Tappa 4: da Avenza a Pietrasanta

La Via Francigena dalla Versilia alla Lucchesia per un'esperienza unica

Lasciando Avenza si percorre una strada tra i vigneti che ricoprono le colline, in un susseguirsi di panorami sulle Alpi Apuane e sul mare. Si attraversa il centro storico di Massa prima di risalire verso Montignoso dove sorge il castello Aghinolfi e imboccare un’altra strada panoramica. La tappa si conclude a Pietrasanta, patria della scultura e del marmo delle Apuane, popolata da artisti provenienti da tutto il mondo.

Informazioni tecniche

Partenza: Avenza, Torre di Castruccio
Arrivo: Pietrasanta, Duomo
Dislivello in salita (m): 409
Dislivello in discesa (m)
: 400
Quota massima (m): 183
Difficoltà: Impegnativa
Strade pavimentate: 90%
Strade sterrate e carrarecce: 5%
Mulattiere e sentieri: 5%
Ciclabilità: 98% C
Come arrivare al punto di partenza: Linea FS La Spezia-Roma, stazione Carrara-Avenza

Cosa vedere
Massa, Castello Malaspina

Avenza - Da vedere la Chiesa di S. Pietro, che conserva un crocifisso ligneo ritenuto miracoloso e la fortezza, importante luogo di tappa della via Francigena nel periodo medioevale. La sua costruzione è da attribuire a Castruccio Castracani. Poco distante da Avenza si trova Carrara, dove si possono ammirare il castello Malaspina edificato da Alberico Cybo Malaspina nel XVI secolo ed attualmente sede dell'Accademia di Belle Arti e il Duomo di Carrara, costruito in stile gotico romano nel IX secolo e rivestito in marmo di Carrara.

Massa – Da vedere: Palazzo Ducale, costruito dal XV al XIX secolo per volere dei Cybo Malaspina, ne è stata la principale sede abitativa. La parte piu' imponente dell'edificio venne realizzata da Carlo I ed e' costituita dal Salone degli Svizzeri e dalla Cappella Ducale. La sistemazione definitiva, terminata nei primi anni del '700 per volonta' della principessa romana Teresa Pamphilj, moglie di Carlo II, fu opera di Alessandro Bergamini. Il Museo Diocesano, all’interno di uno dei palazzi storici di Massa, il “palazzino dei cadetti”. Costruito alla fine del Cinquecento da Alberico I Cybo Malaspina, fu donato nel 1822 alla Diocesi di Massa Carrara Pontremoli. Oggi nelle sale si possano ammirare le opere che meglio rappresentano la storia artistica e religiosa del territorio.

La Cattedrale, intitolata ai Ss. Pietro e Francesco, eretta a duomo nell’Ottocento, presenta una struttura ad una sola navata centrale e tre altari laterali. La cappella sotterranea ospita le urne funerarie dei principi e duchi di Massa. Il Teatro Guglielmi, costruito nel 1880, fu intitolato al musicista massese Alessandro Guglielmi. All’interno riporta decorazioni in stucco dorato ed è strutturato in tre ordini di palchi e un grande loggione superiore.
La Chiesa della Misericordia, costruita nel 1629, ha mantenuto quasi intatta nel tempo la sua struttura originale. Molto interessanti l’abside e le due cappelle laterali. Il castello Malaspina, domina dall'alto di un colle roccioso l'estesa area pianeggiante sottostante, con un'ampia visibilità su tutta la costa. Di origine altomedievale, sotto la signoria dei Malaspina, durante il Rinascimento, ha assunto la forma attuale di palazzo-castello. La chiesa della Madonna del Carmine, costruita nella metà del Cinquecento insieme al convento delle monache di S. Chiara, fortemente voluto da Taddea Malaspina.

Montignoso – Da vedere il Castello Aghinolfi, frutto di vari interventi edilizi che nel corso dei secoli ne hanno modificato la struttura. La vicinanza col mare, che permette il controllo della costa dal golfo di La Spezia al Porto di Livorno e il dominio sulla sottostante via Francigena attribuiscono al complesso un eccezionale ruolo strategico. All’interno dell’imponente Mastio ottagonale, grazie alla collocazione di una pavimentazione in vetro, sono ben visibili i risultati dello scavo archeologico e le fasi di incastellamento tra le quali spicca il basamento di una antica torre databile all’VIII-X sec. Sono musealizzati i più interessanti reperti ritrovati, posizionati direttamente sugli strati archeologici corrispondenti. È stata restaurata e aperta al pubblico la possente cinta muraria che comprende il parco archeologico.

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