Tre giorni in Valtiberina, da Anghiari a Sansepolcro

Un itinerario tra montagna, arte e gusto
  • directions_car
    Mezzo di trasporto consigliato
    Automobile
  • directions
    Distanza da percorrere
    55 km
  • access_time
    Durata
    3 giorni

Situata al centro dell’Italia, la Valtiberina è un territorio a cavallo tra Tirreno e Adriatico, difficile da raccontare e sorprendente da scoprire. È la valle dove nasce il Tevere, che per millenni ne ha disegnato la fertile pianura. È montagna, a tratti fertile e a tratti rocciosa. È quanto di più versatile ci si possa aspettare, mettendosi sulle tracce di Piero della Francesca, Michelangelo, Leonardo.
Dal trekking alla pesca, dalla mountain bike all’ippica, dall’arte all’enogastronomia, dal relax alla spiritualità, la Valtiberina è per ogni viaggiatore una fonte inesauribile di esperienze.

location_on
1
Primo Giorno

Da Sansepolcro all'Eremo di Montecasale

Posta ai piedi dell’ultimo tratto dell’Appennino toscano, Sansepolcro domina la Vatiberina che si apre in un vasto anfiteatro montano e collinare. Borgo toscano famoso per aver dato i natali a Piero della Francesca, artista e matematico del Primo Rinascimento Italiano.
Il bellissimo centro storico è una sorta di museo diffuso: da non perdere il Museo Civico, dove sono conservate le opere di Piero della Francesca, del Pontormo e dei Della Robbia, ma anche il millenario Duomo di San Giovanni Evangelista con l’Ascensione del Perugino e la Resurrezione di Raffaellino del Colle e la Deposizione del Rosso Fiorentino nella chiesa di San Lorenzo.

Importante luogo di spiritualità, l’Eremo di Montecasale viene fondato nel 1213 da San Francesco e si trova, appunto, lungo il cammino francescano che dal Santuario de La Verna porta ad Assisi. A soli 6 km dal centro di Sansepolcro, l’Eremo non solo è ricco di memorie francescane, come l’oratorio con la pietra che serviva da letto al Santo, il bellissimo chiostro e la splendida Chiesa, ma offre anche la possibilità di ammirare tutta la Valtiberina dall’alto e di fare splendide passeggiate in montagna. 

location_on
2
Secondo Giorno

Monterchi, Anghiari e Caprese Michelangelo

Da sempre famoso nel mondo per il suo Museo della Madonna del Parto di Piero della Francesca, Monterchi è arroccato al centro di una pianura e circondato da dolci colline, con una cinta muraria ancor oggi ben conservata ed un centro storico con non poche memorie del suo passato medievale.

Anghiari è uno splendido borgo medioevale, bastione inviolabile grazie alle potenti mura duecentesche, che ha costituito un notevole punto di riferimento per tante vicende storiche, la più importante delle quali è la celebre Battaglia di Anghiari del 29 Giugno 1440, affrescata da Leonardo Da Vinci in Palazzo Vecchio, che riaffermò l'egemonia fiorentina sulla Toscana.
Lo scorrere del tempo ha lasciato segni importanti nelle chiese e nei palazzi del centro storico, sviluppando un disegno urbanistico molto suggestivo: le sue piazzette e vicoli stretti ospitano botteghe antiquarie e laboratori di restauro del mobile.

Caprese Michelangelo, nel nome stesso del paese, porta il ricordo del celebre Michelangelo Buonarroti, che qui nacque il 6 marzo del 1475 e la cui casa natia è oggi diventata Museo Michelangiolesco. Per la sua bellezza serena e appartata, questo luogo è stato definita in passato “La piccola valle di Dio”, conosciuto anche per le sue specialità gastronomiche come funghi, tartufi e il Marrone DOP.

location_on
3
Terzo Giorno

Sestino e Badia Tebalda

Avamposto della Valtiberina e della Toscana adagiato nel cuore dell’Appennino, Sestino affonda le sue radici nell’età romana, quando era un importante “municipium” del quale restano significative testimonianze nel paese. Il territorio di Sestino è ricco di piccoli borghi di montagna e riserve naturali, tra cui la più conosciuta è sicuramente la Riserva Naturale del Sasso di Simone e Simoncello, due enormi blocchi calcarei ricchi di fossili che poggiano su una coltre di argille colorate, erosa da spettacolari calanchi

Il piccolo borgo di Badia Tedalda si trova nel cuore dell'Appennino, al confine con Marche ed Emilia Romagna, conosciuto per le splendide terracotte robbiane nella Chiesa Abbaziale di San Michele Arcangelo. Le sue origini risalgono probabilmente all'epoca romana, quando doveva essere un punto di sosta per i viaggiatori che percorrevano la via Ariminensis, antica strada che univa Arezzo con Rimini. Il nome deriva da una delle due abbazie benedettine che vi sorgevano nel medioevo, dette dei Tedaldi. Oggi Badia Tedalda è il capoluogo della Riserva Naturale dell'Alpe della Luna e il suo territorio offre infinite possibilità per vivere la natura, dall'escursionismo fino alla raccolta dei prodotti del sottobosco

people
Le voci della rete
&
Altre proposte
&
Arte e Cultura