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Ripercorrere le tracce di Dante significa iniziare un viaggio unico fra arte, storia, cultura e spiritualità nella Toscana della seconda metà del Duecento, fino ai primi del Trecento. Un viaggio da intraprendere con lentezza, a ritroso nel tempo.

Se ci lasciamo guidare dalle sue parole scivoliamo nell’universo visionario della sua Commedia, una collisione tra mondo classico e medievale, tra reale e straordinario, tra vita e oltre la vita, e riviviamo l’esperienza di un uomo pellegrino, smarrito, in cerca di una direzione e di salvezza, come ognuno di noi.

Nei suoi versi i luoghi fisici si intrecciano con un'immaginazione ultramoderna, portandoci nella Valle del Diavolo, con le sue fumarole infernali, o nei posti legati ai personaggi di cui narra la storia e spesso i tormenti. Ad esempio c’è Sovicille, legato a Pia de’ Tolomei; il Mugello, all’epoca dominato dagli Ubaldini; Empoli, il cui Palazzo Ghibellino si affaccia sulla piazza intitolata a Farinata degli Uberti e molto ancora.

Ma c’è anche un’altra strada possibile, un fil rouge indicato dalla sua storia di politico appassionato, poi esiliato, in cammino di paese in paese, da una dimora a quella successiva con il desiderio irrealizzabile di tornare nella sua “città partita”.
Seguendo la mappa dei suoi luoghi partecipiamo al suo attaccamento per Firenze, dal Battistero di San Giovanni in cui fu battezzato alla Basilica di Santa Croce, vegliata dalla statua che lo ritrae e custode del suo monumento funebre. Da qui vaghiamo anche noi al fianco del Sommo Poeta nel tragitto lontano da casa: all’Abbazia di San Godenzo l’8 giugno 1302 iniziò l’esilio che lo portò al Castello di Giovagallo a Tresana, ospite dei Malaspina, e al Castello di Poppi nel Casentino, accolto dai Conti Guidi, fino a Ravenna, dove morì nel 1321.

A settecento anni dalla sua dipartita, la Toscana festeggia Durante degli Alighieri, detto Dante, un uomo del passato che sembrava venuto dal futuro, che è stato capace di parlare con un’impronta attuale di storia, filosofia, geografia, religione in una lingua magistrale, così vicina a quella di oggi. Con grande generosità ci ha donato un immaginario incredibile, ancora oggetto di studio e fonte di ispirazione per artisti in tutto il mondo.
Oltre a questo enorme patrimonio culturale e intellettuale, Dante ci regala l’occasione per scoprire la nostra regione sotto una luce rinnovata. Tanti sono i percorsi da seguire attraverso borghi, castelli, abbazie, eremi, costeggiando fiumi e sulle creste degli Appennini, in mille racconti dal finale aperto.

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L’appennino tra Romagna e Toscana sulle tracce del Sommo Poeta.
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