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Alpe della Luna

Un weekend tra Casentino e Valtiberina

Un viaggio per ammirare la natura e scoprire le antiche tradizioni del territorio

Gli amanti della natura incontaminata e del birdwatching troveranno in Toscana il loro habitat naturale. In Valtiberina, ad esempio, si possono vivere delle emozioni uniche con tutta la famiglia. Qui - i più fortunati - possono avvistare aquile reali e il lupo; gli ungulati sono più facili da vedere. I caprioli, che in Valtiberina sono molto numerosi, possono essere avvistati specialmente la mattina presto o al tramonto mentre pascolano nei prati. Il daino e il cervo sono più difficili da incontrare, in estate escono per lo più di notte, mentre in inverno a volte si possono avvistare anche di giorno quando pascolano al sole. L’incontro con un grande animale crea sempre suggestione, ma anche la vista di animali più sconosciuti può far battere il cuore, anche ai bambini

In questa proposta di viaggio di due giorni, potrete ammirare le bellezze delle aree verdi e conoscere da vicino le tradizioni e i capolavori dell'artigianato del Casentino.

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Rovelle, faggi e castagni pluricentenari si ergono maestosi tra i boschi della Valtiberina

Tra le montagne sulle orme del lupo

Girovagando per l’Alta Valtiberina, s’incontrano boschi fitti e ricchi di piccoli fusti, serrati l’uno accanto all’altro come un impenetrabile esercito lignificato. Nel composito mosaico delle risorse naturali di queste terre, il bosco ha sempre ricoperto un ruolo fondamentale nell’economia altocollinare e montana. 

Risalendo dalla valle fino agli Appennini, nel tratto compreso tra il Monte dei Frati (1.453 m) e il Monte Maggiore (1.384 m), si estende la Riserva Naturale dell’Alpe della Luna, l’habitat naturale di ungulati quali il cervo, il daino, il capriolo e il cinghiale, di predatori come la volpe e la faina, di alcuni esemplari di aquila reale e di piccoli animali quali la donnola, il tasso, l’istrice, la lepre. Ma soprattutto questo “regno degli animali” è simbolicamente dominato da uno dei predatori più misteriosi e inavvicinabili, il lupo, che ha sempre popolato l’immaginario collettivo e in Valtiberina toscana ha una maggiore concentrazione nelle aree dominate dall’Alpe della Luna, dall’Alpe di Catenaia e dal Sasso di Simone.

Soprattutto nelle stagioni degli amori, al pari del lupo, in settembre al crepuscolo è possibile sentire il bramito del cervo, che mette quasi timore per il suo vigore, oppure il più tenue abbaio del capriolo. A volte se si ha fortuna, siamo silenziosi e rispettosi dell’ambiente possiamo anche fare un fugace incontro.

All’interno della Riserva Naturale Alpe della Luna, nel comune di Badia Tedalda, si trova la Grotta della Tabussa, un’apertura naturale scavata nei secoli da acque sorgive dove con un po’ di fortuna si può incontrare il geotritone, un anfibio di colore scuro tappezzato da macchie rosse che non esce mai al sole e vive solo nelle zone umide all’interno delle grotte.

A 4 km da Sestino esiste il Parco Faunistico di Ranco Spinoso, un’area recintata di circa 100 ettari che ospita la fauna tipica degli Appennini. L’area è attrezzata con punti di osservazione costituiti da appositi palchi da dove scrutare e fotografare la fauna. In Valtiberina sono disponibili guide ambientali per accompagnare i turisti a fare birdwatching alla diga di Montedoglio ed escursioni sulle tracce della fauna sull’Alpe della Luna.

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Alla scoperta dei capolavori artistici dell’artigianato locale

Il Casentino e la lavorazione del legno

Il secondo giorno del nostro weekend ci spostiamo nel verde del Casentino. Con appena un'ora di macchina, ci troviamo immersi nelle tradizioni di un angolo magico di Toscana.

La lavorazione del legno ha costituito per secoli una delle principali attività artigianali, caratterizzata dalla produzione di oggetti di tipo rurale o di prima necessità  carri agricoli, botti, mobili, utensili da cucina , mestoli, stacci, pale. Badia Prataglia e Moggiona sono stati per anni i centri più importanti della lavorazione del legno ed ancora oggi continuano ad essere realtà depositarie di questa nobile tradizione. Intere generazioni di boscaioli, foderatori, tagliatori ed artisti hanno fatto del legno la fonte primaria del proprio lavoro e della propria opera. 

Fino a pochi decenni fa, la principale attività degli abitanti di Moggiona, in Casentino, era proprio quella del bigonaio, ovvero dell'artigiano che costruiva vari tipi di contenitori in legno, principalmente per il trasporto delle uve e la conservazione del vino. Nella rete dell'Ecomuseo del Casentino, infatti, è stata realizzata la Bottega del Bigonaio, un ambiente espositivo in cui sono raccolti strumenti, banchi di lavoro, oggetti di produzione locale, insieme ad altro materiale di documentazione. 

Rimanendo in Casentino, ci spostiamo a Stia per visitare il caratteristico Museo della Lana, ospitato nel complesso dell'antico Lanificio, esempio di archeologia industriale. Il percorso espositivo raccoglie foto d'epoca, campionari di tessuto, oggetti dal particolare valore simbolico come la campana che scandiva gli orari di lavoro, il vessillo della società operaia, bandiere d’Italia del Lanificio di epoca Sabauda, oltre a capi vintage realizzati in Panno di Casentino.

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