Un itinerario per scoprire il borgo da un punto di vista diverso
Borgo medievale dell’entroterra grossetano Massa Marittima è racchiusa in una cinta muraria ancora ben conservata.
Partendo dalla Cattedrale di San Cerbone, è naturale lasciarsi guidare dai vicoli che collegano la piazza a via Norma Parenti e via Moncini: strade strette, archi, passaggi che invitano a rallentare.
Un percorso che svela angoli silenziosi e scorci suggestivi, dove la storia affiora nei dettagli e si intreccia a leggende e memorie locali.
Si snoda dietro Palazzo Pannocchieschi, lungo uno degli antichi confini medievali del contado.
In passato ospitava botteghe artigiane, mentre oggi è caratterizzato da una suggestiva sequenza di archi.
Il vicolo deve il suo nome a Luigi Porte, industriale francese che nel XIX secolo ebbe l’intuizione di avviare uno sfruttamento su larga scala delle risorse minerarie del territorio.
Lungo il percorso si trova anche un ambiente sotterraneo che, secondo quanto ricordato da una lapide, custodirebbe il pozzo legato alla morte di Bindoccio, figlio di Nello Pannocchieschi e Margherita Aldobrandeschi. La vicenda risalirebbe al XIV secolo: il giovane erede sarebbe stato ucciso da sicari della famiglia Orsini, in un intreccio di alleanze e rivalità volto a impedirgli di influenzare il futuro delle terre aldobrandesche.
Si snoda dietro Palazzo Pannocchieschi, lungo uno degli antichi confini medievali del contado.
In passato ospitava botteghe artigiane, mentre oggi è caratterizzato da una suggestiva sequenza di archi.
Il vicolo deve il suo nome a Luigi Porte, industriale francese che nel XIX secolo ebbe l’intuizione di avviare uno sfruttamento su larga scala delle risorse minerarie del territorio.
Lungo il percorso si trova anche un ambiente sotterraneo che, secondo quanto ricordato da una lapide, custodirebbe il pozzo legato alla morte di Bindoccio, figlio di Nello Pannocchieschi e Margherita Aldobrandeschi. La vicenda risalirebbe al XIV secolo: il giovane erede sarebbe stato ucciso da sicari della famiglia Orsini, in un intreccio di alleanze e rivalità volto a impedirgli di influenzare il futuro delle terre aldobrandesche.
Collega Piazza Garibaldi, di fronte a Palazzo Malfatti, a Via Norma Parenti e deve il nome a una delle antiche famiglie nobili cittadine.
Lungo il vicolo si trova la Vecchia Falegnameria, una raccolta di strumenti e macchinari provenienti da una storica bottega di Gerfalco, attiva per cinque generazioni tra la fine dell’Ottocento e il 1990. Visitabile su prenotazione.
Collega Piazza Garibaldi, di fronte a Palazzo Malfatti, a Via Norma Parenti e deve il nome a una delle antiche famiglie nobili cittadine.
Lungo il vicolo si trova la Vecchia Falegnameria, una raccolta di strumenti e macchinari provenienti da una storica bottega di Gerfalco, attiva per cinque generazioni tra la fine dell’Ottocento e il 1990. Visitabile su prenotazione.
In passato noto come Chiasso del Lucchetti, dal nome di un celebre fabbro locale, potrebbe derivare anche da Messer Ciamberlano, protagonista di una congiura filo pisana contro i Senesi, insieme al concittadino Luigi Luci.
In passato noto come Chiasso del Lucchetti, dal nome di un celebre fabbro locale, potrebbe derivare anche da Messer Ciamberlano, protagonista di una congiura filo pisana contro i Senesi, insieme al concittadino Luigi Luci.
Intitolato a Tommaso Aniello, detto Masaniello, leader della rivolta napoletana del 1647 contro l’oppressione fiscale, il vicolo rappresenta un omaggio ai valori di ribellione e riscatto popolare.
Intitolato a Tommaso Aniello, detto Masaniello, leader della rivolta napoletana del 1647 contro l’oppressione fiscale, il vicolo rappresenta un omaggio ai valori di ribellione e riscatto popolare.