Nel centenario della prima rappresentazione di Turandot, la Fondazione Simonetta Puccini prosegue il ciclo di appuntamenti dedicati all’ultima opera di Giacomo Puccini con un nuovo incontro dal titolo Là, sui monti dell’est… Turandot e il fascino della musica cinese, in programma giovedì 20 agosto alle ore 17.30 presso l’Auditorium Simonetta Puccini di Torre del Lago.
L’iniziativa, a cura di Silvia Gasperini, nasce con l’intento di approfondire uno degli aspetti più affascinanti della genesi e dell’immaginario di Turandot: il rapporto tra la cultura musicale occidentale e il mondo cinese evocato dall’opera pucciniana.
Attraverso un programma musicale che alterna pianoforte e canto, l’appuntamento propone un percorso attraverso suggestioni, atmosfere e linguaggi che mettono in dialogo la tradizione musicale europea con la musica cinese del Novecento e contemporanea. Un itinerario che prende le mosse anche dalla curiosità e dall’interesse che l’Oriente esercitò sulla cultura musicale europea, per arrivare alla voce di compositori cinesi che hanno elaborato, nel corso del Novecento, un originale rapporto tra tradizione nazionale e influenze occidentali.
Particolare rilievo assume in questo percorso la collaborazione con l’Accademia Pucciniana della Fondazione Festival Pucciniano, che contribuisce all’iniziativa con la partecipazione di giovani interpreti e artisti.
Saranno protagonisti della serata la soprano Wenli Shan e la pianista Qianyu Guo, insieme al Coro delle voci bianche del Festival Pucciniano, diretto dal Maestro Sonia Franzese. Interverrà inoltre il Maestro Gennaro Scarpato della Fondazione Luigi Tronci.
Il programma, pur senza limitarsi alla musica
direttamente legata a Turandot, ne riprende idealmente il filo
conduttore per esplorare il fascino dell'Oriente attraverso differenti epoche e
prospettive musicali.
Accanto a pagine del repertorio francese ispirate
all'immaginario delle pagode e dell'Estremo Oriente, saranno proposte
composizioni vocali e pianistiche di autori cinesi, offrendo al pubblico
l'occasione di conoscere una realtà musicale ricca e articolata, ancora poco
frequentata dal grande pubblico italiano.
“Là, sui monti dell’est…” diventa così un’occasione per guardare a Turandot da una prospettiva più ampia: non soltanto l’opera del mito e dell’enigma, ma anche il risultato di un incontro tra culture, immagini e suggestioni musicali che, a partire da Puccini, continuano ancora oggi a generare nuove interpretazioni.