Antipasti

Sedani ripieni alla pratese

Gli storici della cucina pratese si spremono le meningi da secoli per trovare le origini di questa indigena pietanza. Noi una spiegazione l'abbiamo (se poi non è quella giusta pazienza: i sedani ripieni alla pratese sono buoni anche senza storia).
Dunque, ecco la nostra tesi: il sedano è un ortaggio che richiede molta cura per crescere bene. Dalla terra di semina deve essere trapiantato nella porca dove, a suo tempo, sarà rincalzato fino a metà dei gambi perché le costole crescano tenere e bianche.
Vuole anche un' annaffiatura costante che deve arrivare alle barbe dal solco che separa le file delle piante. Cure, appunto, di esperti ortolani che a Prato, fin dal Medioevo, operavano nei numerosi orti della città i quali avevano a disposizione le generose acque del Bisenzio che gli arrivavano a mezzo delle gore. Quindi disponendo di così preziosa verdura è facile immaginare che i cuochi pratesi abbiano trovato il modo di cucinare nella maniera più gustosa, cioè riempiendo le costole di delicati ripieni.

Preparazione

Scottare al punto giusto le costole di 4 sedani e porle su un canovaccio ad asciugare.
Nel frattempo fare un impasto con 300 gr. di carne di vitello macinata, gr. 150 di mortadella macinata, un cucchiaio di prezzemolo tritato, mezzo spicchio di aglio tritato, 2 uova, formaggio parmigiano grattugiato, spezie, sale e pepe.
Prendere le coste e riempirle con il ripieno, legarle con un refe da cucina 2 a 2 ( tipo astuccio), passarle nella farina, inovarle e friggerle in abbondante olio.
Una volta cotte toglierle dalla padella e farle sgrondare su carta da cucina, o meglio su carta gialla se ne disponete.
Una volta asciugate dall'olio in eccesso disporle in un'altra teglia con il sugo di carne o di pomodoro, aggiungere un po' di brodo e far ritirare.
Una saporita aggiunta la si ottiene con una bella spolverata di parmigiano a fine cottura, quando sono ancora sul fuoco in modo che il formaggio si fonda.