Tappa 8: da San Miniato a Gambassi Terme

In cammino sulle vie del passato

Da San Miniato inizia una tappa di 23,7 km che si percorrono in meno di 6 ore. Dopo un'ora di cammino, si imbocca un percorso di straordinaria bellezza lungo i crinali collinari della Val d'Elsa, disseminata di castelli, rocche, ospitali, complessi abbaziali, originati dal passaggio della Via Francigena.

Sul percorso di Sigerico si incontrano due Submansiones: la pieve di Coiano, con la ripida scalinata in pietra, e la pieve di Santa Maria a Chianni, riedificata nel XII secolo. In breve si giunge a Gambassi, con le sue acque termali. Il punto tappa è alla chiesa del Cristo Re.

Gli unici punti di ristoro e di rifornimento idrico sono a Calenzano e una trattoria a 500 m dalla Pieve di Coiano, verso Castelnuovo d'Elsa (fuori dal nostro percorso).

Lunghezza Totale (km): 23.7
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 6.00
Dislivello in salita (m): 406
Dislivello in discesa (m): 231
Quota massima (m): 305
Difficoltà: Impegnativa
Strade pavimentate: 37%
Strade sterrate e carrarecce: 62%
Mulattiere e sentieri: 1%
Ciclabilità: 99%
Come arrivare al punto di partenza: Linea FS Firenze-Pisa-Livorno, stazione S. Miniato

COSA VEDERE
San Miniato - Per il controllo strategico che esercitava sulla via Francigena, la Rocca di San Miniato fu inserita dagli imperatori Svevi, fino dall’XI secolo, nel loro sistema difensivo e fu oggetto di cura e di successivi ampliamenti. La Rocca, completata all’inizio del ‘200, costituisce il baluardo più importante della fortezza ultimata da Federico II che vi insediò una stabile guarnigione e vi soggiornò lui stesso più volte. Dall’alto della Rocca, oggi munita di potenti cannocchiali, si può osservare l’incrocio della via Francigena con la strada romana che da Pisa va a Firenze. Dalla Rocca si intravedere anche il sito archeologico di San Genesio (posto nel territorio comunale di San Miniato) indicato come stazione di sosta sulla Francigena da numerosi viaggiatori nel corso del Medioevo (come dimostra l’esposizione di reperti dello scavo visitabile presso la Torre degli Stipendiari, in via Conti).

Castelfiorentino - Un pellegrino che, dalla fine del 1400 in poi, si fosse trovato a percorrere la via Francigena, si sarebbe imbattuto, in prossimità di Castelfiorentino, in due tabernacoli affrescati dal pittore fiorentino Benozzo Gozzoli. Vicino alla pieve dei Santi Pietro e Paolo a Coiano, XXI tappa dell’itinerario di Sigerico tra il 990 e il 994, ecco il Tabernacolo della Madonna della Tosse. Al suo interno, sotto l’occhio vigile del committente Messer Grazia di Francesco, Benozzo Gozzoli affrescò le Esequie della Vergine e l’Assunzione di Maria al cielo. Davanti all’antico Monastero delle Clarisse, sempre a Castelfiorentino, ancora una sosta di preghiera al Tabernacolo della Visitazione, con lo sguardo sul magistrale racconto della Vita di Maria disegnato da Benozzo. Oggi i due tabernacoli hanno la loro sistemazione ideale nel Museo Benozzo Gozzoli a Castelfiorentino. Altro museo da non perdere è il Museo di Santa Verdiana, che nei primi anni del XIII sec. intraprese il viaggio verso Santiago de Compostela con un gruppo di donne del luogo. Tra gli oggetti appartenuti a Santa Verdiana ci sono due preziosi reperti che la Santa portò dal pellegrinaggio a Santiago: una “Croce di zolfo” con motivi decorativi a intreccio a nodo di Salomone di ascendenza celtica e una piccola statuina di azabache (giaietto) raffigurante l’immagine di San Giacomo con la tunica lunga, il cappello a falde larghe con la concha (conchiglia) appuntata davanti e il bordón (bastone), sostenuto con la mano destra e appoggiato alla spalla.

Montaione - Montaione è un piccolo borgo medievale arroccato sulla sommità di una collina, a dominare la Valdelsa. Il centro si sviluppa attorno ad un campanile ed è circondato da mura antiche. Il borgo è circondato da filari di viti ed uliveti: un paesaggio vario in cui sono presenti anche numerose aree boschive di querce, castagni, lecci. A Montaione sono da visitare il Museo civico, dove il reperto più antico, che attesta che le colline di Montaione furono abitate fin dai tempi più antichi, è la Stele Etrusca del VI secolo a.C. riproducente un guerriero con elmo, lancia e scudo su una pietra tombale sulla quale è scritta l'età del defunto; e il Convento fracescano di Sacro Monte a San Vivaldo, detto anche Gerusalemme poiché riproduce, in scala ridotta, i luoghi della Città Santa.

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