor

Gli acquedotti storici non sono solo ammirevoli opere monumentali, sono le radici che uniscono le città al mondo naturale che le circonda e le sostenta.

Seguire il loro tracciato significa sicuramente restare affascinati dal genio e dagli sforzi profusi da coloro che li hanno realizzati, ma anche riscoprire, dietro l’apparente opposizione uomo-natura, un legame originario e insostituibile: come gli alberi delle foreste anche le città hanno bisogno di acqua per crescere.

In Toscana è possibile vivere queste esperienze percorrendo la Via degli Acquedotti, un bellissimo percorso escursionistico che si sviluppa fra Lucca e Pisa, lungo i tracciati dell’Acquedotto Nottolini e dell’Acquedotto Mediceo.

Prima Tappa
Da Lucca a Vorno, lungo l’Acquedotto Nottolini
Una delle cisterne dedicate alla raccolta e decantazione delle acque, cui il Nottolini diede la forma di eleganti tempietti in stile neoclassico
Una delle cisterne dedicate alla raccolta e decantazione delle acque, cui il Nottolini diede la forma di eleganti tempietti in stile neoclassico - Credit: Shutterstock.com / James.Pintar

Sino ai primi decenni del XIX secolo l’approvvigionamento d’acqua della città di Lucca era affidato ai pozzi che attingevano alla falda nel sottosuolo della città. Vista la scarsezza e la cattiva qualità della risorsa, nel 1822 Maria Teresa di Borbone, duchessa di Lucca, affidò all’architetto Nottolini il compito di realizzare un acquedotto che attingesse alle fonti situate sulle alture della vicina Serra Vespaiata e ai torrenti del Rio San Quirico e Rio della Valle. Nel giro di una decina d’anni l’architetto portò a termine la costruzione dei 460 archi che, coprendo una distanza di oltre 3 chilometri, portavano l’acqua fino alle mura della città, con due condotte separate: una per l’acqua di fonte, destinata all’utilizzo potabile, e l’altra per quella prelevata dai torrenti, utilizzata per alimentare le fontane monumentali della città.

Oggi l’acquedotto non è più attivo ma la sua struttura è perfettamente intatta e segna la direttrice della nostra escursione.

L’itinerario prende il via dalla bella piazza del Duomo di Lucca, per poi uscire dalla maestosa cinta muraria e, attraverso il sottopasso della stazione ferroviaria, raggiungere il tempietto-cisterna di San Concordio, dove un tempo confluiva l’acqua trasportata dalle condotte aeree, prima di essere distribuita in città attraverso una rete di canali sotterranei.

Da qui comincia il tracciato che segue fedelmente le arcate dell’acquedotto e, gradualmente, ci porta dall’ambiente cittadino a una verde campagna coltivata.

Le spettacolari arcate del Nottolini terminano presso la località Guamo, dove ci troviamo di fronte ad un altro edificio in stile neoclassico simile a quello di San Concordio. È il tempietto-cisterna dove confluivano le acque prima di essere convogliate nelle due condotte aeree.

Qui il percorso dell’acquedotto diviene interrato, ma è ancora facile individuarlo grazie alla presenza dei pozzetti di filtraggio in mattoni.

In breve si raggiunge la località conosciuta come “Alle parole d’oro”, luogo di raccolta delle acque provenienti dalla Serra Vespaiata. Stando alla tradizione il curioso nome attribuito zona deriva dal fatto che i contadini del posto credettero che la scritta riportata su un cippo commemorativo dell’acquedotto fosse forgiata in lettere d’oro. Si trattava invece di ottone, evidentemente molto ben lucidato!

Qui per l’escursionista comincia un tratto un po’ più faticoso: dobbiamo affrontare i 2 chilometri di salita che conducono alla Gallonzora, una località panoramica, affacciata sulla piana di Lucca. Dopo questo ultimo sforzo comincia la discesa verso il bel paesino di Vorno.

Map for 43.840664,10.505752
Seconda Tappa
Da Vorno a Pisa: alla scoperta dell’Acquedotto Mediceo
Il tratto finale dell’Acquedotto Mediceo, ormai alle porte di Pisa
Il tratto finale dell’Acquedotto Mediceo, ormai alle porte di Pisa - Credit: Shutterstock.com / len4ik

Una volta lasciato il paese di Vorno si affrontano le salite che, prima lungo la strada asfaltata e poi per bei sentieri panoramici, portano fino alla sella del valico di Campo di Croce.

Dalla sella comincia la discesa attraverso i boschi di leccio del versante pisano. Il percorso perde quota da prima dolcemente, poi si fa più ripido sino ad arrivare alla località Scarpa d’Orlando, dove incontriamo una delle numerose prese di captazione delle sorgenti che alimentano l’Acquedotto Mediceo di Pisa.

Ben più antica della sua “gemella” lucchese, quest’opera idrica fu commissionata alla fine del ’500 da Ferdinando I de’ Medici e inaugurata nel 1613 dal figlio Cosimo, e rimase attiva per circa tre secoli, fino ai primi decenni del 1900.

Per l’escursionista le tracce dell’Acquedotto Mediceo sono da prima discrete e poco appariscenti. Si segue, infatti, per un buon tratto la condotta interrata che conduce al Cisternone, il grande edificio adibito all’accumulo e alla decantazione delle acque, sulla quale campeggiano le sei palle, simbolo inequivocabile della casata dei Medici.

Un altro breve tratto in discesa ci porta fra le case di Asciano, dove si imbocca il percorso ciclopedonale che segue fedelmente i 4 chilometri di tracciato rettilineo dell’acquedotto, sino al suo termine, in Piazza delle Gondole, ormai all’interno dell’antica cinta muraria di Pisa.

A questo punto vale però la pena di proseguire ancora un poco il nostro viaggio, seguendo idealmente la strada dell’acqua che ci porta sino alla Fontana dei Putti, nella spettacolare Piazza dei Miracoli.

Map for 43.722954,10.396597
&
Arte e Cultura