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Via Francigena
Photo ©Alessio Grazi
Un tour dal nord al sud della regione, seguendo l'antica Via Francigena

Toscana on the road: 6 giorni per scoprirla

Percorso da pellegrini, soldati e mercanti, il tracciato toscano della Via Francigena attraversa borghi e città che hanno fatto dell'ospitalità la loro vocazione. 15 tappe e quasi 400 chilometri: viaggiare lungo questo sentiero porta a scoprire zone ricche di tradizioni. Se ami camminare e subisci il fascino di una Toscana medievale, se ami le atmosfere fiabesche e il cibo locale, questo itinerario è adatto a te: ti porterà dal nord al sud della regione; ti soffermerai in alcuni punti leggendari del sentiero, dalla porta dell'Appennino alle colline della Val d'Orcia.

Tra le località che incontreremo, ricordiamo Pontremoli, la città del mistero, costellata di torri e ponti; andremo alla volta di Camaiore, un gioiello della Versilia che sprigiona arte da ogni strada; continueremo per sentieri del cuore della Toscana. San Miniato e Gambassi Terme sono solo alcuni dei centri sorti lungo la Via Francigena con una lunga tradizione culturale ed enogastronomica.

Vino, olio e tartufo sono sapori che si ritrovano anche nella Val d'Orcia; qui visiteremo San Quirico d'Orcia e Radicofani e termineremo a Bagno Vignoni per un'immersione nelle vasche termali.

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PRIMO GIORNO

Una passeggiata a Pontremoli

Il nostro viaggio ha inizio a Pontremoli, nell'area più a nord della Toscana, quella che storicamente viene definita la Lunigiana. Pontremoli, con il suo torrente Verde e il fiume Magra che la abbracciano, è anche conosciuta come la "città dei ponti".

Palazzi e chiese testimoniano l'importanza di questa città nel corso dei secoli. Da vedere, ad esempio, sono la Cattedrale Santa Maria Assunta, caratterizzata da una facciata in marmo in stile neoclassico, e l'insolita chiesa Nostra Donna, un esempio di architettura Rococo.

La tappa successiva è il castello del Piagnaro, costruito nell'XI secolo per proteggere il territorio limitrofo. Oggi, l'edificio ospita il Museo delle Statue Stele con una collezione di 25 opere misteriose incise nella pietra tra il IV e il I millennio a.C.

Nel pomeriggio, una pausa è d'obbligo al Caffè degli Svizzeri. Fondato nel 1842, è diventato un'icona di Pontremoli e un luogo ideale per gustare le specialità locali, come gli Amor, tipici wafers arricchiti con crema chantilly. La giornata può concludersi con una cena a base di testaroli, pasta tipica della zona preparata grazie ad appositi "testi" di ferro.

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SECONDO GIORNO

Percorrendo il primo tratto della Via Francigena

E adesso tuffiamoci negli Appennini. Per circa 22 chilometri, il primo step della Via Francigena attraversa boschi e borghi di pietra dai 1100 metri del Passo della Cisa fino a Pontremoli. Si tratta di un cammino abbastanza impegnativo, quindi se si decide di percorrere l'intera tappa, si può prendere in considerazione l'idea di riposare all'Ostello della Cisa.

Qui si può visitare la Chiesa di Nostra Signora della Guardia, oppure si può ammirare un bellissimo panorama dall'alto della vallata e delle montagne.

Scendendo verso Pontremoli, per circa 3 chilometri a piedi, si incontra il ponte di Groppodalosio, una costruzione del XVI secolo. Alto circa 16 metri, il ponte collega i paesi di Groppodalosio e Casalina, divisi dal fiume Magra.

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TERZO GIORNO

Viaggio in Versilia: la "perla" di Camaiore

Lasciamo la Lunigiana e ci dirigiamo verso la Versilia, una zona abbracciata dalle Alpi e dal mare. Lungo il tragitto possiamo fermarci a Pallerone per visitare il suo presepe meccanico. Realizzato nel 1935 con materiali di recupero, è diventato uno dei più famosi di tutta Italia (non solo nel periodo di Natale!).

