Tappa 7: da Altopascio a San Miniato

Sulla Via Francigena tra arte e pievi

Da Altopascio inizia una tappa di 25,3 km che si percorrono in meno di 6 ore. Nella parte iniziale del percorso, a Galleno, si cammina sul selciato dell'antica Via Francigena. Si superano poi le colline delle Cerbaie, selvagge e deserte, per dirigersi verso Ponte a Cappiano, col ponte mediceo recentemente restaurato.

Da qui lungo l'argine del canale Usciana si attraversa un'antica palude ora bonificata e si risale verso il centro storico di Fucecchio. Superato l'Arno, se ne percorre l'argine e in breve si giunge a San Miniato, il potente e ricco borgo medievale tuttora perfettamente consevato.

Acqua e punti di ristoro a Chimenti, Galleno, Ponte a Cappiano e Fucecchio.

Lunghezza Totale (km): 25.3
Percorribilità: A piedi, in mountain bike
Tempo di percorrenza a piedi (ore.min): 5.40
Dislivello in salita (m): 283
Dislivello in discesa (m): 173
Quota massima (m): 130
Difficoltà: Facile
Strade pavimentate: 44%
Strade sterrate e carrarecce: 53%
Mulattiere e sentieri: 3%
Ciclabilità: 100%
Come arrivare al punto di partenza: Linea FS Firenze-Viareggio, stazione Altopascio

COSA VEDERE
Altopascio - Un grande centro ospitaliero nell’Europa medievale Altopascio riveste una particolare importanza storica ed artistica legata soprattutto all’accoglienza dei pellegrini che ancora oggi vi transitano, pernottando in molti nella Foresteria gestita dal Comune. La storia di Altopascio comincia con gli Ospitalieri del Tau, al crepuscolo dell’XI secolo. Sulla Via Francigena svolgevano un’attività intensa di ospitalità, assistenza ai pellegrini, agli infermi, ai poveri. Attivissimi, i frati fondarono diverse dipendenze in Italia e in Europa, tanto che nel 1191, all’epoca di Filippo Augusto, Altopascio veniva semplicemente denominato “Le Hopital”, cioè "lo spedale" per antonomasia. Ne scrissero Boccaccio, Machiavelli e Shakespeare. Nei locali adiacenti ai silos granari della Fattoria, raggiungibili attraverso un suggestivo corridoio al termine del quale è visibile anche un impor tante scavo archeologico, è collocato il piccolo ma interessante museo archeologico. Il contenuto dell’esposizione testimonia molteplici aspetti della vita materiale del territorio, dal XII secolo al XIX, abbracciando tipologie varie e oggetti diversi per epoca, forma e funzione, tecnica di fabbricazione, decorazione e pregio.

Fucecchio - Il riccio di pastorale in avorio della fine del XII secolo è un elemento strettamente legato alla nascita della cittadina, tanto che ad esso è ispirato il logo del Museo di Fucecchio dove è conservato ed esposto. L’oggetto è tradizionalmente attribuito all’abate San Pietro Igneo (+1089) e, insieme ai più tardi baculo e mitria che l’accompagnano, è sempre stato custodito nell’Abbazia di San Salvatore di Fucecchio, ricostruita dopo il 1106 nell’attuale ubicazione. L’Abbazia fu fondata dai conti Cadolingi trasformando la Chiesa esistente dal X secolo presso il “guado del Cigno” che permetteva alla via Romea l’attraversamento dell’Arno. Qui, nel 1068, il monaco vallombrosano Pietro fu inviato come abate da Giovanni Gualberto, di cui fu uno dei primi seguaci, e nel 1085 ottenne da Papa Gregorio VII che la stessa Abbazia fosse sottoposta direttamente al soglio di Pietro. L’attributo “Igneo” è riferito all’ordalia avvenuta nel 1068 nell’abbazia di San Salvatore a Settimo, anch’essa fondata dai Cadolingi, contro il vescovo di Firenze, Pietro Mezzabarba, accusato di simonia.

Castelfranco di Sotto e Orentano -
In posizione baricentrica sulle colline delle Cerbaie, l’abitato di Galleno corrisponde alla Grasse Geline rammentata da Filippo Augusto di Francia nel viaggio di ritorno dalla terza crociata (1191) come tappa intermedia tra l’Arno nero, cioè il fiume Gusciana presso Cappiano, e Altopascio. Qui nel secolo XI è documentata una curtis dei conti Cadolingi che, all’estinguersi della famiglia, sarà contesa dal vescovo di Lucca e dall’ospedale d’Altopascio allo scopo di attestarsi lungo un importante itinerario. Almeno dal 1418, il confine tra i comuni di Castelfranco e Fucecchio corre in corrispondenza del fossato del castello di Galleno e lungo un tratto di strada selciata tardomedievale, ricostruzione di una strada più antica in ghiaia, identificata in profondità e corrispondente al tracciato della via Francigena percorso dal sovrano francese. La conservazione della strada selciata è dovuta alla sua sottrazione al traffico, causata dal declassamento del tronco, dopo la costruzione della Via Regia Traversa di Valdinievole nel XVIII secolo. Qui da visitare sono i Musei archeologici di Castelfranco e Orentano.