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Ostello di Sigerico, Gambasso Terme
Photo ©Alessio Grazi

Weekend lungo la Via Francigena, da San Miniato a Gambassi Terme

Cosa fare, vedere e gustare durante la tappa 8 della Via Francigena toscana

Gli escursionisti esperti possono percorrere il tratto di 23,7 km della Via Francigena che porta da San Miniato a Gambassi Terme in meno di sei ore, ma perché non prolungare un po' il divertimento? Trasforma una passeggiata impegnativa in un fine settimana di esplorazione rilassante: cammina con calma, fermandoti a vedere i siti storici lungo la strada del pellegrinaggio, luoghi dediti all'ospitalità, complessi monastici, castelli. Non dimenticarti che sei in vacanza: vivi appieno ogni momento e goditi le spa, i ristoranti, i sapori del territorio.

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PRIMO GIORNO

San Miniato, la capitale del tartufo

Il viaggio inizia a San Miniato, famosa città medievale (e capitale del tartufo), ma con testimonianze che risalgono alla preistoria. Posta a metà strada tra Pisa e Firenze, San Miniato è nota per i suoi vivaci eventi e mercati locali, che si svolgono tutto l'anno ma variano a seconda della stagione.

Inizia la tua esplorazione con una visita alla struttura difensiva della Rocca di San Miniato, posta in posizione strategica (San Miniato si estende su tre piccole colline, con vista a volo d'uccello sulle valli dell'Egola, dell'Arno e dell'Elsa). La Rocca di San Miniato fu completata all'inizio del XIII secolo: dall'alto si può vedere il punto d'incontro della via Francigena toscana con la sua controparte romana, che da Pisa si snoda verso Firenze.

Da visitare anche il sito archeologico di San Genesio, che è stato un punto di sosta lungo la via Francigena per numerosi viaggiatori durante il medioevo. È generalmente considerato l'insediamento dal quale è sorto l'attuale San Miniato, a partire dal XIII secolo, e si è guadagnato il soprannome di "capitale perduta della Toscana".

Per uno sguardo più ravvicinato, ci si dirige verso via Conti, dove è possibile esplorare i reperti del sito di scavo presso la Torre degli Stipendiari, in passato un laboratorio di falegnameria, ora sede dell'associazione culturale CRA (Centro Raccolta Arte). Se i tuoi gusti sono più moderni, l'associazione ospita anche una serie di conferenze ed eventi, spesso con un focus sull'arte contemporanea.

Il tartufo, comunque, rimane la principale attrazione della città. San Miniato, infatti, ospita numerosi festival gastronomici di fama internazionale. Il più popolare arriva in autunno: la Sagra del Tartufo Bianco di San Miniato (Mostra Mercato Nazionale del Tartufo Bianco di San Miniato). Generalmente si svolge negli ultimi tre fine settimana di novembre e nel primo fine settimana di dicembre e riunisce buongustai, esperti e assaggiatori curiosi.

I viaggiatori estivi possono divertirsi durante la Notte Nera a metà giugno, che rende omaggio al tartufo nero; i visitatori di settembre possono ritagliarsi una sosta a La Serra per il White Truffle Festival, l'ultimo fine settimana del mese; e i visitatori del primo autunno possono concedersi la Festa del Tartufo di Balconevisi, il terzo fine settimana di ottobre. Per info: sanminiatopromozione.it.

Puoi pernottare a San Miniato per recuperare le energie necessarie per raggiungere Castelfiorentino. 

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SECONDO GIORNO

Viaggio a Castelfiorentino

Il secondo giorno è dedicato all'esplorazione di Castelfiorentino, un paese situato tra la media valle dell'Arno e la parte settentrionale della Val d'Elsa; per raggiungerlo, dovrai effettuare una deviazione di circa 5 chilometri lungo una strada provinciale; ricordati di muoverti con cautela. In alternativa, puoi prendere un treno dalla stazione di San Miniato-Fucecchio a Castelfiorentino; come i pellegrini passati, puoi goderti la tradizionale ospitalità della città alloggiando in un ostello modesto fatto su misura per i viaggiatori stanchi.

Come San Miniato, Castelfiorentino ha forti legami con la cultura e il patrimonio del pellegrinaggio: non lontano si trova l'incrocio della via Francigena con la via Volterrana. Fu anche sede di una tregua monumentale - la firma di un patto di pace del 1260 tra i rivali storici Siena e Firenze dopo la battaglia di Monteaperti.

Castelfiorentino è associato al nome di Benozzo Gozzoli, il pittore rinascimentale che ha lavorato alla famosa Cappella dei Magi di Firenze di Palazzo Medici Riccardi. Sebbene Castelfiorentino non sia la sua città natale, è sede di un museo dedicato alla sua memoria.

Merita una sosta anche il Museo di Santa Verdiana, sede di una variegata collezione di opere d'arte, manoscritti e vasi religiosi raccolti dalle chiese della zona. Protagonista della collezione è una celebre rappresentazione della Madonna col bambino di Cimabue, ora soprannominata la Madonna di Castelfiorentino. Alcuni studiosi ritengono che anche un "giovane" Giotto possa averci lavorato.

Desideri fare un break nel gusto? Castelfiorentino offre trippa e salumi di qualità, come sbriciolona e buristo (ovviamente non si tratta di un pranzo vegan-friendly!).

 

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TERZO GIORNO

Gambassi Terme o Montaione

Il viaggio prosegue con una passeggiata a Gambassi Terme, un altro importante punto di pellegrinaggio a lungo associato all'arcivescovo Sigerico di Canterbury (X secolo). Una delle sue attrazioni principali si trova nella frazione di Chianni, a circa 5 km da Gambassi Terme: la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria in Chianni, un esempio di architettura tardo romanica. Nello stesso luogo si trova anche l'Ostello di Sigerico che accoglie ancora i pellegrini contemporanei.

Ci si dirige verso il centro di Gambassi Terme fino a raggiungere i suoi stabilimenti termali situati all'interno del Parco Cittadino. Rilassati in uno di questi centri o scopri i reperti archeologici del periodo etrusco-arcaico (VII secolo a.C.) nel Palazzo Civico.

Esiste poi un itinerario alternativo per esplorare Montaione, una città collinare che si affaccia sulla Valdelsa, dove la vita "slow" si svolge intorno alla torre dell'orologio.

A fine ottobre qui si svolge la sagra del tartufo e delle castagne, conosciuta localmente come "TartuFesta", un'occasione privilegiata per provare alcune specialità e prodotti locali.

Si può far visita anche al Sacro Monte di San Vivaldo, meta di pellegrinaggi in tutti i sensi. Dopo aver guadagnato il soprannome di "Gerusalemme della Toscana" per le sue origini sacre, il luogo continua a ispirare pellegrini contemporanei. Il suo nome deriva da Vivaldo Stricchi, un eremita francescano del XIV secolo di San Gimignano che scelse quest'area per vivere una vita di contemplazione e digiuno. 

Il tuo viaggio, caro pellegrino, per ora termina qui.

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