Liquori della Toscana
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Distillati e liquori della Toscana: non solo vinsanto

Amari e digestivi per una cena toscana doc

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Altro
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Provenienza
Firenze, Lunigiana, Lucca, Mugello, Prato

La Toscana, ormai lo sappiamo, è conosciuta per i suoi vini e per le sue eccellenze gastronomiche. Ma dopo aver gustato il pecorino e il prosciutto, i pici all'aglione e i ricciarelli, un buon pasto non può concludersi senza un amaro o un liquore digestivo. In genere si associa la Toscana al vinsanto, un vino liquoroso dolce da abbinare ai cantuccini o a qualsiasi altro dolce. Oggi vi facciamo conoscere altre bevande alcoliche da tenere in considerazione.

Pesche di Prato
Pesche di Prato

Iniziamo da un liquore che, in realtà, viene utilizzato principalmente nelle ricette di pasticceria come colorante ed aromatizzante (serve per inzuppare le pesche di Prato, la zuppa inglese, la schiaccia briaca dell'Elba e il gattò o rotolo ripieno al cioccolato) e si usa nella preparazione della mortadella di Prato. Parliamo dell'alkermes, una specie di elisir dolce, di colore rosso brillante, di sapore speziato-aromatico, di 35 gradi alcolici. Si dice che sia un liquore "corroborante" che ravviva gli spiriti e irrobustisce l’organismo. L'attuale ricetta è frutto del lavoro e della dedizione di Fra' Cosimo Bucelli, all'epoca direttore dell'Officina Farmaceutica Santa Maria Novella di Firenze.

Liquore Amaro Clementi - Credit: Antica Farmacia Dott. Clementi

Dalla città del Giglio alla Lunigiana: a Fivizzano troviamo l'Amaro Clementi, elixir  color ocra a base di china e altre erbe officinali che vengono miscelate secondo un’antica ricetta senza l’aggiunta di coloranti. Passiamo adesso al territorio lucchese. La biadina è un liquore di colore scuro, dal gusto aromatico, delicato e un po’ amarognolo. Ha un intenso odore di erbe e un basso grado alcolico (27% vol.). Tradizionalmente si consuma con una piccola quantità di pinoli e trae origine dai tempi in cui si faceva il mercato del bestiame in piazza San Michele a Lucca: il nome "biadina" infatti deriva dalla biada per i cavalli che veniva acquistata nello stesso negozio dove si trovava un po’ di tutto. Il proprietario era solito dire: "un po’ di biada per il cavallo e un po’ di biadina per te" mentre mesceva l’intruglio da lui creato.

China Massagli
China Massagli

La china Massagli è un liquore ottenuto dalla macerazione di diverse erbe e radici, dal colore scuro ma limpido, gusto amarognolo, consistenza pastosa e aroma inconfondibile caratterizzato da un insieme armonico di sapori in cui nessuno prevale sull'altro. Viene ricavata dalla lunga macerazione di corteccia di China Chincona Officinalis, con altre erbe e spezie fra cui genziana, cannella, noce moscata, chiodi di garofano.

Elisir di china di Pieve Fosciana è un liquore dal sapore dolce-amaro e colore rosso trasparente contenente 14 erbe medicinali tra le quali la corteccia di china. La tradizione narra che questo liquore sia nato nel 1912 nel retrobottega , adibito a laboratorio, della farmacia di Pieve Fosciana.  Nel Mugello troviamo invece la Gemma d'abeto, un liquore aromatico che possiede una gradazione alcolica di 30°. Viene ottenuto dall'infusione delle gemme di abete ed altre piante officinali. Il prodotto si presenta di colore giallo-verde ed emana un forte profumo. La ricetta è stata inventata da fra' Agostino M. Martini (1824-1897) originario di Sant'Agata del Mugello. La ricetta viene mantenuta segreta dai frati del Convento che se sono gli unici possessori.

Nella provincia di Prato, si produce invece il vermouth di vino bianco, una bevanda a basso contenuto alcolico ottenuta fermentando mosto di uva bianca insieme a spezie ed erbe aromatiche. Ha colore ambrato, sapore dolciastro con una nota di acidulo, odore molto intenso speziato e fruttato. Il vermouth di vino bianco risale ad una tradizione contadina quasi del tutto scomparsa: veniva prodotto dalle massaie con uva bianca non ancora matura ed erbe raccolte nei campi e servito come aperitivo o digestivo durante le feste natalizie.

Ci siamo fatti una bella cultura di liquori e distillati made in Toscana; manca però una bella fetta dedicata alle produzioni di grappe. Qui si apre un capitolo a parte, che non mancherò di raccontarvi!