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Butterfly House a Collodi

Favole e artigianato: weekend tra Pescia e Collodi

Un viaggio per tutta la famiglia alla scoperta di Pinocchio, fiori e stamperie

Se siete alla ricerca di un viaggio inedito, di territori inesplorati e di avventure affascinanti, la Valdinievole è la regione che fa per voi. Questa parte di Toscana, abbracciata dai territori di Lucca e Pistoia, è conosciuta per le sue terme, i suoi borghi intatti, i suoi sapori. Siamo nella terra che ha ispirato uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, Carlo Collodi, per la favola del celebre burattino di legno; anche Giuseppe Verdi amava rifugiarsi qui per ritrovare benessere e serenità.

Per questo, vi proponiamo le tappe di un itinerario di due giorni, adatto anche alle famiglie, per conoscere la storia della città di Pescia, del burattino più famoso del mondo, Pinocchio e di Collodi, città dei fiori e della carta, con una delle più antiche stamperie d'Italia.

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PRIMO GIORNO

Tra farfalle e agrumi a Collodi

Il primo giorno del nostro viaggio inizia al Parco di PinocchioCollodi, dove l’antico villaggio è rimasto quello di un secolo fa, con la sua caratteristica cascata di case che dall’alto della collina termina a ridosso della Villa Garzoni e del suo scenografico Giardino settecentesco. Qui nacque la madre di Carlo Lorenzini e qui lo scrittore trascorse la fanciullezza presso i nonni Orzali. Si comprendono quindi le ragioni che lo spinsero ad adottare lo pseudonimo di Collodi per le sue Avventure di Pinocchio, un capolavoro senza limiti di spazio nè di tempo.

Il Giardino di Villa Garzoni è una meravigliosa opera d'arte per i suoi giochi e trionfi d'acqua, le vasche grandi e stellate e le strutture geometriche in perfetta armonia con la vegetazione e i fiori. Nella Villa, detta "delle cento finestre", si dice che abbia soggiornato Napoleone. Il girardino ospita la Collodi Butterfly House, uno splendido edificio-serra in pietra e cristallo dove volano oltre mille specie di farfalle provenienti da tutto il mondo.

Ci spostiamo poi al Museo del Bonsai, un'esposizione di stupendi esemplari di olivi centenari, boschetti di cipressi, ficus esotici, conifere e altre essenze, tra le più strane e rare.

Concludiamo la giornata con la visita al Giardino degli agrumi. Con le sue oltre 200 varietà di agrumi provenienti da tutto il mondo, Hesperidarium è un orto botanico unico nel suo genere. Il giardino ospita coltivazioni medicee del ‘500, varietà rare dell’Oriente e nuove produzioni dell’emisfero australe.

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SECONDO GIORNO

Il centro storico di Pescia e dintorni

Il secondo giorno ha inizio tra i fiori e le piante del Comicent, il centro di commercializzazione di Pescia. Garofani, gladioli, crisantemi, lilium, rose, iris, piante ornamentali, orchidee e anche olivi: sono questi i nomi dei protagonisti del nuovo mercato di Pescia. Le visite per i gruppi sono previste su prenotazione.

Merita una visita il centro storico di Pescia. La città, di antiche origini medievali, è divisa dal fiume che distingue due settori urbani: quello della Cattedrale e quello del Palazzo comunale, ove si estende la grande piazza. Antichi palazzi ed eleganti chiese caratterizzano il centro storico che, nonostante abbia subito notevoli interventi, possiede ancora la sua forma originaria. 

Da vedere sono il Duomo, che sorge sul luogo dell’antica Pieve di S. Maria Assunta (X sec.), la vecchia Piazza Grande, chiamato nel Medioevo “Mercato Longo” e sede ancora oggi di un caratteristico mercato ogni sabato mattina. Cuore della città sono anche la Chiesa della Madonna di Piè di Piazza e il Palazzo del Vicario (oggi sede del comune). Nella Loggia-sacrario dei caduti si trovano un affresco attribuito a Giovanni da Sangiovanni e una Vittoria alata in bronzo di Libero Andreotti.

Proprio al pesciatino Andreotti, uno dei massimi esponenti della scultura italiana dei primi del Novecento, è dedicata la Gipsoteca, nel trecentesco Palazzo del Podestà.

Se vi interessano le architetture religiose, potete entrare nella Chiesa di San Francesco, al cui interno si trova la celebre Tavola di Bonaventura Berlinghieri, datata 1235, raffigurante S. Francesco e sei storie della sua vita; oppure nela Chiesa di Sant'Antonio Abate, che conserva il prezioso gruppo ligneo duecentesco popolarmente chiamato I Santi Brutti e, nella cappella maggiore, affreschi quattrocenteschi di Bicci di Lorenzo.

Dopo aver visitato la Pinacoteca dell'ex monastero benedettino di San Michele con le sue numerose opere d'arte e dipinti di autori toscani, l'ultima appa del nostro viaggio è la Stamperia Benedetti, una delle più antiche stamperie d'Italia, nata agli inizi del 1900 e ancora in attività.

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