Esperienze nei musei e natura d'inverno
Il Casentino è una valle raccolta, dove l’inverno amplifica il silenzio dei borghi e il legame profondo con la natura. Castelli medievali, musei diffusi, locande tipiche e percorsi naturalistici raccontano un territorio da vivere con lentezza, soprattutto in inverno, quando i boschi si spogliano e l’atmosfera diventa intima e suggestiva. Ecco un itinerario per scoprire tutto il suo fascino.
L’itinerario tra i borghi del Casentino inizia a Poppi, uno dei Borghi più belli d’Italia e un vero gioiello architettonico che domina la valle dall’alto della torre del Castello dei Conti Guidi. Il castello, costruito tra l’XI e il XII secolo e rimaneggiato nel Duecento, è legato alla storia della potente famiglia Guidi e al periodo in cui Poppi divenne vicariato della repubblica Fiorentina. Accanto alla facciata si trova il busto di Dante Alighieri che ricorda il più famoso ospite del fortilizio: il sommo poeta esiliato da Firenze, vi soggiornò intorno al 1310. Dopo la visita al castello si prosegue naturalmente nel centro storico, tra porticati, chiese e vicoli di pietra.
L’itinerario tra i borghi del Casentino inizia a Poppi, uno dei Borghi più belli d’Italia e un vero gioiello architettonico che domina la valle dall’alto della torre del Castello dei Conti Guidi. Il castello, costruito tra l’XI e il XII secolo e rimaneggiato nel Duecento, è legato alla storia della potente famiglia Guidi e al periodo in cui Poppi divenne vicariato della repubblica Fiorentina. Accanto alla facciata si trova il busto di Dante Alighieri che ricorda il più famoso ospite del fortilizio: il sommo poeta esiliato da Firenze, vi soggiornò intorno al 1310. Dopo la visita al castello si prosegue naturalmente nel centro storico, tra porticati, chiese e vicoli di pietra.
Da Poppi, ci si sposta verso Stia per visitare altri castelli come il Castello di Romena, nella località di Pratovecchio o il Palagio Fiorentino di Stia con il Centro Multimediale Dantesco. Il borgo di Stia è noto soprattutto per il Museo dell’Arte della lana, un importante esempio di archeologia industriale, che oggi vive come centro di diffusione della cultura tessile caratteristica di questo territorio. Il percorso espositivo è una vera e propria esperienza sensoriale: si può toccare, annusare, ascoltare, imparare, provando in prima persona la manualità di alcuni gesti propri dell’arte della lana. Qui, infatti, vengono organizzati corsi su tessitura, maglia, uncinetto e molto altro sia per adulti che per bambini.
Da Poppi, ci si sposta verso Stia per visitare altri castelli come il Castello di Romena, nella località di Pratovecchio o il Palagio Fiorentino di Stia con il Centro Multimediale Dantesco. Il borgo di Stia è noto soprattutto per il Museo dell’Arte della lana, un importante esempio di archeologia industriale, che oggi vive come centro di diffusione della cultura tessile caratteristica di questo territorio. Il percorso espositivo è una vera e propria esperienza sensoriale: si può toccare, annusare, ascoltare, imparare, provando in prima persona la manualità di alcuni gesti propri dell’arte della lana. Qui, infatti, vengono organizzati corsi su tessitura, maglia, uncinetto e molto altro sia per adulti che per bambini.
Un’altra tappa dell’itinerario è Bibbiena con la sua galleria fotografica a cielo aperto, la prima in Europa nel suo genere. Si tratta di un’installazione diffusa per le vie dell’antico borgo che comprende circa 50 opere di grandi dimensioni dei più importanti autori della fotografia italiana. E così camminando attraverso i vicoli del paese possiamo imbatterci ne Il tuffatore di Nino Migliori (1951), nei Travestiti di Lisetta Carmi (Genova, 1965), fino ad arrivare in Sicilia con La bambina con il pallone di Letizia Battaglia e la bicicletta di Fulvio Roiter, con l’opera Sulla Strada del 1953, oppure ritrovarci all’estero con le immagini di Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico. Ogni opera fotografica è accompagnata da una targa con indicato autore, titolo e QR code che rimanda a una pagina dove è possibile ascoltare o leggere la storia della fotografia sia in italiano che in inglese.
Un’altra tappa dell’itinerario è Bibbiena con la sua galleria fotografica a cielo aperto, la prima in Europa nel suo genere. Si tratta di un’installazione diffusa per le vie dell’antico borgo che comprende circa 50 opere di grandi dimensioni dei più importanti autori della fotografia italiana. E così camminando attraverso i vicoli del paese possiamo imbatterci ne Il tuffatore di Nino Migliori (1951), nei Travestiti di Lisetta Carmi (Genova, 1965), fino ad arrivare in Sicilia con La bambina con il pallone di Letizia Battaglia e la bicicletta di Fulvio Roiter, con l’opera Sulla Strada del 1953, oppure ritrovarci all’estero con le immagini di Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico. Ogni opera fotografica è accompagnata da una targa con indicato autore, titolo e QR code che rimanda a una pagina dove è possibile ascoltare o leggere la storia della fotografia sia in italiano che in inglese.
Da Bibbiena possiamo raggiungere facilmente Raggiolo, un piccolissimo borgo di pietra e silenzio dove ogni angolo è un mistero. A Raggiolo si trova l’Ecomuseo della castagna – fonte di sostentamento per generazioni di raggiolatti - la stanza del tempo, ma anche un percorso dedicato ai bambini con installazioni artistich. Raggiolo è anche il punto ideale da dove partire per raggiungere le parte più suggestiva della montagna incantata tra Valdarno e Casentino, il Pratomagno. Questo luogo, protetto a livello europeo per il suo alto valore naturalistico, cambia con il mutare delle stagioni. In inverno il prato è marrone, ma i faggi diventano opere argentee che al blu intenso del cielo, sembrano un’opera d’arte. La neve crea magie: il colore della montagna cambia alla luce del sole. Ma anche la luna, di notte, crea su questi prati scenari mai visti. Viverli è l’unico modo di scoprirli.
Da Bibbiena possiamo raggiungere facilmente Raggiolo, un piccolissimo borgo di pietra e silenzio dove ogni angolo è un mistero. A Raggiolo si trova l’Ecomuseo della castagna – fonte di sostentamento per generazioni di raggiolatti - la stanza del tempo, ma anche un percorso dedicato ai bambini con installazioni artistich. Raggiolo è anche il punto ideale da dove partire per raggiungere le parte più suggestiva della montagna incantata tra Valdarno e Casentino, il Pratomagno. Questo luogo, protetto a livello europeo per il suo alto valore naturalistico, cambia con il mutare delle stagioni. In inverno il prato è marrone, ma i faggi diventano opere argentee che al blu intenso del cielo, sembrano un’opera d’arte. La neve crea magie: il colore della montagna cambia alla luce del sole. Ma anche la luna, di notte, crea su questi prati scenari mai visti. Viverli è l’unico modo di scoprirli.