Photo ©Emma Ivarsson

Weekend tra le cave di Carrara e la Lunigiana

In viaggio tra natura, storia e antichi mestieri sulle montagne a due passi dal mare

Il marmo bianco utilizzato dai grandi artisti, il famoso lardo, le montagne altissime: questo è solo uno spaccato di Carrara, una delle città d'arte gioiello della Toscana.

Con due giorni a disposizione, si possono scoprire alcune delle bellezze del territorio di Carrara e della Lunigiana, seguendo un filo conduttore a tema artigianato e lavori antichi.

La lavorazione del marmo, la creatività degli artigiani e i sapori tipici diventano i protagonisti di un weekend all'insegna del benessere e della storia.

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PRIMO GIORNO

Carrara, tra Duomo, montagne e marmo

Il nostro itinerario parte da Carrara, una città che lega la sua storia a quella dell’ “oro bianco” di cui è, fin dal Rinascimento, il primo centro mondiale di diffusione. Per questo motivo, Carrara offre oggi itinerari interessanti sui diversi aspetti che si legano a questa tematica: la lavorazione del marmo, le sue origini, la fatica, l’ingegno e la creatività dell’uomo nel lavorarlo.
Interessante fare una bella passeggiata per il centro storico e visitare, ovviamente, il Duomo, di epoca romanica, interamente costruito in marmo.

Percorrendo poi le valli montane alle spalle della città e a due passi dal mare, si possono visitare le cave. Tre sono i bacini marmiferi da esplorare sulle montagne di Carrara: quello di Colonnata, attivo centro di produzione già in epoca romana, su cui incombe la montagna con i "ravaneti" e le vertiginose strade di arroccamento, quello di Miseglia, più noto come Fantiscritti, e quello di Torano.

La visita di Carrara si può concludere con il Museo del Marmo e con la visita di uno dei numerosi laboratori artistici. Infine, non possiamo perdere l’occasione per degustare il famoso lardo di Colonnata.

Da Carrara ci spostiamo in autostrada verso l’entroterra, a Villafranca Lunigiana, per visitare il Museo Etnografico della Lunigiana - che conserva le testimonianze materiali della civiltà contadina rimasta immutata per secoli ed è ospitato in un complesso di edifici che racchiudono gli antichi mulini della città - e magari per degustare una cena a base di prodotti tipici genuini e caratteristici, come i testaroli.

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SECONDO GIORNO

Musei e tradizioni della Lunigiana

Il giorno successivo possiamo continuare a scoprire la Lunigiana, raggiungendo Fivizzano per visitare l’Antico Mulino ad acqua di Arlia: interamente restaurato e ancora funzionante, almeno per i visitatori, è gestito oggi da Legambiente e rappresenta un’esperienza unica per rivivere uno spaccato di civiltà contadina. 

Da segnalare anche l'Ecomuseo della Montagna Lunigianese, un sistema di organizzazione dei siti di interesse naturalistico, storico, architettonico, artistico di un territorio compreso in gran parte nei Comuni di Fivizzano e di Casola. Oppure, il Castagneto di Sassalbo, uno dei tanti della provincia, compreso nel Parco Nazionale dell’Appennino, dove scoprire le possibilità eccezionali di utilizzo di questa pianta importata nel medioevo. 

Il Museo del Lavoro di Monzone, invece, è nato proprio con l’ intento di rendere omaggio doveroso e riconoscente ai lavoratori della Valle del Lucido e alle loro opere straordinarie come la teleferica del balzone, la più grande del mondo. Nella stretta valle del fiume Frigido, il paese di Forno, centro minerario del XIII sec., vede nascere a fine Ottocento la  "Filanda", un imponente stabilimento destinato alla lavorazione del cotone, che sfruttava la potenza delle acque del Frigido, oggi restaurato e visitabile. 

Torniamo di nuovo al mare e raggiungiamo Massa, per visitare il Museo Etnologico delle Apuane, accanto al Santuario della Madonna degli Uliveti di Massa, con 36 settori espositivi in cui viene rappresentata la vita quotidiana del passato. Si può concludere il nostro viaggio nel mondo del lavoro antico.

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