Via Francigena: la variante di Montalcino

Un tracciato alternativo nelle terre di Siena per ammirare da vicino l'imponente e misteriosa Abbazia di Sant'Antimo

Da Canterbury fino a Roma, il cammino lungo la Via Francigena è lungo e stancante. Ci sono tratti molto impegnativi da affrontare che richiedono una preparazione fisica e psicologica adeguata. Tuttavia, ci sono paesaggi di una bellezza unica che ripagano la fatica e il sudore. È ciò che accade nelle Terre di Siena, dove le colline si fondono all’orizzonte con il cielo limpido, lasciando ampio spazio al benessere.

Accanto al tragitto ufficiale della Via Francigena, che collega Buonconvento a San Quirico d’Orcia, esiste una variante che va a interessare il territorio di Montalcino.

 

Tramonto a Montalcino
Tramonto a Montalcino - Credit: Diego Solari Instagram

Il borgo del Brunello non ha bisogno di presentazioni: l’atmosfera medievale che si respira, unita ai panorami mozzafiato della Val d’Orcia, rendono il viaggio un’esperienza unica, come un’opera d’arte.

Il primo elemento di interesse da visitare su questo sentiero alternativo è Badia Ardenga, nel Medioevo sede di un’importante Abbazia Benedettina. L’attuale chiesa, con il suo impianto a sette navatelle coperte con volte a crociera,  doveva costituire, in origine, la più grande cripta della Toscana meridionale dopo quella dell’Abbazia di San Salvatore all’Amiata.

La chiesa della Madonna delle Grazie, invece, e documentata fin dal XIV secolo come Oratorio dove l'Abate di Sant'Antimo concedeva indulgenze ai fedeli visitatori.
Porta Burelli è il più grande ed articolato accesso alla città, trasformata in parte, nei secoli, in abitazione. L'antico ingresso a doppio portone, reca tuttora al centro tracce della saracinesca, una mensola sovrasta il grande arco esterno, mentre la base termina a sperone.

Si giunge quindi a Poggio Civitella, un abitato del VI secolo a.C. composto da costruzioni disposte sia sulla sommità che sui fianchi meno scoscesi della collina.

Ma la meta tanto attesa è l’Abbazia di Sant’Antimo, fondata – come vuole la leggenda - da Carlo Magno. E’ possibile vedere i resti dell'originaria struttura di età carolingia nella zona absidale del tempio monumentale dove si scorge la piccola absidiola dell'antica chiesa, oggi sagrestia e la piccola cripta, divisa in tre navate da quattro colonne con pulvino di porfido, L’attuate chiesa risale al 1118 circa, come attesta un'iscrizione incisa sull'altare maggiore.
Una delle caratteristiche che contraddistinguono l'Abbazia di Sant'Antimo è il materiale costruttivo: la struttura è infatti completamente costruita in una roccia travertinosa con venature di alabastro, proveniente dalla vicina cava di Castelnuovo dell'Abate.