La tomba etrusca della Montagnola

Il Gatto, la Volpe e la tomba della Montagnola

A Quinto il rifugio dei due famosi imbroglioni che ispirarono i personaggi di Pinocchio

Il Gatto e la Volpe, due personaggi di pura fantasia oppure due figure realmente vissute al tempo di Carlo Lorenzini? L’ipotesi che i due famosi imbroglioni che sottrassero a Pinocchio gli zecchini d’oro e cercarono di ucciderlo fossero la trasposizione letteraria di due furfanti sestesi della fine dell’Ottocento è stata avanzata da Nicola Rilli nel suo Pinocchio in casa sua (Nte, Firenze, 2008).

Scrive il ricercatore: “Il Gatto, così era chiamato dal popolo, abitava a Sesto. Aveva una moglie chiamata Chichia ed era molto abile ad entrare nei pollai. Abitava in Via del Bandi ed era assai temuto (...) Sembra che il Gatto, da principio, fosse stato garzone macellaio e che poi, trovando più facile rubare che lavorare, si fosse messo a rubare. E, per restare nel mestiere rubava galline”. Però il Gatto, che non “aveva sempre le idee chiare”, pensò di associarsi ad un altro ladro, la Volpe, “che si chiamava di cognome quasi così”.

I due rubavano sempre insieme e non appena fatto il colpo andavano a nascondere la refurtiva a Quinto in luogo detto la Bucaccia: “La Bucaccia è una collinetta con dentro una tomba etrusca, ora restaurata ed aperta al pubblico. Allora, invece, in un punto il terreno aveva ceduto, si era aperto un buco. Poi il sindaco di Sesto lo fece chiudere e i ladri dovettero sloggiare. Ora la collinetta che racchiude la tomba e che era chiamata la Bucaccia, si chiama: la Montagnola”.

Questa tomba etrusca, scoperta ufficialmente nel 1959, è stata recentemente restaurata e consolidata, grazie ad un finanziamento di Tav nell’ambito degli accordi per il tratto fiorentino dell’Alta Velocità Ferroviaria. Scrive Filippo Canali sulla rivista di storia locale “Microstoria” (aprile giugno 2009, ed. NTE edizioni): “All’esterno è stata rimossa la vegetazione presente sul tumulo, dopodichè è stato posizionato un manto drenante allo scopo di ripristinare il giusto grado di umidità del terreno e degli ambienti interni”.

La tomba della Montagnola, testimonianza della presenza etrusca nella Piana Fiorentina fin dal VII sec. avanti Cristo, sarà presto disponibile per visite guidate: “I visitatori che vorranno apprezzare l’area monumentale nella sua interezza – scrive sempre Canali – percorreranno corridoi semianulari lungo la circonferenza del tumulo ed una scala esterna nell’area nord ovest, dalla quale si potrà superare il dislivello esistente per accedere all’interno della tomba. Un nuovo manto erboso ricreerà l’originaria centralità visiva e prospettica del tumulo”.