Il castello di Sorci
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Il Castello di Sorci

Sorge poco lontano da Anghiari, teatro della famosa battaglia, e risale al XII secolo.

Anghiari
Tra i primi proprietari vi furono i Tarlati, di origine germanica. In seguito la zona di Sorci passò alla Signoria di Firenze, e da una relazione che i commissari fiorentini stesero per la Signoria dopo un'ispezione, si deduce quale potesse essere l'aspetto originario, poi mutato col tempo: "Sono intorno 30 homini. E' un castelletto con un palagio in su le mura et con uno antimuro et parapetto et con fosso con ripe. Pare sia da levare il parapetto, et riempire li fossi et di bassare lo palagio al pari delle mura. Tanto rimane forte compagine". Prima di passare in mano ai Pichi il castello di Sorci fu dimora di Baldaccio Bruni, meglio noto come Baldaccio d'Anghiari, signore anche del castello di Ranco, ottenuto dopo il matrimonio con Annalena Malatesta. Grande uomo d'armi, dimorò al castello di Sorci fino alla sua morte quando, il 6 settembre 1441 la sua vita venne stroncata a tradimento da personaggi che egli considerava amici, venne barbaramente ucciso e gettato da una finestra del Palazzo Vecchio a Firenze, decapitato e lasciato in bella vista davanti alla folla. Sarebbe interessante riportare tutti gli avvenimenti della vita di Baldaccio e delle sue gesta, ma non basterebbe un libro per farlo. Per questo ci limiteremo ad accorciare i tempi e a riportare solo l'avvenimento saliente per la nostra storia. Di lui ci porta notizia Niccolò Machiavelli nelle sue "Istorie Fiorentine":
Dopo la morte di Baldaccio, sembra che il suo spirito, in seguito all'ingiustizia subita, si sia manifestato al castello di Sorci ogni cinquant'anni dopo il 1441, alla mezzanotte del giorno della ricorrenza della sua morte, il 6 settembre. L'attuale proprietario (dal 1970) del castello di Sorci, Primetto Barelli, afferma di aver acquistato il castello proprio in seguito a varie apparizioni di Baldaccio, che lo avrebbe spinto all'acquisto per tramandare una tradizione per la quale tutti i precedenti proprietari del castello avevano il cognome che iniziava per "B". Cosa alquanto strana, o almeno secondo il nostro parere, il fatto che secondo la "leggenda" lo spirito di Baldaccio si mostri senza testa, o meglio, portandola sotto il braccio. Strana perchè, da quanto sappiamo, in genere le manifestazioni spiritiche, se così possono essere definite, sono in figura intera. Ad ogni modo continueremo ad indagare su questo mistero... Ulteriori informazioni e notizie sono presenti negli articoli di giornale che ci sono stati forniti dal castello di Sorci, riguardo l'ultima attesa apparizione di Baldaccio nel 1991 e contenenti altre interessanti notizie.
Un altro mistero legato al castello di Sorci riguarda il fatto che, da quanto si racconta, spesso si ode il suono di uno zufolo o di un'ocarina senza sapere quale sia la provenienza. Troviamo informazioni riguardo questa leggenda nel sopra citato libro di Giuseppe Bartolomei "Il castel di Sorci in terra d'Anghiari" dal quale abbiamo estratto le notizie a riguardo:

"...La notte era fonda e l'immoto cielo rendeva le stelle più limpide. Lontano abbaiava un cane. Il Salmi procedeva incerto verso la sua macchina. "E' l'ora dei fantasmi" disse qualcuno per rompere quel certo imbarazzo del silenzio. "E il lupo urla..." concluse un altro tra l'ironico e il divertito. "No - ribattè subito un terzo, certo del posto - non è un lupo quello che udite. Questo è un cane solo, e fa la guardia. Qui, quando i cani ululano insieme, è segno di disgrazia...". Nel buio erano le voci e i silenzi che assumevano uno spessore: i corpi parevano scomparsi. "A quest'ora - proseguì lo stesso - è più facile sentire lo zufolo di Sorci". Ci fu una pausa. "Certo, tutti lo sanno qui, e lo ascoltano in certe notti. E' come il suono dolce di un flauto o di un'ocarina che si sente senza sapere da dove arrivi. Se uno va da una parte, lo sente dall'altra... Nessuno è mai riuscito a localizzarne la provenienza"...".
Anghiari
Suggestivo fortilizio medievale immerso nella Valle del Tevere
Splendido borgo medievale alle pendici delle colline tra il torrente Sovara e la valle del Tevere. Il suo nome è legato ad una celebre battaglia (Battaglia di Anghiari) del 1440, combattuta nella piana di Anghiari e dipinta da Leonardo nel salone di Palazzo Vecchio a Firenze. ...
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