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Paesaggio del Chianti
Photo ©Shutterstock.com / Annavee
Un oceano di colline a cavallo tra Firenze e Siena

3 giorni di trekking nel Chianti

Luogo di storia centenaria e lunghe contese, di borghi fortificati che si stagliano in mezzo a boschi e coltivi, il Chianti è una dolce distesa di colline, ideale per un viaggio alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche della Toscana. I vitigni del Chianti Classico DOCG, che con i loro inconfondibili profili colorano di nettare rosso le tavole, sono senza dubbio la punta di diamante locale.

Le alture chiantigiane assumono anche altezze elevate per un sistema collinare (il Monte San Michele, punto più alto, sfiora i 900 metri), vengono bagnate da cinque fiumi e numerosi torrenti.

Viaggiare tra questi paesaggi è un vero piacere per gli occhi: sulle piccole strade provinciali e poderali le colline si inseguono e mostrano alla vista scorci sempre cangianti e suggestivi. Sono i panorami della Toscana da sogno, costellati da piccoli borghi immersi nelle atmosfere rilassate tipiche dell’Italia centrale, dove ogni sosta ristoratrice in bar e trattorie regala incontri curiosi e spontanei, tipici dell’ospitalità toscana.

C’è Greve in Chianti, la porta della regione con il suo Museo del Vino, Castellina con il suo museo archeologico, Radda e Gaiole, incastonate tra i colli, il borgo fortificato di Barberino Val d’Elsa, San Casciano Val di Pesa, dove visse anche Machiavelli. E poi una serie infinita di borghi e borghetti, nuclei in pietra chiusi intorno a piccole mura e punteggiati da pievi e chiesette medievali.

Immergiamoci quindi nel cuore dell’antico Granducato, allontanandoci dal traffico e facendoci guidare dalle innumerevoli piccole strade bianche che – come un infinito reticolo – incidono questa terra mitica. Davanti a noi, solo il silenzio dei boschi e il cinguettio degli uccelli che, di tanto in tanto, si posano tra i preziosi vitigni.

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Primo Giorno

L’anello di Cintoia

Il nostro percorso inizia a Cintoia, borgo situato una ventina di chilometri a sud di Firenze, tra colli ben distanti dalla folla turistica del capoluogo. Seguendo il tracciato di un’antica strada etrusca, ci inoltriamo nei boschi del Chianti partendo dal Castello di Mugnana, un imponente roccaforte costruita prima del XIV secolo. Prendendo il sentiero nr18 in salita, ci inoltriamo in un fitto bosco di pini e lecci che, man mano che si sale, divengono castagni. Si prosegue su crinale fino al casolare di Casa al Monte e poi in discesa verso La Panca.

Da qui il sentiero segue l’antica via etrusca che collegava Volterra a Fiesole. Quando il sentiero nr 18 devia a sinistra, c’è la possibilità di visitare esternamente l’Abbazia di San Cassiano a Montescalari proseguendo sulla strada principale: l’antico edificio religioso, di origine medievale, fu fortificato intorno all’anno Mille ed ebbe il suo momento di maggior prosperità agli inizi del XIV secolo. Tornati sul sentiero nr 18, comincia una discesa verso il castello di Cintoia Alta, dopodiché il sentiero costeggia un antico mulino. Da qui ci addentriamo nuovamente nel bosco su un sentiero che nasconde qualche tratto di ciottolato d’origine romana e medievale. Un tratto boscoso si snoda intorno al fiume, che viene più volte superato con piccoli ponticelli in pietra fino ad incontrare il Castello di Sezzate, un antico complesso del XII secolo che nel medioevo ospitava un ricco mercato. Scendiamo tra gli ulivi e poi risaliamo verso il Castello di Mugnana, a una manciata di metri dal nostro punto di partenza.

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Secondo giorno

L’anello di Radda

Per il secondo giorno di viaggio scendiamo verso il senese per un itinerario panoramico che attraversa borghi antichi e opere architettoniche di grande valore storico. Partiamo da Radda, un antico borgo medievale che fu nel 1200 quartier generale della Lega del Chianti. Tra questi colli la tradizione del vino corre indietro nella storia di oltre 2000 anni, quando i preziosi vitigni erano già coltivati durante il periodo degli Etruschi.

Dopo aver ammirato le mura e l’elegante palazzo del Podestà, partiamo dal vecchio Mulino prendendo uno stradello sterrato che conduce verso una salita. Arriviamo al Poggio di Montemaggio e proseguiamo su sentiero verso Castelvecchi. Questo piccolo agglomerato è un centro di produzione vinicola, oggi struttura ricettiva. Qui cantine millenarie custodiscono il Chianti Classico DOCG, ma anche pinot, prosecco, grappe e olio d’oliva.

Continuiamo su strade bianche che conducono verso Volpaia e Villa al Monte. In breve incontreremo la chiesa settecentesca della Madonna del Fossato, una piccola cappella nascosta tra le fronde del bosco e circondata dai cipressi. Costruita per custodire un dipinto che raffigura una Madonna col Bambino, è un vero luogo mistico per una breve pausa. Ripartendo, raggiungiamo l’antico borgo fortificato di Volpaia, altro agglomerato storico di produzione del Chianti Classico.

Visitato il borgo, che a differenza di molti altri agglomerati simili presenta oggi una struttura medievale pressoché intatta, si riparte in salita verso la Pieve di Santa Maria Novella, un’antica chiesa romanica del XII secolo, dopodiché sarà facile raggiungere il punto d’inizio seguendo strade bianche che affiancano i celebri vigneti.

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Terzo giorno

L’anello di Lecchi: il cuore del Chianti

Ci spostiamo di pochi chilometri, recandoci a Lecchi per inoltrarci lungo un altro percorso che mette ben in mostra le peculiarità storiche e naturali del Chianti. Dal borgo procedendo in discesa verso l’Osteria della Passera. Arriviamo in breve alla Rocca di Tornano, un antico mastio quadrangolare dell’anno mille, oggi trasformato in relais.

Camminiamo tra piccole poderali che lambiscono le celebri ville, infilandosi di tanto in tanto dentro boschetti, fino alla Fattoria del Castello di Cacchiano. Da qui si dischiudono gli scorci più tipici del Chianti, che corrono tra i colli fino – nelle giornate più limpide – alle torri di Siena. Ripartendo, ci dirigiamo verso Monticello per poi continuare in discesa verso un torrentello che seguiamo fino a Le Macie. Ritroviamo l’asfalto fino a San Sano, un piccolo agglomerato che in passato era probabilmente fortificato all’interno di un mastio, oggi uno dei borghi meglio conservati della regione con le sue costruzioni in pietra.

Riscendiamo tra la vegetazione per poi raggiungere una poderale che ci porterà di nuovo a Lecchi, non prima di aver costeggiato il castello di Monteluco. Castello costruito nel 1100 sotto il governo di Siena, divenne fiorentino e rimase conteso tra le due potenze per diversi secoli. Dopo aver visitato la sua imponente struttura, ritorniamo in breve tempo al punto di partenza a Lecchi.

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