Colle Val d'Elsa

Weekend tra la Val di Merse e la Val d'Elsa

Vacanze in Terre di Siena tra Rinascimento e benessere

Se conoscete la Toscana, sicuramente saprete quanto siano affascinanti le Terre di Siena: un concentrato di bellezza, storia e natura. Da qui sono passati i più grandi protagonisti del passato e da qui continuano a passare gli artisti contemporanei per trarre ispirazioni.

Due giorni liberi sono un'ottima occasione per visitare i borghi "meno noti" del territorio, con particolare attenzione per le eccellenze della Val di Merse e della Val d'Elsa. La proposta di viaggio che vi proponiamo parte da Colle Val d'Elsa, una città gioiello dove la cultura si fonde con la tradizione; si snoda attraverso Radicondoli, città medievale che si affaccia sulle colline metallifere sulla strada che porta al mare; Monticiano (con possibilità di visitare le terme di Petriolo) e giunge, infine, a Murlo, il borgo-castello con origini etrusche.

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PRIMO GIORNO

Terme, città e natura in Val d'Elsa

La Val d'Elsa si trova a nord-ovest di Siena. Dal capoluogo si può raggiungere attraverso la Cassia fino a Poggibonsi e quindi spostarsi sino a Colle Val d'Elsa, splendida cittadina dall'elegante architettura medievale e rinascimentale.

Da Colle potete scendere verso Casole d'Elsa, nel cui museo si trova una serie di opere di altissimo valore: il dipinto raffigurante la Madonna col Bambino e Santi commissionato nel 1498 dalla famiglia Agostani ad Andrea di Niccolò, la Visitazione di  Girolamo del Pacchia (1520 ca) e, dello stesso anno, l'affresco del Pacchiarotto Madonna col Bambino e i santi Donato, Michele Arcangelo, Sebastiano, Nicola, staccato dal Palazzo Pretorio.

Infine giungerete a Radicondoli, nel cuore della Valle; qui si trova il convento di Santa Caterina, per cui Pietro Orioli dipinse l'Assunzione con la sottostante Natività; l'opera, dipinta nell'ultimo decennio del Quattrocento ed ora esposta nella Collegiata dei Santi Simone e Giuda, è uno dei punti più alti della tarda produzione dell'artista.

Nei pressi di Radicondoli si trovano le Terme bagni delle Galleraie. Furono fatti costruire nell'anno 1862 dal conte Bulgarini d'Elci. Fin dall'inizio furono dotati di un immobile con quattro grandi vasche per bagni con acqua ferrosa a 29°C, di un corpo per il ricovero di cavalli e carrozze e, perfino, di una piccola chiesetta. Venivano sfruttate ben cinque sorgenti di diverse acque, tutte preziose e rare, citate oggi anche nel Dizionario Medico Larousse. Qui potete immergervi in un'atmosfera d'altri tempi e assaporare il lento trascorrere del tempo nelle piacevoli e benefiche acque tiepide, progettando il resto del vostro itinerario.

Ancora una tappa in Val d'Elsa può essere rappresentata da San Gimignano, dove nella Cappella di Santa Fina si trova un magnifico ciclo del Ghirlandaio, e dalle sue vicinanze: Staggia con l'altare dipinto da Antonio del Pollaiolo o la splendida ed isolata Abbadia a Isola nella cui chiesa il pittore Sano di Pietro decorò la Pala di San Cirino.

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SECONDO GIORNO

Un tuffo nella Val di Merse

Il secondo giorno proseguite nella vicina Val di Merse, l'area più selvaggia delle Terre di Siena. Eppure anche in una cornice di boschi incontaminati si trovano capolavori di arte Rinascimentale di alto livello, come la Chiesa di San Giovanni Battista a Rosia con la pala alta dell'altare su cui il più valido discepolo di Matteo di Giovanni, Guidoccio Cozzarelli, dipinse la Madonna sul trono con Bambino e i santi Sebastiano e Antonio abate.

Attraverso strade circondate dai boschi, giungerete sino a Monticiano e ai suoi vicini Bagni di Petriolo. Si tratta di una struttura termale nota sino dal medioevo per le sue acque sulfuree dalle spiccate capacità curative. I Bagni di Petriolo furono frequentati da molti personaggi illustri, fra i quali esponenti delle famiglie dei Medici e dei Gonzaga, cardinali, duchi ed un eccellente frequentatore abitudinario il Pontefice Pio II - Enea Silvio Piccolomini. 

Se da Petriolo volete immergervi ancora nell'atmosfera rinascimentale, non dovrete far altro che risalire verso nord alla volta di Murlo. Qui nella seconda metà del Quattrocento, fiorirono gli interventi sulle chiese: la parrocchiale di San Fortunato a Vescovado conserva ancora la grande pala in forma di trittico di Benvenuto di Giovanni, firmata e datata 1475, raffigurante la Madonna in trono col Bambino, angeli musicanti e i Santi Caterina d'Alessandria, Michele Arcangelo, Biagio, Lucia; in alto, Cristo benedicente tra i santi Ansano e Lorenzo; opera di grande eleganza formale in cui la meditazione sulle novità prospettiche derivate dal Vecchietta è proposta con piena adesione. Nella stessa chiesa si conserva anche il pannello superstite di un polittico, oggi disperso, di Andrea di Niccolò dipinto per la Pieve a Carli di cui rimane la Madonna col Bambino, parte centrale di un trittico i cui Santi laterali sono in musei esteri.

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