Le torri dominano il paese di San Gimignano

Tappa 9: da Gambassi Terme a San Gimignano

Siena vs Firenze: la Via Francigena

Da Gambassi Terme inizia una tappa di 13,4 km che si completano in 3 ore circa. Un breve percorso, interessante per la bellezza dei crinali della Val d'Elsa, disseminati di castelli e abbazie, originati dal passaggio della Via Francigena.

Si può visitare il santuario di Pancole, prima di risalire verso il borgo di Collemucioli, con un tratto di selciato medievale, e da qui alla pieve di Cellole.

Infine si sale verso la collina dove svettano le 15 torri di San Gimignano, una delle mete più frequentate della Toscana, il suo profilo assume un sapore diverso se viene raggiunta a piedi.

Rifornimento idrico a Pancole, nessun punto di ristoro lungo il percorso.

Lunghezza Totale (km): 13.4
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 3.00
Dislivello in salita (m): 344
Dislivello in discesa
(m): 329
Quota massima (m): 388
Difficoltà: Facile
Strade pavimentate: 40%
Strade sterrate e carrarecce: 54%
Mulattiere e sentieri: 6%
Ciclabilità: 97%
Come arrivare al punto di partenza: Autolinee SITA (055483651) da Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Firenze, Volterra.

COSA VEDERE
Gambassi Terme - Era nei tempi antichi una "terra di passo", per gli etruschi, trovandosi sulla direttrice e nel dominio di Volterra; per i Romani, in relazione alla via Clodia tra Siena e Lucca; e, nell'alto Medioevo, per i viaggiatori in particolare per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, (come l'arcivescovo Sigerico di Canterbury, nel cui itinerario attraverso l'Italia si ricorda, prima del 994, la Pieve di Chianni). E uno spedale vi è ricordato nel XIII secolo. A Gambassi Terme è visitabile la Mostra permanente dell’attività vetraria che espone circa 3000 reperti archeologici sia locali che italiani risalenti al periodo tra il XIII e il XVI secolo e raccoglie studi e ricerche storiche e archeologiche sulla produzione del vetro in Valdelsa. Tale attività, documentata fin dal XIII secolo e ormai scomparsa, ha costituito per secoli un elemento caratterizzante per l'intero territorio, la cui fama andava ben oltre lo stretto ambito territoriale. Per chi cerca un po' di benessere, ci sono le acque benefiche delle terme.

San Gimignano - Nella città conosciuta per le sue numerose torri e per la vernaccia, le pareti della sala del consiglio del Palazzo Comunale vennero affrescate tra il 1289 e il 1299, con figurazioni cavalleresche e cor tesi che celebravano Carlo II d’Angiò, il monarca che, incoronato il 29 maggio 1289, si era preoccupato di rinsaldare le alleanze con i comuni toscani di fede guelfa, fra i quali San Gimignano. Raffigurato sulla parete di fondo della sala, il sovrano costituisce il fulcro delle pitture, assiso in trono e contornato da cor tigiani e falconieri, pare assistere ad una festa indetta in suo onore, che si attuava nei tornei dei cavalieri (registro superiore delle pareti maggiori), nelle battute di caccia (registro inferiore delle stesse) e nella vivace azione di una danza, ritmata al suono di un tamburello e di una viella (registro sottostante Carlo II). In origine il ciclo si estendeva su tutte le pareti della sala, ma già nel 1317 fu in parte celato dall’intonaco steso da Lippo Memmi per dipingere la Maestà. Sulla parete opposta alla figurazione del re angioino, a destra della por ta di accesso alla sala, è riconoscibile la gigantesca figura di San Cristoforo che trasporta Gesù bambino sulle spalle; la presenza e la mole dell’immagine del santo, protettore dei pellegrini e dei viandanti, sono facilmente giustificate dalla ubicazione del palazzo, prospiciente la “ruga maestra” della città, la strada centrale, corrispondente al tracciato urbano della Francigena, percorsa da Sigerico di Canterbury dopo la mansione di Santa Maria a Chianni e prima di quella di San Martino ai Fosci.

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