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La collina di Castagneto Carducci
Photo ©Stutterstock.com / robertonencini
In viaggio tra i sentieri degli etruschi

3 giorni fra Castagneto Carducci, Cala Violina e la Val di Cornia

Chilometri e chilometri di spiagge, circondate da colline e alture, all’ombra delle pinete e dei cipressi. Poi, boschi di macchia mediterranea e piccoli borghi nati nel periodo medievale, divenuti piccole oasi di pace e natura. Sono le terre della Costa degli Etruschi, un’area già conosciuta ed abitata in tempi antichi dalla popolazione che precedette l’Impero Romano e fu successivamente assimilata da esso.

Tutto il territorio è un alternarsi di piccoli borghi, dove i reperti archeologici più preziosi riposano all’ombra di eleganti edifici medievali in pietra e mattoni, chiesette romaniche e manieri signorili. Ciliegina sulla torta, la loro posizione che, dall’alto dei colli, scruta il mare come su una grande terrazza naturale.

Ci sono piccoli centri come Bibbona, Campiglia Marittima o Casale Marittimo, gli scorci poetici di Castagneto Carducci e Bolgheri, con il suo celebre Viale dei Cipressi, classificato monumento nazionale: sono le terre che incantarono il poeta Giosuè Carducci, primo vincitore di un premio Nobel per la letteratura in Italia nel 1906.

Grazie alle brevi distanze che intercorrono tra le spiagge e le colline dell’entroterra, la Costa degli Etruschi rappresenta una destinazione ideale per immergersi nelle atmosfere di una Toscana autentica anche senza doversi prendere lunghe vacanze, concedendosi giusto qualche giorno a spasso per la natura.

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PRIMO GIORNO

Castagneto Carducci: sulle terre del poeta

Il nostro viaggio tra il verde e il blu della Costa degli Etruschi inizia da Castagneto Carducci, borgo medievale che porta nel suo nome l’omaggio a uno dei poeti più importanti dell’800, Giosuè Carducci, che qui trascorse una parte della propria vita. Sviluppatosi intorno al Castello appartenuto alla famiglia Della Gherardesca, il piccolo borgo si intreccia lungo vicoli lastricati e piccole botteghe, scenografiche terrazze che si gettano verso il mare e trattorie dove è possibile sorseggiare i frutti della prestigiosa produzione vinicola locale.

Nel centro storico, oltre al palazzo Pretorio e alla chiesa di San Lorenzo, è possibile visitare la casa del poeta Carducci che oggi ospita un museo a lui dedicato. È sufficiente, poi, spingersi di poco fuori dal centro, per addentrarsi negli ambienti di macchia mediterranea che circondano il paese. Con il mare sullo sfondo, i colli verdeggianti sono interrotti nelle loro geometrie ondulate dai cipressi, slanciati verso l’alto, come quelli che contornano il celeberrimo viale dei Cipressi di Bolgheri. Dal parcheggio situato in viale Pascoli, si segue via di Sassetta in direzione est, per poi imboccare sulla destra via di Bagnoli e poi via Nemorese (a sinistra).

Quest’ultima conduce all’imbocco del percorso escursionistico conosciuto come Antica via Campigliese, che ci porta verso la località Poggio Tizzone, camminando tra boschi di sempreverdi e piccoli arbusti. Lungo il tragitto è ancora possibile notare gli spiazzi nella vegetazione dove un tempo si trovavano le carbonaie: nell’area infatti, era anticamente sviluppata una fiorente industria legata allo sfruttamento delle risorse lignee locali per la produzione del carbone.

Il vecchio rifugio dei carbonai di Poggio Tizzone è anticipato da una vedetta antincendio posta a 430 metri, su un vero balcone mozzafiato che si apre sulla Costa degli Etruschi. Dopo una breve sosta ristoratrice, si segue il tracciato dell’antica strada Campigliese fino a giungere ai 522 metri di Capo di Monte, da cui si potrà ricominciare la discesa verso Piano dei Brizzi. Imboccando il percorso 1 si giunge al crocevia La Fiora, dopodiché sarà possibile ritornare in paese seguendo il percorso indicato con il numero 2.

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SECONDO GIORNO

Il Monte Romitorio, balcone sulla Val di Cornia

Il nostro viaggio sulle terre etrusche continua il giorno successivo pochi chilometri più a sud, nel contesto di un’area dal grande valore ambientale: i Parchi della Val di Cornia. Questo comprensorio comprende ben sei siti protetti (un parco archeologico, un parco archeo-minerario, due parchi costieri, una foresta protetta e un’area naturale), che si sviluppano in un ambiente collinare, dominato dai colori e dai profumi della macchia mediterranea.

Ci portiamo quindi a San Carlo, una piccola frazione di San Vincenzo immersa nel verde e circondata dalle colline. Abitato probabilmente già nel neolitico, il villaggio si trova a pochi passi dal Parco Archeo-minerario di San Silvestro. Nascosto dalle fronde della vegetazione, il parco è un intreccio di sentierini sulle terre che già nell’antichità erano scavate grazie alle ricchezze minerarie celate nel sottosuolo.

Da San Carlo, seguendo strade sterrate, ci inoltriamo nella vegetazione costeggiando una grande cava e seguendo le indicazioni del sentiero nr 3. Costeggiando il corso di un torrente, imbocchiamo il sentiero 00, immerso in una bella vallata, da cui accediamo alle radure del monte Coronato. La nostra meta però è la vetta del monte Romitorio, da cui si ammira un panorama suggestivo che spazia fino al mare. Conquistata la vetta, ritorniamo indietro passando nel bosco attraversando la valle delle Rozze, fino a giungere al punto d’incontro con il sentiero dell’andata, che ci permetterà di rientrare al punto di partenza.

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TERZO GIORNO

Le sabbie di Cala Violina

Per concludere in bellezza il nostro viaggio sulle terre degli Etruschi ci spostiamo fino a Portiglioni, un piccolo porticciolo a sud di Follonica, in quel punto in cui iniziano a scorgersi gli scorci selvaggi della Maremma grossetana. Ci aspetta un’escursione tra la fitta vegetazione costiera e un tratto di litorale spettacolare, impreziosito dall’alternanza di scogliere e spiagge di sabbia finissima.

Partiamo zaino in spalla dal porto turistico del Puntone, in località Portiglione, proseguendo verso il sentiero nr 1. Il nostro cammino si sviluppa nel cuore della macchia mediterranea, tra boschi e panorami marittimi, fino ad incontrare il sentiero nr 6 per Cala Martina. Questa è una suggestiva spiaggia di sabbia dorata che si specchia su un mare cristallino. Vicino a Cala Martina, si trova anche una statua dedicata a Garibaldi: l’Eroe dei due mondi, infatti, fece scalo proprio su questa spiaggia durante la sua rocambolesca fuga dopo il fallimento della Repubblica Romana.

Da qui possiamo già scorgere la nostra meta finale, Cala Violina, visibile dietro un promontorio. Arrivati sulla spiaggia noteremo una sabbia finissima e chiara, costituita soprattutto da piccoli granelli di quarzo: è proprio questo minerale a dare il nome alla spiaggia, grazie al rumore che produce, simile a quello di un violino, quando vi si cammina sopra a piedi scalzi. Proseguiamo quindi il nostro cammino lungo il sentiero nr1 e successivamente imbocchiamo il 2A e il 3. Procedendo su un saliscendi arriviamo al sentiero nr 6 che si segue lungo la linea di cresta, per arrivare infine al sentiero nr 5 che ci condurrà al nostro punto di partenza.

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