San Giovanni Valdarno

Lo Scheggia e Mariotto di Cristofano in Valdarno

Itinerario a San Giovanni Valdarno

San Giovanni Valdarno, in origine denominata San Giovanni in Altura poi Castel San Giovanni, fu fondata dai Fiorentini nel 1299 su progetto che, tradizionalmente, viene attribuito al grande architetto Arnolfo di Cambio. L'itinerario ha inizio in Corso Italia, la via centrale, fiancheggiata da eleganti edifici medievali e rinascimentali, uno dei quali, al numero 83, era la dimora della famiglia del grande artista valdarnese, Masaccio.

Da Corso Italia si prosegue fino a giungere nella grande piazza divisa, al suo interno, in due altre piccole piazze, piazza Masaccio e piazza Cavour. Al centro di questo enorme rettangolo sorge l'elegante Palazzo Pretorio, oggi Palazzo del Municipio, medievale, più volte rimaneggiato, progettato da Arnolfo di Cambio. Dell'antico edificio, circondato da un portico, colpisce la facciata adorna di numerosi stemmi in pietra e in terracotta, alla maniera dei della Robbia.

Percorrendo il lato sinistro di piazza Masaccio si scorge la chiesa di San Lorenzo (XIV secolo), con facciata in pietra e mattoni. Recenti restauri al suo interno hanno portato alla luce notevoli ed interessanti parti di affresco che hanno permesso di conoscere e approfondire l'attività pittorica dello Scheggia nella sua natìa San Giovanni. Nella navata destra Martirio di San Sebastiano, Sant'Antonio Abate in trono e dieci episodi della sua vita, San Lorenzo, Stigmate di San Francesco e nella navata sinistra Sant'Antonio da Padova e San Bernardino da Siena. Sull'altare maggiore, un elegante trittico di Giovanni del Biondo (Firenze, documentato dal 1356, morto nel 1398) rappresentante l'Incoronazione della Vergine e santi (1374 circa).

Uscendo dalla chiesa, ancora a sinistra, si trova la Basilica di Santa Maria delle Grazie, costruita alla fine del XV secolo con l'imponente facciata del XIX secolo che domina il lato di fondo di piazza Masaccio. Nella lunetta La Madonna consegna la cintola a San Tommaso Apostolo, con i Santi Giovanni Battista e Lorenzo, terracotta invetriata di Giovanni della Robbia (1513 circa). L'interno, molto ampio, custodisce entro un tabernacolo cinquecentesco, un affresco raffigurante la Madonna delle Grazie, attribuito ad un pittore fiorentino del '300.

Dalla chiesa l'itinerario continua all'interno del Museo della Basilica di Santa Maria delle Grazie che ospita opere di artisti tra i quali Lo Scheggia, Mariotto di Cristofano, Giovanni da Piamonte, Domenico di Michelino, Jacopo del Sellaio, Beato Angelico e Giovanni Mannozzi detto Giovanni da San Giovanni.

Di Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia si possono ammirare due dipinti su tavola: Madonna con Bambino (1440-1450) originariamente nella chiesa di San Lorenzo a San Giovanni Valdarno e una tempera su tavola raffigurante un Coro di Angeli Musicanti, parte di anta d'organo proveniente dalla sagrestia dell'Oratorio di San Lorenzo (1440-1450).

Nello stesso museo possiamo osservare due opere del pittore valdarnese Mariotto di Cristofano, Christus patiens tra la Vergine e Santa Lucia (1420-1425) (originariamente nella chiesa di Santa Lucia di San Giovanni Valdarno) e una Madonna con Bambino e Santi (1453) proveniente dalla chiesa di San Lorenzo.

Visitato il museo, attraversata piazza Masaccio, si giunge in piazza Cavour. Di fronte all'ingresso di Palazzo d'Arnolfo è la Pieve di San Giovanni Battista della prima metà del '300. La facciata è preceduta da un portico costruito posteriormente e ornato con tondi robbiani.

Se avete ancora qualche minuto da dedicare alla città consigliamo la visita alla cappella del monastero delle Agostiniane per ammirare una delle tavole più belle del Maestro della Natività di Castello, Madonna con Bambino (secolo XV).

Lasciato San Giovanni Valdarno l'itinerario ci conduce verso Castelfranco di Sopra ed in particolare all'ex abbazia vallombrosana di Soffena, percorrendo una delle strade più caratteristiche del Valdarno aretino, la SP 1 comunemente denominata "la Strada dei Setteponti"

L'edificio, a croce greca, risalente al XIV secolo, conserva, oltre ad affreschi di Bicci di Lorenzo, Liberato da Rieti e Paolo Schiavo, una pregevole Annunciazione di Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia e una Madonna con Bambino in trono tra San Lazzaro e San Michele Arcangelo di Mariotto di Cristofano.
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