Dopo circa un'ora, si raggiunge Camaiore, un paese ai piedi delle Alpi Apuane. Nel centro storico, tra una foto e l'altra, si possono gustare le specialità locali come la torta di pepe e i salumi di Gombitelli. In via IV novembre, lungo il tracciato della Via Francigena, si può visitare infine la chiesa dedicata a San Michele del XII secolo.

Se viaggiate con bambini, si consiglia una visita al Museo Archeologico di Camaiore: le sue 13 stanze vi porteranno a viaggiare attraverso i secoli, utilizzando installazioni tattili e olfattive.

Qui potete alloggiare all'Ostello del Pellegrino, nella suggestiva abbazia di San Pietro. Ha circa 20 posti letto in stanze multiple ed è un luogo ideale per chi cerca informazioni per escursioni e visite guidate nel territorio delle Alpi Apuane.

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QUARTO GIORNO

Da San Miniato a Gambassi Terme

Proseguiamo il nostro viaggio e ci spostiamo sulle colline tra Pisa e Firenze, seguendo il percorso di Sigerico. Da San Miniato a Gambassi Terme si gode di una bellezza unica, un territorio dedito all'agricoltura e alla semplicità.

Si consiglia di esplorare il piccolo borgo di San Miniato al tramonto per una spettacolare vista sulla vallata. L'antico nucleo è stato costruito nel 962 e ha ospitato anche Federico Barbarossa e Papa Gregorio V. Da non perdere la rocca di Federico II, un simbolo conosciuta in tutta la Toscana.
Inoltre, se siete amanti del gusto e del tartufo bianco, San Miniato è la meta che fa per voi, soprattutto a novembre. In questo mese, infatti, si tiene ogni anno la Mostra Mercato Internazionale del Tartufo Bianco, un appuntamento ricco di profumi e sapori che invadono il centro storico.

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QUINTO GIORNO

Un'immersione nella magia della Val d’Orcia

Continuiamo alla volta della Val d'Orcia e ci fermiamo a San Quirico, un piccolo paese immerso nel paesaggio più noto e amato in tutto il mondo. La cappella di Vitaleta, i cipressi e le colline sono le immagini tipiche della campagna toscana.

Con qualche ora a disposizione, si può visitare la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta, costruita tra il XII e il XIII secolo. Una volta in Piazza Chigi, troviamo il Palazzo Chigi Zondari, eretto da Carlo Fontana del XVII secolo.

Prima di proseguire, ci fermiamo per un tour agli Horti Leonini, uno spettacolare esempio di giardino all'italiana, divenuto di proprietà del comune di San Quirico d'Orcia nel 1975.

A pochi minuti da San Quirico, si può visitare il centro di Vignoni Alto, un piccolo villaggio dalle atmosfere medievali con una chiesetta dedicata a San Biagio.
Nel pomeriggio, ci meritiamo una pausa nel benessere presso le terme di Bagno Vignoni, conosciute per le eccezionali acque curative.

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SESTO GIORNO

Radicofani, sulle orme dei grandi personaggi storici

Sulla strada che porta a Roma, troviamo Radicofani, un luogo di passaggio che ha ospitato molti personaggi storici. Nel 1584, infatti, il Granduca Ferdinando I dei Medici ha costruito quello che possiamo definire il primo hotel d'Italia. Da qui, sono passati Cosimo II, Mozart (che stava viaggiando con suo padre), Papa Pio VI e VII, Stendhal e Charles Dickens.

Se Pontremoli è l'entrata più a nord della Francigena in Toscana, Radicofani è l'uscita verso sud. Per anni, la sua fortezza è stata un luogo strategico per le dinamiche politiche e territoriali. Proprio qui, per esempio, si rifugiò Ghino di Tacco, uno dei banditi più conosciuti della regione, una sorta di Robin Hood italiano.

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