Itinerario tra pittura e pievi romaniche nel Valdarno

Segui il Rinascimento tra le opere di grandi artisti

L’itinerario del primo Rinascimento in Valdarno inizia da Badia a Ruoti, nel comune di Bucine, dove troviamo l’antichissima Badia di S. Piero a Ruoti, complesso monastico camaldolese dove è esposta la tavola dell’Incoronazione della Vergine tra i santi di Neri di Bicci, figlio di Bicci di Lorenzo.

Oltrepassando l’Arno ci dirigiamo verso Castelfranco di Sopra. Uscendo dal centro troviamo la Badia di S. Salvatore a Soffena, ex monastero vallombrosano che conserva uno dei più suggestivi cicli pittorici del Valdarno.
Tra Terra e Tempera - San Giovanni Valdarno

Ci dirigiamo verso Loro Ciuffenna, fermandoci prima nella frazione di Montemarciano, dove si erge il santuario della Madonna delle Grazie, edificato nel ‘500 intorno a un tabernacolo viario. All’interno, sull’altare maggiore, troneggia un affresco raffigurante la Madonna del Latte e i Santi Giorgio e Giovanni Battista di Francesco d’Antonio. La chiesa di S. Maria Assunta si trova nel centro storico, all’interno ospita gli affreschi della Visitazione di S. Elisabetta e Sant’ Ansano, che possiamo riferire all’ambito di Bicci di Lorenzo. Appena fuori l’abitato è il Santuario dell’Umiltà, sorto su un precedente tabernacolo viario; custodisce l’affresco della Madonna e Bambino tra i Santi Pietro e Giovanni Battista.

Scesi a valle si prosegue verso Montevarchi. Nella piccola frazione di Caposelvi, già castello medievale, sorge la settecentesca chiesa di S. Lorenzo, dove è custodita la tavola con Madonna in trono con bambino e santi opera di maestro ghirlandaiesco. Nel centro storico molte sono le testimonianze dell’arte rinascimentale, che decorano anche i palazzi privati, tra i quali Palazzo Brandini, che custodisce un affresco con Scene della Genesi di Luberto da Montevarchi, pittore che risente delle influenze fiorentine ma che ha fatto propria anche la lezione del Perugino, di cui fu allievo. Legate alle opere del borgo sono quelle che possiamo trovare nella Pieve di S. Maria a Scò a Pian di Scò.

Proseguiamo il nostro itinerario a San Giovanni Valdarno, che vide i natali di Masaccio e dello Scheggia, suo fratello minore. Proprio a quest’ultimo sono riconducibili gli affreschi che eseguì nella navata destra della chiesa di San Lorenzo raffiguranti il Martirio di San Sebastiano, Sant’Antonio Abate in trono e storie della sua vita, San Lorenzo, Stigmate di San Francesco, Sant’Antonio da Padova e San Bernardino da Siena. Opere queste che presentano somiglianze con l’Annunciazione eseguita dal pittore nella Badia a Soffena e al contempo espressione di un’influenza artistica fiorentina, grazie ai contatti avuti chiaramente col fratello Masaccio e con Beato Angelico.

Veduta di Montevarchi
Veduta di Montevarchi - Credit: Brunero Cicogni

Il percorso si conclude visitando Terranuova Bracciolini. Nella chiesa di S. Maria Bambina, posta nella piazza centrale dell’abitato, si conserva un gruppo fittile attribuito all’ambito di Giovanni della Robbia: Pietà, le Tre Marie e San Giovanni. L’opera è concepita come una grande composizione teatrale, espressione del clima religioso presente nell’intera valle nei primi anni del ‘500 e riconducibile al pensiero savonaroliano della lamentazione e del pentimento. All’interno della cerchia muraria è situata la chiesa di S. Biagio ai Mori, con pareti decorate da affreschi tre-quattrocenteschi, tra cui la Madonna in trono tra l’arcangelo Raffaele e Tobia e San Romualdo, attribuita a Fra’ Diamante.

Cover image credit: Sailko

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