Photo ©Parco Appennino Tosco Emiliano

Trekking sull'Appennino

 

Il panorama dell'Appennino toscanoIl panorama dell'Appennino toscano

Se pensate che la montagna sia una meta esclusivamente invernale, vi assicuro che non è così. Sono stata un weekend sugli Appennini, la catena divide la Toscana dall’Emilia Romagna e negli agriturismi, al bar o al ristorante è curioso sentire come i due dialetti, toscano e romagnolo (o emiliano? scusate, non sono brava a distinguerli!) si mescolano e convivono. Abbiamo attraversato paesaggi meravigliosi, dove la natura non è costretta nei pochi metri quadrati dei giardini che si trovano nelle città: tanti boschi con alberi secolari, soprattutto castagni, che un tempo erano la principale fonte di alimentazione delle zone montane. In una tenuta abbiamo visto anche i cervi, è stato emozionante perché non li avevo mai visti dal vivo.

Cervi al pascolo sull'Appennino
Cervi al pascolo sull'Appennino

Durante la sosta-pranzo abbiamo mangiato in uno dei tanti agriturismi, dove ci hanno servito prodotti biologici, coltivati e allevati da loro. Finito di mangiare i proprietari ci hanno portato a far vedere mucche e maialini da cinta che allevano per produrre degli affettati straordinari. Mi dispiace per questi poveri animali, ma non posso nascondere che i salumi erano buonissimi. Per non parlare dei tortelli di patate mugellani e gli zuccherini!

Gli zuccherini di Bruscoli dell'Appennino
Gli zuccherini di Bruscoli dell'Appennino

Durante il pranzo ci hanno raccontato della Via degli Dei, un sentiero romano lungo quasi 100 km che collega Bologna a Firenze. È un percorso che si fa di solito in sei tappe (ma noi non eravamo ancora abbastanza allenati per buttarci in quest’avventura!) e passa lungo quella che era la Flaminia Militare, partendo da Bologna a Sasso Marconi, attraverso Monzuno, Monghidoro, Firenzuola, San Piero a Sieve, Bivigliano, Fiesole e Firenze, o viceversa. Si può percorrere sia a piedi che in bici, o anche a cavallo, perché no. Incuriosita dal nome particolare che ha questo tragitto, mi hanno spiegato che si chiama così perché lungo la strada si trovano monti che hanno i nomi degli dei, come Monte Adone, Monte Venere, Monte Luario. Circa a metà di questo percorso si trova il Passo della Futa (siamo nel versante toscano, a Firenzuola), che si affaccia sulla valle del Mugello. Questo passo è conosciuto dai cicloamatori, ma anche dagli amanti di auto e moto, che avranno portato almeno una volta i loro motori tra questi tornanti.

Il Passo della Futa sulla montagna toscana
Il Passo della Futa sulla montagna toscana

Proprio quando siamo capitati noi al Passo della Futa passava la Mille Miglia, la storica corsa di auto d’epoca che  ogni anno parte da Brescia e arriva a Roma, attraversando tutta la Toscana e l’Emilia Romagna. A questo giro sono passate circa 2000 auto!! Non c’è niente di meglio che attraversare montagne verdi e sentire i profumi dei boschi e dei fiori sbocciati al sole di primavera, che mi allontanano per un po’ dal caos della città e mi rigenerano.

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