Sentiero per il Passo dell'Abetone

In cammino lungo l'Appennino Tosco-Emiliano, decima tappa

Dal Lago Scaffaiolo fino al Passo dell?Abetone, alla scoperta delle bellezze delle Montagne Pistoiesi percorrendo 20 Km in 4 ore

Il forte vento della notte passata ha spazzato via le nuvole rendendo l’aria limpida in questa bella giornata di fine agosto. La luce riflessa sul lago fa strizzare gli occhi assonnati, decidiamo di aprirli nel modo più veloce possibile tuffandoci nell’acqua gelida. Solo il verde brillante delle cime intorno divide l’azzurro del cielo da quello di questo specchio d’alta quota. È davvero semplice cominciare a camminare avendo di fronte il panorama che da qui è possibile osservare. Dopo aver fatto colazione al Rifugio Duca degli Abruzzi (primo rifugio costruito nella catena appenninica, 1878), riaperto in mattinata, partiamo continuando a seguire il sentiero di crinale 00 in direzione di ponente. Numerosi gli escursionisti che incontriamo lungo il percorso, molte famiglie e gruppi di amici hanno deciso di passare al lago Scaffaiolo questa domenica di sole. Superato sulla sinistra il Monte Spigolino notiamo lungo i verdi declivi un numeroso branco di muli al pascolo, anche se qualche passante gli scambia per cavalli. È strano pensare che solo qualche decennio or sono questi animali carichi di basto, costituivano i principali mezzi di trasporto merci lungo le ripide mulattiere che da Modena portavano in Toscana. Lungo il cammino è facile imbattersi in piccole colonne di pietra serena, che anticamente segnavano il confine. Su alcune di esse, dove è ancora visibile, compare scolpita una M dalla parte del modenese ad indicare il Ducato di Modena e una T dalla parte del pistoiese ad indicare il Granducato di Toscana. Raggiungiamo velocemente il Passo della Croce Arcana (mt.1675), dove un monumento ricorda gli alpini caduti in Russia durante la Seconda guerra mondiale. La strada che passa da qui fu per molti secoli il più comodo e frequentato passaggio dal versante adriatico a quello tirrenico e soltanto nel XVI secolo con la costruzione della più moderna via Giardini cedette il primato di strada statale. I valichi transappenninici sono luoghi ricchi di suggestioni storiche, percorsi da viandanti, pellegrini, commercianti e soldati ed è come se i miei passi diventassero più pesanti, consapevoli in qualche modo di condividere per un attimo soltanto, un tratto di strada e di vita con tutti questi destini passati in tempi diversi, ma adesso tutti presenti in un solo momento, nel tempo di un passaggio. Da questo punto il crinale diventa più ripido e con diversi sali e scendi porta dapprima ai Balzoni (mt.1752) e successivamente alla cima Tauffi (mt.1799). Seguiamo con calma di vento il sentiero che si divincola come un lungo serpente tra le rocce di cresta, e affrontando una bella salita arriviamo al Libro Aperto (mt.1937), punto altimetricamente più elevato della tappa odierna. Guardando indietro verso la croce del Corno alle Scale non possiamo non provare un po’ di orgoglio per la strada percorsa. La parte più faticosa è oramai compiuta perciò spendiamo un po’ di tempo in vetta prima di scendere verso il Passo dell’Abetone. Il sentiero corre verso il basso attraversando ampie praterie con numerosissime piante di mirtillo fino ad arrivare alle piane dove comincia la famosa foresta di Boscolungo. Essa rappresenta uno dei più antichi e affascinanti boschi di tutto l’Appennino settentrionale, costituito in massima parte da abete bianco e in alcuni tratti da numerosi esemplari di abete rosso. Percorriamo la strada sterrata adibita a passeggiata che attraversa il bosco e dopo quaranta minuti arriviamo alle ‘Piramidi’ dell’Abetone. L’espansione di questo centro, adesso fortunata località sciistica risale al passaggio della strada Giardini che aveva su questa sella, una importante stazione di osterie, posta per i cavalli e dogane. Decidiamo di trascorrere la notte all’Ostello della gioventù che si trova lungo la strada asfaltata due chilometri più in basso in direzione Lucca.
Pensiero di Viaggio
‘‘I valichi appenninici sono luoghi ricchi di suggestioni storiche, percorsi da viandanti, pellegrini, commercianti e soldati ed è come se i miei passi diventassero più pesanti, consapevoli in qualche modo di condividere per un attimo soltanto, un tratto di strada e di vita con tutti questi destini passati in tempi diversi, ma adesso tutti presenti in un solo momento, nel tempo di un passaggio’’
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