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Visita la strada dei castelli del Chianti

Un viaggio per ammirare San Giusto a Rentennano, Lucignano, La Torricella e il Castello di Brolio

Appena oltrepassato il ponte sul'Arbia a Pianella, la Strada dei Castelli del Chianti entra in comune di Gaiole, deviando a destra al primo bivio, ci troviamo immersi quasi subito in un paesaggio tipicamente chiantigiano. Dopo poco una strada a sinistra conduce a San Giusto a Rentennano o alle Monache. Il monastero benedettino femminile di S.Giusto venne istituito in data certamente anteriore al 1136. Nel 1297, le monache furono trasferite a Siena nel monastero di Santa Maria Novella. Il villaggio e la chiesa di S. Giusto passarono in proprietà dei Ricasoli, i quali, in considerazione della sua importanza strategica ai confini del contado di Siena, lo trasformarono in fortezza. Questa fu presa nel giugno 1390 dalle truppe senesi, le quali vi usarono, forse per la prima volta in Toscana, le bombarde. Ne seguì la totale demolizione del castello, sui cui resti venne poi eretta la villa attuale; adiacenti ad essa si vedono ancora alcuni tratti di mura di indubbia origine medioevale.

Ripresa la strada, poco più avanti appare bellissima la vista di Lucignano in Chianti, cui si giunge con una breve deviazione. Il castello di Lucignano fu possesso dei monaci del monastero vallombrosano di Coltibuono, nelle cui carte si trova ricordato fin dalla metà del sec. XI. Oggi del castello originario resta un alto edificio rettangolare con ambienti a volta, trasformato nel '500. Altre costruzioni, presumibilmente medioevali, racchiudono il cortile, al quale si accede da sud-ovest attraverso un arco in pietra.

Continuando ancora, sempre dalla stessa parte, si presenta più in basso, straordinariamente pittoresca, alla confluenza di due vallatelle, La Torricella, alla quale si giunge per una strada che si stacca non molto più avanti. Attualmente vi sorge in magnifica posizione una bella villa del XVII secolo. Proseguendo si attraversa San Regolo e si giunge all' importante incrocio di strade della Madonna di Brolio da dove, percorrendo un tratto della strada statale che va verso Castelnuovo e deviando poi a destra, si giunge al Castello di Brolio.

Il Castello di Brolio con la sua corte fu donato alla Badia di Firenze nel 1009; verso la metà del secolo successivo passò in possesso dei Firidolfi. Nel 1176 venne definitivamente assegnato al dominio fiorentino, anche se non cessarono mai i tentativi dei Senesi per conquistarlo. Firenze lo considerava così importante che nel 1298 v'inviò un podestà e in seguito vi eresse nuove fortificazioni. Le mura a forma di pentagono irregolare, costituiscono uno dei primi esempi di mura bastionate, cioè una delle prime fortezze, anche se piuttosto rudimentale. Esse, ancor oggi ottimamente conservate, con l'alta base a scarpa e le molte arciere-archibugiere poste a varie altezze, costituiscono la parte più interessante del castello. Nell'ultimo secolo Brolio è stata la dimora ed il rifugio di quel Bettino Ricasoli, grande statista ai tempi dell'unificazione dell'Italia; uomo di grande cultura, agronomo esemplare, Bettino è stato colui che ha stabilito la composizione del vino "Chianti" nella sua percentuale di uve. Durante questo ultimo periodo di splendore, il castello ha subito un grandioso rifacimento in stile gotico-senese, di gusto tipicamente romantico.