fb track
La Cattedrale di Arezzo
Photo ©Shutterstock / Fabiano's_Photo
Itinerari toscani di viandanti e pellegrini medievali

La Via Romea di Stade: 5 giorni in cammino nella storia

Descritta per la prima volta nel 1256 da Alberto di Stade, monaco benedettino, la Via Romea Germanica fu uno dei più importanti itinerari di pellegrinaggio e di commercio dal Nord Europa.

La descrizione che Alberto ha lasciato nei suoi Annales è dettagliata e precisa, una sorta di guida pratica per il pellegrino medioevale. Condizioni della strada, distanze tra una tappa e l’altra, pericoli che si possono incontrare lungo il cammino, luoghi presso i quali ristorarsi e fare sosta: niente è lasciato al caso.

Oggi il viaggio di Alberto è diventato la Via Romea Germanica di Stade. Lunga 2200 chilometri, attraversa tre paesi in 94 tappe, 44 in Germania, 4 in Austria e 46 in Italia. Nel nostro paese, valicate le Alpi del Brennero, il cammino prosegue fino al Trentino e la Valsugana, passando per la pianura padana, Ferrara, la Toscana, l’Umbria e raggiungendo infine Roma.

Nel tratto toscano, città d’arte, pievi e monasteri ne testimoniano ancora la storia e le vicende di pellegrini e mercanti medievali.

location_on
1
PRIMO GIORNO

Bibbiena, il Casentino e il Rinascimento toscano

Il nostro viaggio inizia a Bibbiena, antico centro di origine etrusca, il maggiore del Casentino. Importante crocevia tra Toscana ed Emilia, non poteva che essere una tappa fondamentale della Via Romea di Stade. Ancora oggi possiamo camminare tra le stradine della città vecchia appoggiata su un colle e muoverci tra le piazze medievali e rinascimentali.

Da non perdere la chiesa dedicata ai Santi Ippolito e Donato che custodisce un polittico quattrocentesco di Bicci di Lorenzo, una Madonna con bambino di Cola da Camerino, un crocifisso dipinto trecentesco. Non distante dalla chiesa si trova Porta dei Fabbri. Bibbiena può anche essere la base per un'escursione al Santuario de La Verna, uno dei più importanti luoghi francescani, dove il santo di Assisi secondo la tradizione ricevette le stimmate, immerso nella quiete delle foreste casentinesi.

Dopo aver visitato il santuario di Santa Maria del Sasso, uno dei maggiori esempi di architettura rinascimentale in Toscana a circa un chilometro fuori dal centro, ci dirigiamo verso Chitignano.

location_on
2
SECONDO GIORNO

Da Chitignano a Subbiano, tra castelli, terme e pievi medievali

Chitignano possiede una fama particolare: è infatti centro termale rinomato fin dal medioevo, grazie alle sue acque solforico-ferruginose che dovevano alleviare le fatiche dei pellegrini, ma è anche famosa come paese dei contrabbandieri ottocenteschi di tabacco e polvere da sparo. Questo tipo di attività per fortuna non è più di moda, ma a ricordare questa tradizione è presente nel borgo l'Ecomuseo della Polvere da sparo e del contrabbando.

Proseguendo in direzione di Rassina incontriamo il castello degli Ubertini, così chiamato perché nel 1261 passò ai vescovi di Arezzo che erano appunto di quella famiglia. Ancora castelli e pievi incontriamo nel vicino borgo di Subbiano: il forte di Valenzano, ora residenza d'epoca, che era parte delle fortificazioni difensive dei signori del borgo e la pieve di Santa Maria Maddalena di Sietina a Capolona, borgo sulla sponda dell'Arno. Visitiamo la chiesetta romanica a tre navate, punto di riferimento per i pellegrini medievali, con affreschi di scuola aretina databili tra la fine del ’300 e gli inizi del ’400.

location_on
3
TERZO GIORNO

Da Subbiano ad Arezzo

La mattina ci incamminiamo per raggiungere Arezzo. Passeggiamo lungo le vie del centro storico, in verità un giorno è appena sufficiente per ammirarne le varie emergenze artistiche e monumentali. Tra uno sguardo alle piccole botteghe e alle antiche mura ed edifici, non ci perdiamo la Cattedrale gotica che custodisce l'affresco della Maddalena di Piero della Francesca e le vetrate di Guillame de Marcillat, la chiesa di San Domenico con il crocifisso ligneo di Cimabue, la torre di Santa Maria della Pieve con il campanile noto come delle 100 buche e la chiesa della Santissima Annunziata con opere di Vasari.

Un po' fuori dal centro è invece possibile visitare un altro importante centro religioso lungo la Via Romea, il santuario di Santa Maria delle Grazie, che ci accoglie col portico rinascimentale di Benedetto da Maiano. Una cena ristoratrice e poi a riposo in attesa di ripartire.

location_on
4
QUARTO GIORNO

La Val di Chiana, da Arezzo a Castiglion Fiorentino

Riprendiamo il tragitto verso Castiglion Fiorentino attraversando la pianura della Chiana che un tempo era una palude. Gli Etruschi furono probabilmente i primi a bonificare la Val di Chiana, all’epoca attraversata dal fiume Clanis, che scorreva nel senso opposto dell’attuale Canale Maestro ed era un canale di comunicazione tra Arno e Tevere. In tempi più recenti furono i Granduchi di Lorena a completare l’opera bonificando completamente l’area. Giunti a Castiglione facciamo una breve passeggiata serale nel centro storico ammirando il quattrocentesco palazzo del Comune, la torre del Cassero e le logge del Vasari che risalgono al 1513.

location_on
5
QUINTO GIORNO

Da Castiglion Fiorentino a Cortona, camminando nella storia

Ripartiamo in direzione di Cortona. Prima di arrivare, da non perdere la visita all'altare etrusco nel Parco archeologico del Sodo. Esploriamo il centro storico di Cortona, antica città etrusca e romana, passaggio obbligato per i pellegrini medievali. Le mura etrusche, il Tumulo di Camucia, la villa di Ossaia, il Duomo e la chiesa di San Francesco: ancora oggi vediamo quello che i viandanti diretti a Roma trovavano lungo il camino. Visitiamo il museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona (MAEC) che ci fa fare un viaggio nel tempo, nelle tante epoche della città.

Poco fuori Cortona merita una gita il santuario rinascimentale di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio. Da non perdere le specialità locali: i crostini neri, i pici al ragù, i fagioli all’uccelletto e gli immancabili cantucci.

&
Altre proposte
&
Arte e Cultura