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Portoferraio – La Baia di Fornula
Photo ©Shutterstock.com / Luciano Mortula – LGM
Una camminata a picco sul mare

Gorgona, Pianosa e Isola d’Elba: 3 giorni nell’arcipelago toscano

Trekking, snorkeling, birdwatching, biking: sulle ex isole-prigione dell'Arcipelago Toscano oggi si può camminare, andare in bicicletta, sentire il profumo più autentico del Mediterraneo, mangiare a chilometro zero.

Gorgona, Capraia, Montecristo, Pianosa sono ancora non totalmente accessibili. In alcuni casi perché i penitenziari sono in funzione, nella maggior parte perché sono oasi naturalistiche delicate come l'isola di Montecristo, che vanno preservate consentendo l’accesso solo a gruppi ristretti di visitatori.

Vi proponiamo un itinerario tra alcune di queste isole: Gorgona, la più piccola, immersa nelle acque cristalline di fronte a Livorno, ancora sede di una colonia penale agricola; Pianosa, un foglio di terra adagiato sul mare, che ospitava il più antico dei penitenziari dell'arcipelago e che oggi è uno degli esempi meglio conservati di ecosistema mediterraneo, con i suoi fondali cristallini, le falesie, la possibilità di fare attività outdoor a piedi e in bicicletta.

Faremo tappa anche all'Isola Elba, la più grande delle isole dell'Arcipelago, prigione sui generis per Napoleone, che la scelse come luogo d'esilio sbarcando dalla fregata Undaunted a Portoferraio, il 4 maggio 1814.

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PRIMO GIORNO

Gorgona, trekking con picnic galeotto

Ci imbarchiamo di prima mattina da Livorno per arrivare sull'isola che appare presto all'orizzonte e dove arriviamo dopo poco più di un'ora. Gorgona è ancora sede penitenziaria, quindi la visita è possibile soltanto in gruppi, senza allontanarsi dal sentiero principale. Non è possibile portare con sé macchine fotografiche o smartphone che verranno presi in custodia per la durata dell'escursione. A fronte di questi piccoli disagi, Gorgona offre la tranquillità e il silenzio che ci si aspetta da un'isola immersa nei colori e nei profumi del Mediterraneo.

L'itinerario prevede di solito una passeggiata sulle strade bianche oltre l’abitato, nella tranquillità delle pinete e dei boschi di lecci. Si può pranzare con i prodotti a km 0 preparati dai detenuti e offerti nel “Picnic Galeotto” servito su tavoli di legno all'ombra dei lecci. Nel pomeriggio si visita la Torre Vecchia di costruzione pisana, la Chiesa di San Gorgonio e Cala Maestra. D’estate è possibile bagnarsi nelle acque trasparenti del porticciolo, prima di tornare a Livorno.

Per organizzare il viaggio occorre prenotare presso l'Ufficio Turistico di Livorno: comune.livorno.it

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SECONDO GIORNO

Portoferraio, l'esilio mediterraneo di Napoleone

Da Livorno ci spostiamo in auto a Piombino, dove prendiamo il traghetto per Portoferraio. Dedichiamo la mattina a una breve escursione sul Promontorio dell'Enfola, un itinerario che offre scorci panoramici sulla costa e regala i profumi della macchia mediterranea.

Il percorso inizia tra le sabbie bianche delle spiagge di Scaglieri e Forno, per proseguire fino a Punta Penisola immersi in bosco fitto di lecci, gli alberi tipici della macchia elbana, per arrivare fino al golfo di Viticcio e poi al piazzale sul promontorio dell’Enfola, dove si trova un’antica tonnara. Tornati in paese, nel pomeriggio visitiamo alcuni luoghi napoleonici: il Palazzo del Municipio, all'epoca nota come biscotteria che sfornava il pane per le guarnigioni di Cosimo I e le due residenze napoleoniche, la Villa dei Mulini col giardino affacciato sul mare e la residenza estiva di Villa San Martino. Facciamo ancora due passi tra le vie del centro storico, con le pescherie e i piccoli negozi e – consigliato – prendiamo un aperitivo con uno dei vini elbani DOC. Pernottiamo a Portoferraio e la mattina presto ci dirigiamo a Marina di Campo dove ci attende il traghetto per Pianosa.

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TERZO GIORNO

Pianosa, la luce e i colori del mare e della terra

Da Marina di Campo percorriamo il tratto di mare che separa l'Elba da Pianosa, dove si arriva dopo circa un'ora. Dal piccolo porticciolo ci dedichiamo a una facile passeggiata costiera che attraversa la natura e la storia dell'isola e della sua colonia penale. Visitiamo i resti della villa di Agrippa Postumo, il nipote di Augusto che fu esiliato qui a seguito di manovre di palazzo per favorire l'ascesa di Tiberio. Raggiungiamo le rovine della cosiddetta Casa del Marchese, situata non a caso nel punto più distante dal porto: qui infatti i detenuti malati di tubercolosi passavano il periodo di convalescenza.

Poco distante si trova una delle più belle insenature dell'isola. Tornati al paese, in attesa del traghetto che riporta all'Elba camminiamo nel borgo fantasma tra le vie intitolate a personaggi legati alla lotta contro la mafia. L'accesso a Pianosa è limitato ad un massimo di 330 presenze giornaliere. Sull’isola è possibile organizzare attività in bicicletta, a piedi ed anche di snorkeling nell’azzurro trasparente delle piccole baie. 

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