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Panno del Casentino
Photo ©Tessilnova
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Il panno casentino

Alla scoperta di un simbolo dell’artigianato toscano

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Il panno casentino è un prodotto dell’artigianato toscano con origini antichissime. In passato, grazie alla sua resistenza, era utilizzato principalmente dai pastori, dai boscaioli e dalle persone che lavorano all’aperto e che dovevano affrontare climi molto rigidi. Questo panno, definito “grezzo”, era caratterizzato da una scarsa rifinizione e dal pelo irregolare, apprezzato esclusivamente per la sua alta tenuta all’usura e alle intemperie.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, il panno casentino viene appesantito per ricavarne delle coperture, mantelline per cavalcature, per gli animali da traino; alla fine del secolo comincerà ad essere usato per confezionare giacconi maschili.

Viene indossato anche da noti personaggi storici, come il barone Bettino Ricasoli, Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

Il Panno Casentino e l'antico telaio
Il Panno Casentino e l'antico telaio - Credit: Marta Mancini

Solo negli anni ‘30, la stoffa, caratterizzata da una superficie riccioluta e dai colori vivaci, come il verde bandiere e l’arancio becco d’oca, diviene un capo di moda, utilizzato da nobili signori e proprietari terrieri.

Oggi l’elegante panno casentino si presenta in una varietà di tinte, che privilegiano sempre i suoi tradizionali colori marrone, arancione e verde. L'arte della Lana, settore trainante per l'economia della vallata nel secolo scorso ancor oggi caratterizza le due realtà di Stia e Soci.

Curiosità:
Il tipico colore arancione del panno Casentino
Il tipico colore arancione del panno Casentino - Credit: Marta Mancini

Sul soffitto della Basilica di S. Maria degli Angeli del Santuario della Verna, si trova un medaglione con lo stemma dell'Arte della Lana. Alla corporazione fiorentina dei lanaioli la Signoria dei Medici, nel XV secolo, diede infatti l'incarico di tutelare i frati e il loro convento. Un po' per il freddo, un po' per lo stretto rapporto con gli esperti del campo, alla Verna venne ben presto organizzato un lanificio che produceva "panni lana" per tutta la provincia francescana. Il panno dei francescani, quindi, prodotto nei colori "fratino", "bigio" e "topo", si diffuse molto rapidamente in tutto il Casentino.  

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