Barberino Val d'Elsa

Barberino Val d’Elsa

Un territorio bello e poco battuto, ricco di angoli da scoprire, di storia e di leggende

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Barberino Val d’Elsa, pur essendo nel Chianti, è un centro leggermente al di fuori delle consuete rotte turistiche, il che lo rende perfetto per chi voglia esplorare una Toscana autentica e non troppo affollata, e ricca angoli nascosti e pieni di fascino.

Il centro storico di Barberino Val d’Elsa è un classico insediamento medievale di forma allungata e percorso da una via principale che collega le due porte di accesso, quella Senese-Romana e quella Fiorentina, mentre altre due vie parallele si ricongiungono in prossimità della porta. Tale struttura, piuttosto consueta nei centri murati di questa zona, è rimasta sostanzialmente intatta nei secoli. Le due porte esistono ancora (anche se quella Fiorentina è un rifacimento moderno), così come rimangono le torri difensive verso la valle del Drove. La porta Senese è costruita in pietra e presenta un elegante arco gotico, al di sopra di cui svetta un grazioso campaniletto del XVIII° secolo.

La nascita del borgo risale ai primi decenni del Duecento, e avvenne in seguito alla distruzione di Semifonte ad opera dei Fiorentini del 1202. Oggi, a memoria del fatto, sulla sommità del colle di Semifonte si trova un tempietto costituito da una cupola identica a quella del Brunelleschi, solo otto volte più piccola. Non lontano si possono ancora ammirare le affascinanti rovine dell’antico centro di Semifonte. Nel Trecento Barberino, già sotto il controllo di Firenze, venne circondata di mura e fornita di un presidio militare e di una Potesteria. Fu proprio la posizione di crinale, sullo spartiacque fra Valdelsa e Val di Pesa, a spingere i fiorentini a utilizzare il borgo contro i feudatari alleati dell’Impero.

La strada che oggi lambisce il paese ad oriente in origine lo attraversava, ed era lì che mercanti e pellegrini dovevano passare. Si spiega così la presenza, a ridosso della Porta Fiorentina, dello Spedale dei Pellegrini, fatto costruire nel 1365 da Taddeo di Cecco, figlio del notaio poeta Francesco da Barberino.

Una volta qui vale poi certamente la pena di visitare, isolata nelle campagne ma poco distante dal centro di Barberino, la bella basilica di Sant’Appiano, i resti del cui antico battistero rendono particolarmente suggestivo il piazzale in erba davanti alla facciata. La chiesa di Santa Maria a Marcialla cela invece un interessante mistero: uno degli altari laterali è sovrastato da quello che tradizionalmente è considerato un affresco giovanile di Michelangelo. In effetti qualche forma può far pensare al grande artista e, a infittire il mistero, sotto a una lastra di marmo dell’altare è tutt’ora possibile ammirare (ma bisogna chiedere il permesso al sacerdote, essendo necessario scostare una pietra) una sigla che riporta intrecciate le lettere MBF, per alcuni vero e proprio “tag” giovanile del Buonarroti.

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